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Marsala. Quali interessi gravitano sulla “posidonia oceanica”? E perché il funzionario non ottempera ad una ordinanza del sindaco ?

Lido Pakeka [1]

Lido Pakeka

Sono due domande queste, che poniamo alla nuova amministrazione comunale considerato che sul particolare caso della posidonia oceanica a Marsala, alcuni aspetti delle procedure seguite dal Settore Servizi Pubblici Locali (il cui Dirigente Patti è stato messo pesantemente sotto accusa dal Presidente del Consiglio Comunale, a proposito della questione relativa al nuovo piano rifiuti) e della gestione del servizio stesso, lasciano forti perplessità che riteniamo debbano essere chiarite.

Lido Saracena [2]

Lido Saracena

Marsala, come è noto, ha una notevole prateria di posidonia, una particolare pianta acquatica che, per la sue proprietà, è protetta con leggi dello Stato che, peraltro, stabiliscono che la l’alga, una volta spiaggiata e divenuta secca, sia considerata rifiuto solido e debba quindi essere smaltita.

Due le norme di riferimento in vigore: Testo Unico Ambientale, parte IV (D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”) dove si prescrive che “le foglie di posidonia spiaggiate sono da considerare rifiuti solidi  e devono quindi essere smaltite”; e il D. Lgs. 29 aprile 2010 n. 75 (“Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell’articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88”) il quale prevede che “la posidonia può essere utilizzata tramite compostaggio e per la produzione di ammendante comportato verde”.

A Marsala invece, si continuano a spostare qua e là le foglie secche con il risultato che, periodicamente, i lidi sono invasi dalla posidonia secca fino al punto di dover “chiudere” gli eventuali esercizi commerciali per “inagibilità”.

Lungo la costa il comune ha indicato 5 punti di raccolta ma, questa soluzione, oltre che dispendiosa (circa 250 mila euro l’anno solo per spostare di qualche decina di metri il rifiuto) non garantisce la salubrità delle zone circostanti per l’elevato olezzo che emanano le foglie secche e l’affluenza di moscerini e mosche.

Nel 2009, incredibilmente, il SPL riesce perfino ad indicare alla Regione Siciliana un punto di stoccaggio all’interno …. del Lido Saracena, che ha costretto il gestore a ricorrere presso la Regione Siciliana per l’evidente errore del funzionario/i comunale incaricato.

Lido Pakeka [3]

Lido Pakeka

Ma nel  2014 il Sindaco Giulia Adamo, poco prima della sua decadenza per i noti fatti, aveva emanato un provvedimento d’urgenza indicando lungo il litorale una vasta area idonea al deposito delle foglie senza che queste poi con il vento e le mareggiate si spostassero di nuovo sui litorali.
L’accumulo eccessivo di posidonia oceanica lungo l’arenile adibito alla balneazione – si legge nell’ordinanza – produce con la sua putrefazione, oltre ad odori nauseabondi, il concentrarsi di insetti di ogni genere, portando inevitabilmente a pericolo di natura igienico-sanitaria sia per i bagnanti che per gli addetti ai lavori.

Motivi igienico sanitari che sono rimasti tali, anzi, aumentati vista la situazione sulle spiagge invase completamente da foglie secche e putrefatte.

La zona scelta dal Comune, ed autorizzata dalla Regione Siciliana,  è situata circa 600 metri prima del lido Pakeka, orientativamente 100 metri dopo il B&B Ciccio ma, stranamente, nemmeno una foglia di posidonia è mai stata depositata nel sito e, incredibilmente, il SPL non ha ritenuto richiedere alla Regione Siciliana, la conferma dell’autorizzazione a suo tempo rilasciata.

E qui nasce una domanda. Perché  mai il funzionario/dirigente responsabile non ha ottemperato ad un’ordinanza del sindaco e perché mai nella ciclica richiesta di autorizzazione alla Regione non ha inserito un sito così importante che risolve di fatto molti problemi e il quale, illo tempore, fu individuato per motivi igienico sanitari ?

Alla prima domanda stamani ci risponde il funzionario incaricato, l’Arch. Stefano Pipitone, che ci riferisce di non aver ottemperato all’ordinanza del sindaco in quanto, da questi, considerata illegittima.

