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Marsalopoli. E dopo “l’affaire TASI” , Marsala da oggi si può chiamare “Marsalopoli

L’amministrazione comunale ci fa sapere che dal 3 novembre prossimo inizieranno ad essere erogati i servizi di mensa scolastica e di scuolabus perché secondo il sindaco dichiara  “Abbiamo effettuato una completa revisione del bilancio e abbiamo trovato le somme che ci consentiranno di far partire questi due importanti servizi scolastici a decorrere dal prossimo 3 di novembre. Voglio ringraziare, lavoratori, sindacati e utenti dei servizi per la sensibilità e la pazienza dimostrate. Da parte nostra non abbiamo mai tralasciato di interessarci a questo importante problema dai risvolti socio-occupazionali e oggi, con grande serenità possiamo comunicare che mensa e scuolabus, verranno avviati con la riapertura delle scuole dopo la pausa per la commemorazione dei defunti”.

E no signor Sindaco, lei non può dichiararsi soddisfatto quando ammette davanti alla cittadinanza che non solo s’è sbagliato a fare i conti, ma ha avuto anche l’ardire di chiedere l’aumento delle tasse senza che ciò fosse necessario.

Lei Signor Sindaco, non può raccontarci la storia del’orso, ora deve spiegare ai cittadini come mai 15 giorni fa mancavano al bilancio del Comune 1,8 milioni di euro e oggi ci dice, dopo che il Consiglio, seppure con un voto politico, ha giustamente bocciato la sua richiesta di aumentare le tasse perché l’atto non era accompagnato dal documento di bilancio,  che ha rifatto i conti e non solo ha trovato 1,8 milioni di euro per tappare il buco, ma addirittura trova i 400 mila euro per attivare i servizi scuolabus e mensa scolastica.

C’è poco da essere contenti, lei l’assessore Licari e il dirigente di ragioneria Fiocca, avete dato una chiara dimostrazione di come non si deve amministrare l’ente comune e ancora oggi non sembra che la sua amministrazione abbia iniziato ad intervenire sui veri mille rivoli di sprechi e privilegi all’interno del sistema comune, sulle strane concessioni, sulle tre tipologie di contratto esistenti in comune, sulla pianta organica del comune, sul blocco degli straordinari, sul taglio degli assessori (tre settori, tre dirigenti, tre assessori ….), sul taglio degli stipendi dei dirigenti di ruolo, sul taglio del numero delle posizioni organizzative che oggi sono, secondo una stima probabilmente in difetto,  40  o poco più (!), numero spropositato rispetto alle esigenze dell’ente.

Rivoli che diventano fiumi in piena ma che nessuno, sembrerebbe chiaro, pensa arginare.

Le domande che si rincorrono oggi sono essenzialmente due; è mai possibile che il dirigente di ragioneria abbia prospettato un buco di bilancio quando poi si scopre, rifacendo i conti qualche giorno dopo (sic), che tale buco non c’era ?

Si può ipotizzare che la sua amministrazione, senza necessità di aumentare le tasse abbia gridato “al lupo al lupo”, “ovvero abbiamo un deficit di bilancio”, per fare essenzialmente cassa?

In questo ultimo caso ci chiediamo, visto che il cartaceo dei suoi conti non è stato ancora depositato, quali operazioni si pensava di finanziare e quali gli scopi ?

Signor Sindaco, non ci racconti storie, troppe cose in tutta questa operazione di tentativo di aumentare la pressione fiscale senza alcun motivo, non tornano, di certo, la sua credibilità politica è scesa a livelli di guardia dopo appena pochi mesi dalla sua elezione.

Ed ecco Marsalopoli, così che da oggi il nostro giornale chiamerà la città lilibetana, almeno fin quando l’ente comune non avvierà quella seria ed approfondita revisione delle spese nel rispetto dei cittadini e dell’interesse comune e non di singole lobbies, interne ed esterne all’ente comune.