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Pergusa. Nasce “Siciliani Liberi”, il nuovo Vespro combattuto con il diritto ?

siciliani [1]Lo spirito autonomistico siciliano che tenta faticosamente di emergere in un quadro di desolante pochezza politica e sociale sembra aver ritrovato vigore in questi inizi dell’anno 2016.

A Pergusa , alla presenza di centinaia di siciliani, è stato presentato ufficialmente il movimento indipendentista “Siciliani Liberi” che a differenza di tanti movimenti e partitini vari che dal lontano 1996 ,  anno in cui nasce l’Associazione di Diritto Internazionale L’Altra Sicilia, s -immiottata da decine di sigle sicilianiste che hanno cercato invano di imitarne valori e ideali –  hanno fallito miseramente il loro percorso viziato all’origine.
Molti si sono persi per strada e  altri sono confluiti nei partiti nazionali e nazionalisti. a dimostrazione che mancava loro la vera essenza per essere un movimento popolare: l’orgoglio d’essere siciliani e l’aspirazione all’autoderteminazione.

Siciliani Liberi nasce con un solo scopo apertamente dichiarato: “l’autodeterminazione”  ovvero l’indipendenza della Sicilia il cui viatico potrebbe essere il passaggio attraverso l’applicazione integrale dello Statuto che in questi ultimi mesi è pesantemente attaccato dalla politica nazionalista.

L’Alta Corte paritaria stato/regione, è un punto di partenza per il lungo e molto probabilmente accidentato cammino verso l’indipendenza.
Il movimento che vede nel Prof. Massimo Costa il suo elemento di spicco, non nasce per il fallimento dei partiti nazionali o pseudo sicilianisti che fin qui si sono alternati sugli scranni di Palazzo Reale, e non nasce per cercare di riunificare la pur vasta costellazione di movimenti sicilianisti o pseudo tali che negli anni si sono formati e dispersi nei meandri della politica siciliana vassalla di Roma, nasce con l’auspicio di far rinascere lo spirito di popolo per raggiungere l’indipendenza dall’Italia che occupa l’Isola dal 1860.

Come primi obiettivi, il Movimento inizierà la battaglia per l’attuazione dello Statuto, indispensabile strumento per cominciare a dialogare con lo stato italiano da pari a pari e con la stessa dignità che da troppo tempo, per interessi dei partiti nazionalisti e di lobby finanziarie, depredano la Sicilia a man basse.

L’inizio è stato dirompente, il cammino sarà lungo, ma questa volta, se si terranno fuori politicanti e politici di carriera … e compromessi con la politica siciliana che ha distrutto il tessuto sociale ed economico dell’Isola,  sembra proprio la volta buona.

Michele Santoro