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Marsala. Palazzo VII “sfregiato” dalla maleducazione e dalla negligenza di chi ha il dovere di tutelarlo

Per le recenti elezioni politiche tunisine la Città di Marsala ha messo a disposizione dei tunisini residenti in città, dietro invito dell’Ufficio Territoriale del Governo italiano di Trapani (ente incostituzionale in Sicilia per i motivi già da tempo indicati), un locale proprio a Palazzo VII Aprile, sede del Consiglio Comunale.

Gli italiani all’estero votano attraverso i consolati, noi invece, pare per decisione dell’Ufficio Territoriale del Governo (almeno così ci è stato riferito dal Comune), dobbiamo concedere l’uso delle nostre strutture.

Italiani brava gente ?

Comunque, le elezioni sono finite e i locali sono stati lasciati.

Non siamo riusciti a verificare in che condizioni sono stati lasciati, di certo, la città di Marsala non ha ricevuto un grazie da parte di questi immigrati (clandestini o regolari).

Portone palazzo Vii Aprile [1]Infatti, sul portone d’ingresso hanno tolto i cartelli in arabo che indicavano  il seggio sono ben visibili parti dei cartelli rimasti a deturpare l’immagine evidentemente perché erano stati incollati.

Nessuno di chi ha utilizzato i locali si è premurato di pulire il portone né chi ha concesso loro l’uso ha verificato lo stato dei locali al rilascio delle chiavi.

Di certo il grazie dei tunisini è molto visibile, ma l’ufficio responsabile come mai non è prontamente intervenuto ?

E’ chiaro che se il funzionario che ha seguito la questione doveva vigilare per tutleare il bene “storico” pubblico. Se non lo ha fatto è responsabile personalmente come è responsabile il suo superiore diretto.

Intanto, lo storico Palazzo VII Aprile, rimane  sfregiato,  grazie al ringraziamento dei tunisini, all’inciviltà dei giovani marsalesi che da tempo hanno imbratto il portone d’ingresso principale e parte del muro, e ovviamente, dalla negligenza di chi ha il dovere di tutelarlo.

Ciò che fa pensare è il fatto che i consiglieri comunali e il Presidente del Consiglio non abbiamo, sembra, mai richiesto un pronto ripristino dei luoghi, che vogliamo ricordare, fanno parte della storia della città e della stessa Sicilia.