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Barcellona. Un milione e quattrocentomila in piazza, la Catalogna insegna ai siciliani come si rivendica l’indipendenza

euno [1]E’ un bel dire che i siciliani anelano all’indipendenza dall’Italia che l’ha ridotta alla fame e la tratta come una colonia da sfruttare come neanche i romani sono riusciti.

Decine di sigle autonomiste nate negli ultimi decenni sulla scia di quell’associazione dei siciliani della diaspora, l’Altra Sicilia, che dal lontano 1996 si batte per il diritto della Sicilia all’autodeterminazione, che sono durate il breve tempo delle campagne elettorali per poi confluire nei più comodi partiti nazionali e nazionalistici.

Tutti hanno giocato sul sentimento, in verità molto sopito per disillusione, per guadagnare un seggio a Palazzo Reale o al parlamento italiano.

Nessuno che abbia mantenuto le promesse di lavorare per la Sicilia e per i siciliani, nessuno che sia mai stato in grado di portare in piazza milioni di cittadini per rivendicare il diritto dei siciliani all’autodeterminazione.

Nessun siciliano ha, dal periodo storico di onore e gloria degli anni 1943/45 della lotta per l’indipendenza, seriamente portato avanti il progetto autonomistico.

Basta ricordare nel tempo Euno, un siriano divenuto re che combatté contro i romani. Oggi, abbiamo tanti cantori, illusionisti della politica autonomista e siciliani sopiti.

I siciliani sangue caldo ? Forse un tempo, oggi sono i catalani ad insegnarci come si rivendicano i diritti.