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Marsala. A proposito del “famoso” Vaucher deciso da Marsala Schola …

Ieri abbiamo pubblicato un articolo sulla spinosa questione del servizio di scuolabus a Marsala.

Abbiamo chiarito che l’operazione attuata dall’ente Marsala Schola non ha il supporto della norma giuridica poiché il Vaucher, al di là degli accostamenti erronei al servizio, è una operazione di servizio sociale in quanto distribuisce alle famiglia soldi pubblici, anche se attraverso il vaucher.

Lo stesso avviso per il reperimento di aziende di trasporto da iscrivere in un apposito albo per le attività riferite al servizio, cioè la legge 328/200, chiarisce che trattasi di “servizi sociali”.

L’Amministrazione comunale con scelta politica, può decidere di distribuire buoni alle famiglie, anche se i conti dell’ente comunale non permetterebbero più l’erogazione di servizi a costo zero per l’utente, ma questa operazione che comporta un risparmio per l’Amministrazione di circa il 50% del costo annuo complessivo, se non qualcosa in più,  andrebbe gestita dal settore Servizi Sociali e non da Marsala Schola poiché quest’ultima per costituzione e statuto può solo “gestire” i servizi scolastici.

Gli stessi buoni libro non  è un servizio di Marsala Schola, ma solo il mezzo per far arrivare all’utente finale il finanziamento regionale.
Analogamente a ciò dovrebbe funzionare il vaucher in questione.

Qualcuno ha inteso che il nostro articolo era contrario all’operazione “sociale” che si sarebbe trovata, così come ha inteso che contestavamo la spesa.

Noi contestavamo il servizio in se in quanto non dovuto e “NON” necessario ma chiaramente l’individuazione del vaucher che comporta una riduzione di spese di circa 750 mila euro l’anno nessuno dotato di intelligenza può contestarla.

Si può dire, se si vuole continuare ad operare nel settore trasporti, attraverso buoni sociali la cui spesa va rilevata e verificata con controlli incrociati,  e sapendo di non trovare d’accordo alcuni che sullo scuolabus contano economicamente, aziende e privati lavoratori, che questa soluzione,  se fatta correttamente dal Comune e non dall’ente strumentale, dovrebbe essere la adottata anche per il futuro e pensare ad alienare i mezzi comunale ormai vetusti e per la maggior parte non affidabili.

L’unico che ha compreso il senso del nostro articolo è il dr. Scialabba, dirigente tra l’altro, del settore dei servizi sociali.

C’è un aspetto che però va sottolineato e che l’amministrazione non può non considerare. Questa operazione di assistenza sociale così come è pensata e strutturata ha il difetto di non avere nessun controllo dell’effettivo utilizzo dei mezzi pubblici accreditati.

Va da se che a questo punto l’Amministrazione Comunale, e ripetiamo, non Marsala Schola, hanno l’obbligo di stabilire le modalità di verifica dell’effettivo servizio prestato dal privato mediante controllo incrociato con i dati di presenza a scuola di quei bambini che usufruiscono del beneficio del vaucher.

Ogni mese l’Amministrazione dovrebbe acquisire dalle scuole un prospetto delle presenze debitamente firmato dal dirigente scolastico. Allora si che si eviterebbe dall’inizio eventuali problematiche circa il corretto uso del vaucher stesso.

Staremo a vedere. La storia sembra appena agli inizi.