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Marsala. Giardino d’Infanzia, i sindacati non capiscono il tempo delle vacche grasse è finito

Grido d’allarme della Cisl Funzione Pubblica, sulla condizione lavorativa del personale del Giardino d’Infanzia di Marsala.

La CISL FP denuncia un indiscriminato taglio dei finanziamenti comunale a Marsala Schola e conseguentemente al Giardino d’Infanzia che ha dovuto ridurre il carico di lavoro delle educatrici, dalle 40 ore del 2010 alle 24 ore attuali.

Secondo la CISL FP il monte ore di  40 ore settimanali ,  “consentiva di effettuare oltre alla normale attività didattica (oggi ridotta solo 24 ore…), di programmare adeguatamente l’attività e le escursioni, ed altri momenti altamente educativi, attività di programmazione (definite attività connesse ed oggi eliminate) peraltro previste dal CCNL, ( che ha stabilito che per tale attività sono necessarie circa 5 ore settimanali), fermo restando che oggi è impensabile entrare in una sezione ed affrontare una “platea” di circa 30 bambini senza una adeguata programmazione e preparazione dell’attività da svolgere”.

E che “da quest’anno i genitori hanno pagato una tassa di iscrizione per il miglioramento dei servizi, ecco che è palese la beffa di cui in primis sono vittime le famiglie dei piccoli utenti, ovvero, caricati di una spesa per il miglioramento dei servizi, che allo stato attuale per via delle poche ore a disposizione degli insegnanti ( 24 ore mensili ) non permettono una ” accettabile” attività educativa, per via del fatto che per esempio le uscite didattiche non possono essere adeguatamente programmate e sviluppate”.

Una tassa d’iscrizione che certamente non copre i costi perchè le rette risultano ancorate al sistema vetusto ed antistorico dell’assistenzialismo sfrenato e non coprono interamente il costo del servizio come invede dovrebbe essere.

Tralasciando le altre considerazioni del sindacato, viene il dubbio che questi  non abbiano ancora ben compreso che il tempo delle vacche grasse è finito da tempo e che la Sicilia deve svegliarsi e i cittadini devono capire che i servizi pubblici debbono essere pagati interamente dall’utenza.

Il grido d’allarme della CISL FP avrebbe valenza se a ciò aggiungesse l’invito all’Amministrazione di Marsala di rimodulare le rette in modo tale che il costo complessivo del servizio vada interamente sopportato da chi ne usufruisce.

Non facendo così, ovvero continuando a chiedere all’Amministrazione di sopportare costi impossibili perché le entrate tributarie e i trasferimenti nazionali e regionali diminuiscono giorno per giorno,  è inutile lanciare grida d’allarme per la riduzione dei servizi , del monte ore del personale o altro.

Lo stesso discorso per lo scuolabus. L’Amministrazione, i sindacati e le famiglie devono finalmente capire che il costo deve essere sopportato dall’utenza, altrimenti è inevitabile la riduzione dello stesso se non addirittura la sua soppressione.

Vivere sempre e comunque di assistenza è un modus vivendi che poteva avere senza quando lo stato era sociale, la musica è cambiata e a meno di aumentare le tasse e le imposte locali a livelli insopportabile (sappiamo che l’evasione con le aliquote attuali è a livello del 40% del totale), non c’è altra soluzione. Chi vuole un servizio paghi il corrispettivo.

O lo si capisce o si fa solo teatro politico e sindacale.