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L’Autorità Palestinese e l’Olp hanno organizzato l’inaugurazione di un monumento dedicato alla memoria di Abu Sukkar

L’invito all’inaugurazione del monumento dedicato alla memoria del terrorista Abu Sukkar [1]

L’invito all’inaugurazione del monumento dedicato alla memoria del terrorista Abu Sukkar

….. un terrorista responsabile dell’uccisione di 15 civili in attentato esplosivo perpetrato nel 1975 in Via Giaffa, a Gerusalemme. La Commissione dell’Olp per gli affari dei detenuti ha diffuso via Facebook un invito all’evento che, vi si legge, è stato organizzato “sotto l’egida della Commissione per gli affari dei detenuti, del Distretto di Ramallah ed El-Bireh, dell’Associazione detenuti palestinesi, della Municipalità di Turmus Ayya e del Consiglio Supremo per il monitoraggio degli affari dei detenuti”. L’annuncio esortava la popolazione a partecipare affermando che tale presenza costituisce “un attestato di fedeltà verso i martiri e i prigionieri”:

“Siamo onorati di invitarvi a partecipare alla dedicazione del monumento in onore del martire [shahid] combattente Ahmad Jabarah ‘Abu Sukkar’, domenica 17 luglio 2016, alle 17.00 presso il villaggio di Turmus Ayya.  La vostra presenza è un attestato di fedeltà verso i martiri e i prigionieri”. (Da: pagina Facebook della Commissione Olp per gli affari dei detenuti, 13.7.16).

Già altre volte in passato il direttore della Commissione Olp per gli affari dei detenuti, Issa Karake, e la Governatrice distrettuale di Ramallah ed El-Bireh, Laila Ghannam, hanno reso omaggio a questo assassino di 15 innocenti. L’anno scorso, Palestinian Media Watch ha documentato che i due funzionari lo avevano pubblicamente definito “un grande combattente”, elogiandolo come “un esempio” e promettendo di “seguire le sue orme”.

Ahmad Jabarah Abu Sukkar architettò l’attentato con cui, il 4 luglio 1975, fece esplodere un frigorifero imbottito di esplosivo in mezzo alla folla di Via Giaffa, all’altezza di Piazza Sion, a Gerusalemme. Quindici persone restarono uccise, altre 77 ferite o mutilate. Condannato all’ergastolo, Ahmad Jabarah Abu Sukkar venne scarcerato nel 2003, dopo 28 anni di detenzione, come gesto di buona volontà da parte di Israele verso l’Autorità Palestinese. Abu Sukkar, già membro del Consiglio rivoluzionario di Fatah e consigliere di Yasser Arafat per gli affari dei detenuti, è deceduto nel 2013, a piede libero nell’Autorità Palestinese, per un attacco cardiaco.

(Da: PMW Bulletin, 13.7.16 [2])

Domenica il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha duramente criticato l’Autorità Palestinese per aver condannato l’attentato di venerdì a Nizza mentre incoraggia e premia lo stesso tipo di attentati in Israele. “L’Autorità Palestinese ha diffuso la sua condanna – ha detto Netanyahu – Invece, qui, non solo non condanna gli attacchi con veicoli lanciati contro i pedoni, ma anzi li incoraggia, elogia gli assassini, li sostiene economicamente e ne sostiene le famiglie se rimangono uccisi”.

Pochi giorni prima della cerimonia d’inaugurazione del monumento a Turmus Ayya, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicamente chiesto ad Abu Mazen di annullare l’evento per via dell’impatto negativo che la glorificazione del terrorismo esercita, in particolare sui giovanissimi: “Anziché dedicare una statua a uno stragista – ha detto Netanyahu – vi chiedo di prendere in considerazione la celebrazione di un campione della coesistenza: ciò aiuterebbe ad educare le future generazioni ad amare la pace invece della guerra, la comprensione invece della violenza”. (Da: Canale YouTube del primo ministro israeliano, 15.7.16)

Come si vede in questa foto, l’Autorità Palestinese ha ignorato l’appello di Netanyahu.

