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Politica e giustizia: era il tempo di Grasso – PG a Palermo – e Villari all’ARS

Seguiamo con attenzione l’evolversi della vicenda politica di Pietro Grasso divenuto in poco tempo senatore e presidente del Senato.

Una carriera lampo che si attribuisce ai suoi meriti nel campo della magistratura.
Complimenti sinceri, ma c’è una cosa che al Presidente del Senato vorremmo chiedere oggi.

Nel 2002 l’Associazione di Diritto Internazionale L’Altra Sicilia ha inviato a Grasso, allora PG a Palermo, una comunicazione trasmessa anche al Presidente della Regione Cuffaro e al Commissario dello Stato Romagnoli, con la quale lo si informava di alcune dichiarazioni rilasciate dal deputato Giovanni Villari che non riconosceva come sua la firma apposta all’emendamento del DDL presentato all’ARS e che riguardava le baby pensioni.
Villari dichiarò (Giornale di Sicilia del 23/10/2002 pagina 3) : “su quell’emendamento c’è anche la mia firma: mi dispiace dirlo, ma non l’ho messa io. Chi è stato? Non me lo chieda”.

Orbene, è apparso subito evidente che qualcuno, stando alle dichiarazioni di Villari, avrebbe falsificato su un documento ufficiale dell’assemblea regionale siciliana, la firma del deputato.
Ciò fa mettere in dubbio la regolarità delle leggi approvate poiché si può ipotizzare che questa procedura possa essere una prassi.

Per accertare ciò, L’Altra Sicilia inviò comunicazione (vedi lettera [1]) a Grasso. Non è successo nulla e quindi si può ipotizzare che nessuna inchiesta è stata aperta su un presunto caso di falsificazione di firma su un documento ufficiale dell’ARS.
Presidente Grasso, cosa ci può dire?

Ufficio Stampa
L’Altra Sicilia