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Monteleone d’Orvieto. Contro la burocrazia e l’inefficienza statale, regionale e provinciale il Sindaco decide lo sciopero della fame

CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 70 [1] E’ una storia, quella del sindaco di Monteleone d’Orvieto, che dovrebbe far riflettere il supposto popolo italico che da troppo tempo subisce passivamente l’inefficienza delle istituzioni e la pochezza di una classe politica centralista e centralistica che mostra sempre più spesso, drammaticamente, incapacità ad amministrare il paese.

Monteleone d’Orvieto è un piccolo borgo medioevale collinare della provincia di Terni,  magnificamente inserito nella stupenda area della Val d di Chiana,  il cui centro storico, perfettamente mantenuto, è costituito da una pavimentazione di sampietrini e nelle piazze si trovano basole di basalto.

Come tutti i borghi medioevali, Monteleone d’Orvieto è un luogo ideale per trascorrervi qualche giorno di vacanza immersi nella natura ancora per molta parte non inquinata.

E’ un borgo, piccolo e secondo molti gestibile dimenticando che proprio la particolarità del luogo e la sua natura di piccolo paese, porta in sé tutti i problemi delle metropoli aggravati dalle ristrettezze economiche in cui si dibatte.

Malgrado ciò Monteleone d’Orvieto, che ho avuto modo di visitare qualche mese fa, si presenta organizzato e pulito e, compatibilmente con le finanze, con monumenti e case ordinate e manutenzionati.

Il problema per il Borgo è la viabilità, ed in particolare lo stato di dissesto delle strade che portano a Monteleone.
Il Sindaco, Angelo Larocca, ha più volte sollecitato, inutilmente,  le istituzioni preposte ad intervenire per effettuare tutti gli interventi di manutenzione necessari per garantire sicurezza ed incolumità de cittadini e di quei turisti, che attratti dal particolare posto, si avventurano lungo le strade per Monteleone.

La Strada Regionale n. 71 (Umbro-Casentinese) e la Strada Provinciale n. 15 (collegamento Monteleone d’Orvieto – Piegaro) nel tratto che attraversano Monteleone d’Orvieto- dichiara il sindaco – da anni evidenziano uno stato di decadimento e grave pericolosità. Versano in condizioni di diffusa ed elevata precarietà tale da compromettere la sicurezza degli utenti e l’affidabilità dei mezzi soprattutto nelle ore crepuscolari e nelle condizioni meteo avverse. Situazione che ogni giorno che passa peggiora sempre più

Larocca denuncia anche che le uniche azioni che le uniche azioni portate a termine sono state quelle di segnare, per due volte, le tratte necessarie di manutenzione, nonostante la problematica sia stata rappresentata con diverse missive agli organi nazionali, provinciali e regionali; e che ci sia stato l’interessamento del Capo dell’Ufficio Territoriale del Governo di Terni.

Silenzio anche alle numerose telefonate effettuate agli uffici provinciali competenti e che, grave, le somme per gli interventi siano già state stanziate ed assegnate dalla Regione alla Provincia da oltre un anno.

Uno stato di decadimento e grave pericolosità – continua Larocca – tale da compromettere la sicurezza degli utenti e l’affidabilità dei mezzi specie nelle ore crepuscoli e in condizioni metereologiche avverse.

E più passa il tempo più la situazione si aggrava.

Stanco del silenzio, deciso in ogni modo a tutelare i suoi concittadini, Larocca ha deciso di combattere l’incapacità e l’immobilismo nazionale, regionale e provinciale,  con un clamoroso sciopero della fame che, a memoria, è il primo caso in Italia.

La sua vita al servizio dei cittadini, messa oggi clamorosamente in mano ai vertici nazionali, regionali e provinciali.

Se tutti i sindaci d’Italia invece di protestare inutilmente contro la burocrazia agissero come Larocca, qualcosa cambierebbe certamente in questa disastrata Italia.

Michele Santoro