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Follia palestinese. Tredicenne “vuole” morire da martire

baby terroristi [1]L’odio inculcato nella menti della gioventù araba palestinese da parte di Hamas e della stessa dirigenza dell’Autorità Palestinese, rischia di far nascere tragedie infantili.   E’ notizia di oggi di una ragazzina di tredici anni che ha cercato di immolarsi per la “causa”  in Samaria nei pressi di Alfei Menashe.

Alla ragazzina che si stava avvicinando al checkpoint di Eliyahu, area interdetta  interdetto ai pedoni è stato intimato ripetutamente di fermarsi ma la stessa ha ignorato l’avviso continuando  la sua avanzata fino a quando i militari si sono accorti che stava tentando di prendere qualcosa dalla camicia.

A quel punto i militari hanno sparato in aria colpi di avvertimento e, visto che non si fermava, le hanno sparato alle gambe.

Ai militari che poi l’anno soccorsa ha detto : “sono venuta qui per morire e diventare una martire” .

Mandano i bambini a morire da “martiri” però chi fa loro il lavaggio del cervello si guarda bene dal diventare martire. Loro vivono nelle belle residenze a Gaza e nei territorio dove vivono i dirigenti di  quella organizzazione AP,  che ancora oggi si può chiamare OLP. Nulla è cambiato dalla morte di Arafat, o forse, si, qualcosa è cambiato. Ora si mandano al massacro i bambini.