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La finanza Usa mette in campo Joseph Stiglitz. L’artiglieria pesante contro il referendum …

marco tedesco hitler [1]Clinton 1 e Clinton 2.
Avvero, da consigliere di Bill Clinton, Joseph Stiglitz ora entra a gamba tesa negli affari italiani.
Lui, che è stato vice presidente della Banca Mondiale , branca delle Nazioni Unite (sic), che incorpora due enti,  la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo [2] (BIRS) e l’Agenzia internazionale per lo sviluppo [3] (AID o IDA,  che dovrebbero essere istituti  “benefici” ma ….

Il Premio Nobel, che probabilmente sarà a fianco di Hillary Clinton (CLinton 2) se  dovesse “malaguratamente” vincere le elezioni statunitensi,  evidentemente pensa di poter dire la sua sui fatti politici di un paese sovrano, o almeno, così dovrebbe essere senza la cappa assillante degli USA che pretendono di orientare politica ed economia italiana.

Stiglitz che farebbe meglio a parlare degli USA e dei pericoli che l’amministrazione del suo paese crea al mondo intero, getta allarmi ingiustificati ed ingiustificabili sui pericoli che il NO al referendum potrebbe causare.
Si perché il suo chiedere o suggerire di non celebrare la consultazione, in ultima analisi ha il chiaro intento di creare allarme sociale. Se vince il NO l’euro crolla ? Non sarebbe una tragedia, almeno per 18 dei 19 paesi che l’adottano.
Se crolla l’euro, di hitleriana memoria,  probabilmente l’Europa risorgerebbe e la Germania sarebbe ridimensionata.Sarebbe il tripudio della democrazia e il ripristino delle sovranità nazionali.

Ma questo a Stiglitz, agli USA e alla finanza USA non va proprio giù.