- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

Sicilia. Al tempo del primo presidente siciliano l’Isola sprofonda, i giovani emigrano e i clandestini l’invadono

Fermi per un po’ di tempo per problemi vari, allagamenti dei locali compresi, riprendiamo le pubblicazioni e subito constatiamo che per la prima volta nella storia di questa bella e dannata terra, non si può dire che nulla è cambiato.

In questi ultimi mesi molto è cambiato. L’Italia ha un nuovo presidente della repubblica (?) per la prima volta “siciliano”, il lavoro continua mancare, le tasse continuano ad aumentare, i clandestini di tutto il mondo hanno capito che l’Italia non ha governo e non ha politica e quindi continuano a chiedere “pretendere” di essere prelevati fin sotto le coste libiche con il servizio taxi di invenzione italiana che utilizza, in modo degradante,  la Marina Militare per portare in terra italica, per lo più in terra sicula, migliaia di clandestini che vengono coccolati dalle “umanitarie” associazioni di assistenza (!) a tutto danno del popolo italiano che vede depauperare quel poco di patrimonio per il sociale a favore dei clandestini.

E poi ? Poi la Sicilia che “finalmente” crolla in ogni dove, nell’economia, nel sociale, nella sanità e vede il suo disastrato territorio vendicarsi dell’incuria e dell’incapacità politica facendo crollare ponti, autostrade e viadotti … .

Oggi si può parlare di “due” Sicilie, ma non come regno, proprio come due territori divisi tra di loro e senza vie di comunicazioni tanto che qualche ben pensante ha ideato il volo PALERMO/CATANIA, tempo di volo 25 minuti a cui bisogna aggiungere il trasporto in aeroporto di partenza (mediamente 30 minuti), attesa in aeroporto per il volo (mediamente un’ora e mezza) quindi lo sbarco, e il trasporto dall’aeroporto di arrivo verso la città.

Tempo complessivo per 190 Km “stradali” circa 100 reali di volo, circa quattro/cinque ore.

La pensata si rivela una grande bufala. Non siamo americani che usano l’aereo come un taxi perché hanno realizzato un sistema “integrato” del trasporto aereo, ovvero le infrastrutture con trasporti veloci a terra ….

Certo, se in questi 70 anni di autonomia i politicanti siculi invece di guardare agli scranni del parlamento romano (con la p rigorosamente minuscola), avessero governato er il bene del popolo siciliano, oggi avremmo probabilmente linee ferroviarie veloci (se non proprio TAV) strade degne di questo nome e infrastrutture efficienti.

A proposito, dove sono finiti i porti e le infrastrutture per le strade del mare ?

Che fare quindi ? L’invasione organizzata dei clandestini nell’Isola, che raggiunto livelli vergognosi, agevolata, forse vergognosamente subita passivamente nel nome dell’accoglienza (?) da una politica incapace di esprimere un governo degno di questo nome è, senza se e senza ma il business del terzo millennio per associazioni di volontario, case di accoglienza e varie che possono contare su un flusso di denaro continuo, sottratto alle necessità degli italiani, l’economia ormai è solo un termine e non ha alcuna sostanza, la politica si è arroccata nei palazzi del potere lontana e distante dal popolo, le banche godono, la BCE diventa ogni giorno sempre più padrone dei destini dei popoli, Goldman Sachs macina utili a iosa potendo contare su un sistema globale criminale finanziario che sta dissanguando il mondo, le grandi e piccole industrie italiane vanto del made in italy , passano sotto il controllo di multinazionali americane mentre arriva il “grande drago” cinese.

La soluzione quindi è fuggire dall’Italia ed in modo particolare dalla Sicilia, in cerca di terre lontane dove esiste ancora una parvenza di stato e dove la meritocrazia almeno in buona parte, è il passaporto per il lavoro e la politica.

In Italia ci rimarrà Renzi, in Sicilia Crocetta, mentre “Triton” ci porta migliaia di clandestini da coccolare con alloggio, vitto e extra inclusi, rimarranno i vecchi ormai troppo stanchi e vigliacchi per reagire.

Alla Sicilia rimarrà la solita politica e il Presidente Crocetta, eletto da un piccola minoranza di siciliani, si era presentato come “rivoluzionario”  per poi dimostrarsi il peggior presidente

della storia dell’autonomia.