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Terrorismo. Il Belgio uno stato senza nazione

Molti miei amici, conoscendo probabilmente l’attività che ho esplicato a Bruxelles, vorrebbero conoscere la situazione della città capitale d’Europa in rapporto al problema degli attentati fondamentalisti. Li ringrazio per la stima, ma da Bruxelles sono fuggito da qualche anno, la sfioro quando resto qualche tempo in Lussemburgo e vivo attualmente come un nomade. Tento comunque di spiegare sulla base di quello che ho visto …
In mezzo al vetro e cemento dei palazzi del potere finanziario e istituzionale europei, Bruxelles si rivela oggi il centro nevralgico del fondamentalismo islamico.
Buona parte dei terroristi del bataclan e del resto, come pure il regista presunto, arrivano dal Belgio, come veniva dal Belgio l’autore della strage dell’anno scorso nel museo ebreo di Bruxelles, l’attentatore del Thalys, treno veloce Bruxelles-Parigi, della scorsa estate, come alcuni attentatori di Madrid nel 2004 e gli stessi assassini del comandante Massoud in Afghanistan, tutti vivevano in Belgio eppure nessuno era stato indagato da parte della Polizia, in questo caso molto approssimativa, nonostante il gran prendersi sul serio… se attraversi un semaforo col giallo.
Base logistica riconosciuta del terrorismo internazionale, il Belgio con Bruxelles ad Anversa è diventato centro di indottrinamento e di reclutamento di terroristi. Il paese fornisce, in proporzione alla sua popolazione ufficiale, il numero più elevato di combattenti europei in Siria. I gruppi islamici approfittano della troppo grande tolleranza delle autorità municipali, regionali e federali, desiderose queste soltanto di non venire disturbate nella calma piatta che si sono costruite. L’islam in Belgio è finanziato dalle potenze straniere, in particolare dall’Arabia Saudita, Moschee abusive sorgono un po’ dovunque e gli imam tutti ben conosciuti ma lasciati stranamente in pace, possono tenere proposte ostili mentre gli apprendisti terroristi approfittano dell’anonimato di quartieri ormai a netta predominanza islamica – , pure nei consigli comunali dove esistono numerosi consiglieri islamici eletti, in attesa che la legge sul divieto di una loro eventuale sindacatura possa sbloccarsi – . che di fatto non sono assolutamente monitorati dai servizi della polizia.
Oggi però la prova del terrorismo deve portare il Paese a rafforzare la sua sicurezza interna, che è quella di tutti gli europei, e ad interrogarsi sul fallimento delle sue politiche di prevenzione e di integrazione. Ma per questo il Belgio prende tempo, e resta prigioniero del dibattito istituzionale puntato su una regionalizzazione forzata e voluta. il Belgio è volutamente uno Stato senza nazione che rischia oggi come oggi di diventare una Nazione senza Stato.
Eugenio Preta