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UNIFIL. In Libano, per motivi di grandezza italica … 7 mila uomini senza “mandato” sotto ricatto di Hezbollah

blue line [1]Come noto nel Sud del Libano, e precisamente a sud del fiume Litani – che segna il confine di operazioni ONU – staziona dal 2006, in continuazione con un precedente mandato scaduto e non rinnovato perché non vi erano più esigenze, un forza multinazionale a guida italiana, con compiti, almeno all’origine, già superati e che non rendevano necessaria la presenza ONU nell’area.

Il Consiglio di Sicurezza, con la risoluzione 1701 chiedeva la  cessazione delle ostilità basata, in particolare, sull’immediata cessazione da parte degli Hezbollah di tutti gli attacchi e l’immediata cessazione di tutte le operazioni militari offensive di Israele”; il ritiro di Israele dal sud del Libano, il controllo del governo libanese su tutto lo stato compresa la zona del sud Libano garantendo la piena sovranità dello stato, il rispetto della linea blu tra Israele e Libano, il rispetto della “Blue Line” – ovvero la linea di confine tra Israele e il Libano, quindi reiterava il sostegno delle NU, i rispetto delle precedenti risoluzioni, alla piena sovranità del Libano sui territori sulla base dell’armistizio del 23 marzo 1949, e poi altre cose conseguenti all’attuazione della risoluzione.

Che UNIFIL abbia fallito su tutti i fronti è chiaramente dimostrato dalla nascita di uno stato nello stato, Hezbollah (armato, finanziato e d addestrato dall’Iran), che in pochi anni, proprio sotto il cappello UNIFIL ha creato infrastrutture, ministeri, fortificazioni militari e strutture governative.
UNIFIL non si è mai preoccupato di disarmare Hezbollah, e del resto non aveva e non ha capacità militari e politiche per poterlo fare, anche perchè la risoluzione 1701 prevede che ogni attivtà nell’area di spiegamento deve essere autorizzata da Beiruth.

Non pattuglia  la frontiera tra Siria e Libano, da dove arrivano ingenti armamenti verso Hezbollah, non ha alcun ruolo nel controllo delle coste permettendo così a Hezbollah di avere una vita di rifornimenti via nave da Tiro.

Oggi UNIFIL, come dichiarato da Toni Nissi , coordinatore generale del Comitato di Monitoraggio internazionale-libanese per la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1559 (2004), sono “ostaggio” di Hezbollah .

Ma Nissi non ha soltanto smentito il Generale Claudio Graziani che aveva sostenuto qualche giorno prima che Hezbollah rispettava gli accordi, ha lanciato una accusa pesante contro UNIFIL affermando che lo stesso invece di interagire con il legittimo governo libanese, di fatti si confronta e si coordina con Hezbollah, elevando a questo punto a legittimo governo a sud del Libano.

In pratica, UNIFIL legittima Hezbollah e quindi la nascita di fatto di uno stato indipendente a sud del fiume Litani.

La risoluzione 1701  dice chiaramente che a sud del Fiume Litani non devono esistere milizie e l’area deve essere disarmata e sotto il controllo dello stato libanese.
A sud del Fiume Litani, come prescrive la risoluzione 1701,  non ci devono essere armi e milizie, ricorda Nissi che si continua, “è per questo il motivo per cui l’Unifil si trova lì. Il mandato dell’Unifil è coordinarsi con Hezbollah o cacciare fuori Hezbollah dal territorio libanese a sud del Litani?”.

Fatti e dichiarazioni che smentiscono clamorosamente, sotto il silenzio dei medio internazionali e italiani, il Generale Claudio Graziano che aveva invece dichiarato che Hezbollah starebbe sostanzialmente rispettando la risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1701 del 2006.

In conclusione, UNIFIL oggi è poco meno che una forza multinazionale inutile, controproducente per la stabilità dell’area e cosa non di poco conto, ostaggio di milizie che controllano economicamente e militarmente tutta l’area a sud del Litani.

Israele da tempo ha messo in atto le sue azioni di sicurezza a difesa dei confini, “sigillando” la frontiera con il Libano lasciando le forze UNIFIL in balia ad Hezbollah

tutto ciò, mentre taluni benpensanti dell’ONU pensano che Hezbollah sia ormai una realtà che non va disarmata e smantellata ma assimilata nello stato libanese, dimenticando che uno degli obiettivi della milizia è la capitolazione dello stato imperialista libanese e dare ai cittadini la possibilità di ottenere il sistema di governo che vogliono.

Oltre ovviamente, la distruzione di Israele.

Così, l’Italia sfoggia la sua “grandeur” mentre i nostri militari, e quelli di altri paesi, rimangono “ostaggio” della supremazia di Hezbollah che sfoggia con arroganza la sua potenza militare fatta anche di armamento pesante e missilistico, e che circolare liberamente per il sud Libano, i propri uomini armati, anche pesantemente,  sotto gli occhi dei militari di UNIFIL.

Michele Santoro