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Hamas fa demolire i resti di un’antica chiesa bizantina a Gaza. L’Autorità Palestinese lascia fare

Un cristiano palestinese: che differenza c’è tra i funzionari islamici a Gaza e quelli dell’ISIS a Palmira?

Di Khaled Abu Toameh

I cristiani palestinesi sono in collera per il modo in cui l’Autorità Palestinese e Hamas hanno trattato le antiche rovine di una chiesa bizantina venute alla luce la scorsa settimana nella città di Gaza. Dicono i cristiani palestinesi che i bulldozer hanno semplicemente rimosso gli antichi reperti senza alcuna cura né supervisione per poi continuare il loro lavoro, e accusano i due maggiori movimenti palestinesi di voler cancellare la storia e l’identità cristiana in Terra Santa.

I resti di una chiesa risalente a 1.500 anni fa erano stati trovati settimana scorsa dagli operai al lavoro in un cantiere edile in Piazza Palestina, a Gaza, dove è in costruzione un centro commerciale. “Il nostro primo pensiero è stato che si trattasse di una chiesa di epoca bizantina” aveva detto alla Reuters Jamal Abu Rida, capo del Ministero delle antichità dell’Autorità Palestinese. Abu Rida aveva anche cercato di giustificare l’inerzia della sua amministrazione dicendo che di non avere i mezzi per effettuare uno scavo corretto (benché sia assai probabile che un appello a livello internazionale su un ritrovamento del genere avrebbe facilmente suscitato una sufficiente raccolta di fondi). In ogni caso, i lavori in corso interessano una zona che è sotto il controllo di Hamas. Secondo fonti di Gaza, responsabile del cantiere è il “ministero del Waq” (patrimonio islamico) della striscia di Gaza.

Stando alla denuncia di alcuni cristiani palestinesi, agli operai è stato detto di rimuovere i resti della chiesa e continuare i lavori nel sito. “Hanno usato i bulldozer per rimuovere le antiche rovine, nessuno ha ordinato un congelamento dei lavori di costruzione in questo importante sito archeologico – ha affermato padre Ibrahim Nairouz, un sacerdote della diocesi episcopale di Gerusalemme che vive a Nablus – Se avessero trovato i resti di una qualunque altra struttura si sarebbero comportati allo stesso modo? Fanno così perché è una antica chiesa?”. La sua denuncia si è tradotta in una lettera che ha scritto al primo ministro dell’Autorità Palestinese, Rami Hamdallah, e alla ministra palestinese delle antichità e del turismo, Rula Maa’yaa, nella quale il sacerdote accusa: “E’ evidente che il patrimonio e gli esseri umani cristiani sono sotto tiro nella nostra regione”. Nairouz accusa anche l’Autorità Palestinese d’aver dato nomi islamici a due luoghi santi cristiani ed ebraici a Nablus: un monastero e la cosiddetta “scalinata degli ebrei”. Nairouz dice inoltre che ha deciso di boicottare la prossima visita ufficiale di Hamdallah a Betlemme e Hebron. “La vostra amicizia ha valore inestimabile – ha scritto, rivolgendosi al primo ministro palestinese – Ma con tutto l’affetto per la nazione, ho deciso di non partecipare alla visita per protestare contro la distruzione dei resti della chiesa nella città di Gaza, e per non aver sentito nessuna protesta ufficiale, né pubblica né privata, contro tale distruzione”.

Un escavatore all’opera due giorni fa nel sito di Gaza dove la scorsa settimana erano stati rinvenuti i resti di un’antica chiesa bizantina

Molti cristiani palestinesi hanno espresso sui social network il loro sostegno alle critiche del sacerdote verso l’Autorità Palestinese. “Nessuno ha il diritto di cancellare l’esistenza dell’altro – ha scritto una cristiana di Nablus – In questo paese siamo tutti fratelli e noi soffriamo come i fratelli musulmani. La storia di noi cristiani è profondamente radicata in questa terra e chi la pensa diversamente si sbaglia. Quello che sta accadendo è triste”.

Suleiman Fayoumi, un altro cristiano di Nablus, ha commentato: “Che differenza c’è fra i funzionari del Waqf a Gaza e quelli dell’ISIS, quando spianano coi bulldozer le antichità e un tesoro religioso e culturale?”

Nick Bandak, di Betlemme, definisce “vergognoso” e “barbaro” rimuovere i resti di una chiesa in questo modo. E si chiede: “Stanno cercando di cambiare la storia che dimostra che Gaza è stata una delle antiche città cristiane?”

Scrive Sami Khalil: “La domanda è: dove sono coloro che si preoccupano di conservare il nostro patrimonio cristiano? Dove sono i capi delle chiese di Gerusalemme e del mondo? Dove sono i vescovi e arcivescovi, cosa li trattiene dall’affrontare un grave incidente che va nel senso della cancellazione della nostra identità cristiana in Terra Santa? Dove sono il Vaticano e l’Unesco?”

“Questo incidente deve essere pubblicizzato in modo che il mondo sappia la verità su Hamas “, ha dichiarato con un post su Facebook Samir Qumsieh, presidente della United Christian Society di Betlemme.

Nel corso dei millenni Gaza è stata un vivace luogo di scambi per egiziani, filistei, romani e crociati. Vi sono rovine risalenti all’assedio della città da parte di Alessandro Magno e quelle dell’arrivo degli eserciti islamici circa 1.400 anni fa. Gaza è stata un prospero porto di mare durante il periodo romano, con una variegata popolazione di greci, romani, ebrei, egiziani e persiani. I suoi templi pagani vennero distrutti tra la fine del IV e gli inizi del V secolo e.v. mentre vi venivano costruite numerose chiese. Il processo è continuato fino a quando Gaza venne conquistata dal generale musulmano Amr ibn al-As nel 637 e.v., dopo di che la maggior parte della popolazione venne islamizzata e i luoghi di culto cristiani abbandonati.

(Da: Jerusalem Post, 4-7.4.16)