Desta curiosità e stupore il fatto che un funzionario riceva un’ordinanza, a firma del primo cittadino, e non la esegua perché da lui non ritenuta legittima. Questo comportamento appare come una chiara violazione dei suoi doveri d’ufficio in violazione dell’art. 328 del c.p. – “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che rifiuta indebitamente un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. 

E che l’ordinanza a firma di Giulia Adamo fosse stata emanata per motivi igienico sanitario è indubbio e scritto chiaramente all’interno di essa.

Ciononostante, laddove mai l’atto fosse anche stato illegittimo o contra legem, il funzionario aveva in ogni caso l’obbligo di rappresentare all’autorità che lo aveva emesso le sue perplessità e, se l’ordinanza stessa fosse stata confermata, aveva l’obbligo di predisporre ogni azione per il rispetto della stessa.

Non risulterebbe che il SPL abbia mai fatto presente al sindaco, secondo quanto prescrive il Diritto Amministrativo, queste eventuali perplessità.

Se quanto riferitoci dall’arch. Pipitone fosse confermato, ci troveremmo davanti ad una grave violazione degli obblighi derivanti dal proprio incarico che gli impongono di attuare, senza se e senza ma, l’ordinanza del sindaco.

Alla seconda domanda non è possibile dare una risposta in quanto Pipitone non ci ha dato alcuna delucidazione in merito ma abbiamo, da notizie tutte da verificare, informazioni circa il fatto che la società che gestisce il servizio non riterrebbe economicamente vantaggioso per la stessa il trasporto delle foglie nel sito poiché ciò implicherebbe l’utilizzo di camion.

Da qui si potrebbe ipotizzare, il fatto che l’ordinanza poi sia stata praticamente dimenticata dal Settore SPL. Noi abbiamo cercato di contattare il titolare della Ecologica Service ma, alla prima telefonata giorno 18 luglio scorso, la segretaria ci ha riferito che di norma questi è solito arrivare in ufficio intorno alle ore 10.00 per poi, nel corso della seconda telefonata, riferirci che i titolari erano fuori sede per tutta la settimana.

Non è dato sapere se le cose così come descritte rappresentino la realtà dei fatti ma, se così fosse, risulterebbe incomprensibile il motivo per cui il funzionario comunale incaricato non rispetti un’ordinanza dell’Amministrazione e, soprattutto, non la faccia rispettare dalla società che, da oltre 6 anni, viene puntualmente incaricata – con appalto a corpo – alla rimozione delle foglie.

Ed allora, come mai e perché il dirigente del Settore Patti e il suo funzionario Pipitone non hanno fatto rispettare l’ordinanza?

A questo punto viene spontaneo chiedere al Dirigente del settore – Ing. Francesco Patti – se ci siano interessi diversi da quelli della salute pubblica e del rispetto delle ordinanze e chi mai disponga come e quando deve svolgersi un servizio in appalto?

Al Sindaco, invece, chiediamo se abbia cognizione di quanto accade lungo la costa, dei danni economici che tutto ciò sta provocando ai gestori dei lidi e, soprattutto, se come medico, si renda conto che la situazione igienico-sanitaria – come ricordato da Giulia Adamo nella sua ordinanza –  è alquanto compromessa.

A margine una considerazione. Se una amministrazione volesse risolvere i problemi rispettando la legge, con una accorta politica gestionale, si potrebbero individuare metodologie e sistemi atti alla necessità che, peraltro, sono disponibili nel mercato italiano. Basterebbe dare uno sguardo a quanto sta facendo la Sardegna.

Ma se proprio non si vuole adottare una  metodologia di smaltimento e riuso delle foglie,  basterebbe smaltirle come rifiuto solido come prescrive la legge per evitare il ripetersi di situazioni di grave impatto ambientale e igienico sanitario cui il primo cittadino, è bene ricordarlo, è responsabile.

Tutto ciò, senza contare i gravi danni economici degli operatori, turistici e di immagine della città. Tre aspetti che dovrebbero essere a cuore di chi amministra la città.

Ovviamente, Osservatorio Sicilia/Mondo e dintorni è a disposizione di chiunque, sulla questione, voglia intervenire per chiarire