17.7.16: dirigenti dell’Autorità Palestinese applaudono l’inaugurazione del “Monumento all’eroico martire prigioniero Ahmad Jabarah Abu Sukkar”, terrorista assassino di 15 civili [3]

17.7.16: dirigenti dell’Autorità Palestinese applaudono l’inaugurazione del “Monumento all’eroico martire prigioniero Ahmad Jabarah Abu Sukkar”, terrorista assassino di 15 civili

Quelle che seguono sono alcune delle dichiarazioni fatte durante la cerimonia, riportate dalla stampa dell’Autorità Palestinese:

«La governatrice di Ramallah ed El-Bireh, Laila Ghannam, ha detto che la morte di Ahmad Jabarah Abu Sukkar costituisce una perdita per tutti coloro che difendono i diritti umani e per ogni combattente per la libertà. Ghannam ha sottolineato che lo scomparso combattente si è lasciato alle spalle una storia leggendaria … Il Presidente dell’Associazione dei prigionieri palestinesi, Qadura Fares, ha aggiunto: “Quest’uomo non è stato un uomo normale, è stato piuttosto un’epopea di lotta che sarà inscritta a caratteri cubitali nella storia della vittoria palestinese grazie alla magnificenza dei nostri indomiti prigionieri … Il Direttore della Commissione Olp per gli affari dei detenuti, Issa Karake, ha sottolineato che questo monumento ha lo scopo di imprimere nella mente dei nostri figli e delle nostre figlie il fatto che noi restiamo fedeli alla via dei martiri … Karake ha aggiunto: “Ahmad Abu Sukkar è un vero uomo, un combattente, un uomo che ha lasciato la sua impronta su tutti, un insegnamento di generosità, determinazione e coraggio. Siamo orgogliosi di lui come uno dei simboli della lotta nazionale palestinese”.» (Da: Al-Hayat Al-Jadida, quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese, 18.7.16)

(Da: PMW Bulletin, 18.7.16 [4])

La settimana scorsa, Palestinian Media Watch ha rivelato [5] che un programma televisivo dell’Autorità Palestinese intitolato “Giganti della Resistenza” aveva reso omaggio al terrorista che nel 2010, in un bosco vicino a Gerusalemme, ha ferocemente aggredito a coltellate due donne, Kristine Luken e Kay Wilson, uccidendo la prima e riducendo in fin di vita la seconda. La segnalazione di Palestinian Media Watch è stata ripresa da vari mass-media internazionali, tra cui Fox News e il Daily Mail in Gran Bretagna.

Alcuni giorni dopo, la tv dell’Autorità Palestinese ha deciso di onorare altri quattro terroristi, quattro fratelli condannati all’ergastolo per terrorismo. Ma prima di intervistare la madre dei quattro terroristi, il conduttore della tv palestinese ha attaccato il rapporto di Palestinian Media Watch che rivelava la glorificazione del terrorismo, definendolo “istigazione”, per poi rinnovare l’invio dei “saluti” e di “tutto il nostro rispetto” al terrorista assassino in segno di “sfida all’occupazione”. Dove il termine “occupazione”, in quesito caso, sembra essere un eufemismo della tv dell’Autorità Palestinese per indicare la ong Palestinian Media Watch che aveva rivelato la vicenda.

 

 

Alcuni giorni fa c’è stata una campagna di istigazione da parte di diversi siti web dell’occupazione contro il nostro programma perché incontriamo le madri dei prigionieri. L’ultima è stata la madre del prigioniero Kifah Ghneimat, di Hebron [l’accoltellatore di Kristine Luken, uccisa, e di Kay Wilson, gravemente ferita] al quale inviamo i nostri saluti e tutto il nostro rispetto, come sfida all’occupazione”. (Da: Tv ufficiale dell’Autorità Palestinese, Giganti di Resistenza, 7.7.16)

Dopo aver condannato il rapporto di Palestinian Media Watch, la trasmissione della tv dell’Autorità Palestinese ha intervistato la madre dei quattro fratelli, tutti terroristi, definendoli “giovani combattenti, ognuno a proprio titolo”, e aggiungendo: “Siamo orgogliosi di loro e siamo orgogliosi di ogni combattente palestinese”. Dal canto suo, la madre ha affermato: “Sia lode ad Allah, spero che in ogni casa ogni madre dia alla luce dei figli come i miei figli”.

I suoi figli sono: Nasser Abu Hmeid, un capo delle Brigate Martiri di Al-Aqsa (ala militare di Fatah a Ramallah), responsabile dell’uccisione di 7 civili israeliani e di 12 tentati omicidi; Nasr Abu Hmeid, membro di Tanzim (milizia terroristica di Fatah), coinvolto in due attentati terroristici e nel traffico di armi; Sharif Abu Hmeid, membro di una delle cellule dei suoi fratelli che hanno effettuato attacchi terroristici contro civili e militari, portò sul luogo dell’attentato un terrorista suicida nel marzo 2002; Muhammad Abu Hmeid, coinvolto in vari attacchi terroristici.

(Da: PMW Bulletin, 12.7.16 [6])