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Come previsto, per colpa di Renzi e Crocetta, la Sicilia è al default!

download (1) [1] Il Governo Renzi continua a tenere un atteggiamento di rigidità che porterà la Sicilia al soffocamento e il Governo Crocetta accetta qualsiasi diktat (o furto con destrezza) provenga da Roma. Di conseguenza l’assessore Baccei, mero esecutore degli ordini di Roma, ha comunicato che a causa del patto di stabilità saranno azzerati gli investimenti, tagliati i servizi ad anziani, bambini e studenti, i Comuni resteranno privi di risorse, e molti lavoratori saranno spediti a casa. Il Governo Crocetta, con il cappello in mano, non ha finora mosso un dito per scongiurare questa situazione drammatica, occupandosi di cambi di poltrone, commissariamenti, e famelici cerchi magici. L’ha anzi agevolata. E’ stato buttato nel cestino il negoziato già avviato negli anni scorsi con lo Stato, sono state assecondate tutte le richieste di risorse imposte alla Sicilia, non si è rinegoziato il patto di stabilità, che quindi inevitabilmente ci sta strozzando, si è addirittura rinunciato ad oltre 5 miliardi provenienti dai contenziosi costituzionali che erano stati promossi (prima dell’arrivo di Crocetta) per difendere le prerogative statutarie. Questa politica inconcludente ha totalmente fallito svendendo i siciliani in cambio di qualche prebenda. Chi scrive aveva previsto già alla fine del 2012 la conclusione di questa vicenda, dicendo testualmente: “Se non si rinegozia il patto di stabilità e non si continua a tagliare la spesa, la Regione collasserà tra due anni”. Avevo ragione. Oggi aggiungo che se il Governo Crocetta continua ad agire con gli stessi criteri, nei prossimi mesi il costo della crisi diverrà insopportabile per i ceti più deboli e i soldi dei siciliani avranno reso ancora più forti le regioni del centro-nord. Cacciare questo Governo regionale per la Sicilia è ormai un’esigenza non più derogabile.
Gaetano Armao Coordinatore Nazionale di SICILIA NAZIONE

 

 

 

 

Il Governo Renzi continua a tenere un atteggiamento di rigidità che porterà la Sicilia al soffocamento e il Governo Crocetta accetta qualsiasi diktat (o furto con destrezza) provenga da Roma.

Di conseguenza l’assessore Baccei, mero esecutore degli ordini di Roma, ha comunicato che a causa del patto di stabilità saranno azzerati gli investimenti, tagliati i servizi ad anziani, bambini e studenti, i Comuni resteranno privi di risorse, e molti lavoratori saranno spediti a casa.

Il Governo Crocetta, con il cappello in mano, non ha finora mosso un dito per scongiurare questa situazione drammatica, occupandosi di cambi di poltrone, commissariamenti, e famelici cerchi magici. L’ha anzi agevolata.

E’ stato buttato nel cestino il negoziato già avviato negli anni scorsi con lo Stato, sono state assecondate tutte le richieste di risorse imposte alla Sicilia, non si è rinegoziato il patto di stabilità, che quindi inevitabilmente ci sta strozzando, si è addirittura rinunciato ad oltre 5 miliardi provenienti dai contenziosi costituzionali che erano stati promossi (prima dell’arrivo di Crocetta) per difendere le prerogative statutarie.

Questa politica inconcludente ha totalmente fallito svendendo i siciliani in cambio di qualche prebenda.

Chi scrive aveva previsto già alla fine del 2012 la conclusione di questa vicenda, dicendo testualmente: “Se non si rinegozia il patto di stabilità e non si continua a tagliare la spesa, la Regione collasserà tra due anni”. Avevo ragione.

Oggi aggiungo che se il Governo Crocetta continua ad agire con gli stessi criteri, nei prossimi mesi il costo della crisi diverrà insopportabile per i ceti più deboli e i soldi dei siciliani avranno reso ancora più forti le regioni del centro-nord.

Cacciare questo Governo regionale per la Sicilia è ormai un’esigenza non più derogabile.

Gaetano Armao

Coordinatore Nazionale di SICILIA NAZIONE