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Marsala. Ma l’acqua è salubre, pura e potabile ? Intanto di certo il Comune viola la legge sui controlli

acqua [1]Sul sito del comune di Marsala fan in bella mostra di se un logo con link che porta ad una sezione del sito da dove si possono scaricare quelle che l’ente definisce “analisi” di legge.

Ma le analisi pubblicate si riferiscono a “soli” tre parametri sugli oltre 37 previsti dal Decreto legislativo o2 febbraio 2001, n. 31 – che recepisce la direttiva europea 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, modificato con il Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n. 27.

L’articolo 19 del decreto 31/2001 in particolare, prescrive le sanzioni cui vanno incontro enti, sindaco, funzionari, che non rispettano le disposizioni di legge.

Il sindaco, in particolare, secondo legge è responsabile della salute pubblica quindi in caso di omissione degli atti, ovvero, nel caso non disponga l’analisi delle acque secondo legge, potrebbe incorrere nel reato di omissioni di atti di ufficio e attentato alla  salute pubblica.

Già nel 2012 Giulia Adamo  aveva dato l’ impressione  di un rinnovamento generale dell’amministrazione della città e ci si auspicava una maggiore attenzione alla salute pubblica.

E’ passata Giulia Adamo, è passato il Commissario straordinario, è arrivato il nuovo sindaco per bene che secondo molti doveva quantomeno dare un assetto funzionale dell’ente comune per meglio gestire la città, ed invece, a parte tutta una lunga serie di problemi irrisolti e le richieste di aumento di tasse, Marsala sembra tornata indietro di 20 anni.

Tra i tanti “irrisolti”, spicca per la sua gravità la totale assenza di interesse da parte dell’amministrazione del rispetto delle normative per la salvaguardia della salute pubblica.

Infatti, ancora oggi Marsala non effettua le analisi previste dalla normativa di riferimento facendo sorgere dubbi sulla potabilità, salubrità e purezza delle acque che vengono erogata dal Servizio Acquedotto Comunale.

Va da se che l’acqua che viene erogata dal servizio idrico integrato (?) ad oggi, a ben 15 anni dalla legge nazionale di riferimento, non risulta essere analizzata conformemente alla direttive sanitarie.

Il sindaco Carini prima, il direttore dell’ASP di Trapani, l’assessore alla sanità regionale, Russo, e perfino il Ministro per la Salute, Balduzzi, Il sindaco Giulia Adamo a cui abbiamo chiesto cosa intendessero fare per tutela la salute pubblica, non hanno dato alcuna risposta e nessun concreto intervento atto a risolvere il problema è stato mai fatto,  … quasi che il dlgvo 31/2001 non esistesse.

Il Commissario straordinario è passato ed ora da oltre un anno è in carica il sindaco per bene, medico, che secondo logica dovrebbe essere attento alla salute pubblica, ma anche lui, percorrendo il solco tracciato dai suoi predecessori e dagli enti responsabili regionali e provinciali, non sembra aver fatto nulla.

Possibile che non sappia della normativa. Se fosse così sarebbe grave. Altrettanto grave sarebbe se fosse a conoscenza e come gli altri la ignorasse.

Allora rifacciamo la domanda di 4 anni fa: quali interessi inconfessabili si sono sul problema acqua ?

Marsala è una citta altamente agricola e piena di serre e forse scoprire che l’acqua poi non è così salubre come si afferma, potrebbe mettere in discussione l’uso di pesticidi e fitofarmaci che normalmente si impiegano in agricoltura e Marsala, è noto, preleva le acque dai pozzi (!).

Oltre a questo, già nel 2012 scrivemmo che Marsala che si vanta di avere un depuratore delle acque reflue urbane di ultima generazione, mentre secondo la Corte di Giustizia Europa non è in regola con le norme Ue sulla raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue urbane e per non aver rispettato i tempi per la messa a norma degli impianti. http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:62010CJ0565:IT:HTML [2]

Secondo quanto scaturisce dalla sentenza, la normativa violata è la direttiva 271 del 1991 ( …..!!!) , la quale ha introdotto severe norme a tutela dell’ambiente, il termine ultimo per la messa a norma è stato fissato al  31 dicembre 2000, affinché  le reti fognarie e le acque reflue urbane venissero sottoposte, prima dello scarico, a trattamento biologico di depurazione.

Silenzio  ….
Ma la salute pubblica è un opzional ?