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Clandestini. Il governo fa diventare Marina Militare “Ferryboat Company2 , e taluni media cambiano la geografia …

Canale-di-Sicilia-cartina-nautica [1]Ormai è una vera invasione organizzata e tutto quanto ci racconta il governo non sembra coerente con quanto effettivamente sta succedendo da alcuni anni.

Innanzi tutto i famosi  mercanti di schiavi di cui tanto si parla non sono affatto i terroristi ell’ISIL ma vere e proprie organizzazioni criminali e non, di libici che probabilmente ricevono ordini dall’Europa e forse anche, come spesso ormai si legge, dagli USA che finanzierebbero l’esodo biblico per destabilizzare l’Europa che ha chiuso le porte, eccetto Germania e Italia che provvede in proprio all’imbarco dei clandestini sin  da sotto le coste libiche che taluni media italiani, stravolgendo la geografia, hanno fatto diventare “canale di Sicilia”.

Già, quel canale nel Mediterraneo che si trova tra Tunisi e Mazara del Vallo, per taluni media italiani si è spostato, a ridosso delle coste libiche e nel pieno del Golfo della Sirte.

L’Italia non si limita ad imbarcare i clandestini con la Marina Militare, declassata a navi per immigrati,  e a qualche chilometro dalla costa libica, ma autorizza anche navi straniere tra cui quella di Medici Senza Frontiere, di approdare nei porti italiani per sbarchi a migliaia.

A questo proposito è bene ricordare che i trattati internazionali sulle operazioni di ricerca e soccorso quali la Convenzione del 1989 sul soccorso in mare e la “Convenzione Solas   Convenzione Internazionale per la sicurezza della vita in mare del 1974 e la SAR , Convenzione on Marittime Search and Rescue –1979),: obbligano le navi  al soccorso e assistenza dei naufraghi “regardlerss of the nationality or status of such a person or the circumstances in which that person is found”, senza distinguere a seconda della nazionalità o dello stato giuridico, e l’obbligo della prima assistenza, ma anche il dovere di sbarcare i naufraghi in un “luogo sicuro” più vicino al luogo di soccorso.

Nel caso dell’esodo di massa organizzato dai libici, invece, le marinerie internazionali prelevano i così detti naufraghi fin sotto le coste libiche e poi, invece di  puntare la prua verso Tripoli per sbarcarli, attraversano tutto il Mediterraneo, circa 200 miglia marina, per portarli in Sicilia.

E la Marina Militare ? Se si comporta da vera e propria compagnia di ferryboat deve aver ricevuto ordini politici in proposito.  Gli interessi che circolano nel settore sono miliardari e le lobby in gioco sono potenti.

 

La domanda che si pone il cittadino italiano è: perché mai il governo non vieta alle navi straniere di approdare nei porti italiani , e perché mai non ordina alla Marina Militare di rispettare i trattati internazionali e quindi sbarcare i naufraghi  (1) nel primo porto più vicino al soccorso?