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L’ANCI a Roma … per la solita “inutile” manifestazione. Ma non è scendendo piazza che si combatte la mafia e il malaffare istituzionale

L’Anci, associazione nazionale dei comuni italiani (sic !), scende il piazza a Roma per manifestare, secondo l’associazione, contro le mafie.
Scende in piazza a Roma ed invita a partecipare presidenti di regione, impropriamente definiti “governatori” e sindaci che dovrebbero intervenire indossando la fascia tricolore.

L’ennesima sfilata istituzionale che ovviamente costerà qualche milione di euro alle casse pubbliche per pagare le trasferte a sindaci, presidenti di regione e politici annessi, è la risposta plateale ed insignificante al dilagante malaffare che investe tutti i settori della vita pubblica, nessuno escluso.

La politica autoreferenziale invece di spendere soldi e manifestare si decidesse una volta e per tutte ad amministrare per il popolo e non per gli interessi della propria parrocchia, se non colludesse con personaggi truffaldini, se non utilizzasse il proprio ruolo pubblico e posizione sociale per “sistemare” amici, parenti e affini, ecco che potrebbe forse essere credibile.

Ma come può mai essere credibile questa politica ?

Non sarà certo una manifestazione, peraltro a carico delle casse pubbliche per missioni e rimborsi spese (non abbiamo letto di sindaci che si pagano il viaggio e la permanenza a Roma con i loro soldi), che farà cambiare opinione ai cittadini e farà acquistare ad una indecente classe politica fiducia e rispetto.

Ricordare Dalla Chiesa è un dovere, ma Dalla Chiesa e tutti gli altri morti per mafia e mafia di stato, vanno ricordati con i fatti, con una amministrazione degli enti con legalità e onore e con comportamenti di piena e trasparente onestà.

Tutto il resto è ipocrisia.