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Sanità in Sicilia. Assessore Lucia Borsellino, sui PR 6 ci può dire qualcosa ?

Parlando di sanità in Sicilia, e di possibili riduzioni della spesa,  non si può non parlare di fisioterapia e riabilitazione. Noi nel lontano 2009 siamo intervenuti, senza successo, sulla questione ed abbiamo chiesto all’assessore Russo, il magistrato allora assessore alla sanità regionale, come mai non fosse intervenuto in un settore della sanità “disconosciuto” dal Servizio Sanitario Nazionale perché “inutile” e che è motivo di spreco di denaro pubblico a favore di certe lobbies del settore.

Non abbiamo mai ricevuto risposta e da quanto ci risulta niente è cambiato nel settore.  Stavolta, riproponiamo il nostro articolo nell’auspicio che l’assessore Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo che morì in nome della legalità,  voglia darci lei una risposta e soprattutto dire ai Siciliani cosa intenderebbe fare per far si che questo spreco, che risulterebbe ancora esistente nelle modalità del 2009, venga a cessare.

“E’ il classico business di settore tutto siciliano quello relativo alle fisioterapie ed in particolare quelle, secondo quanto detta il decreto assessoriale 27.6.2002 n. 01062,  programmabili e cioè riferiti ai casi di “disabilità conseguente a patologia osteomioarticolare degenerativa”.

Casi che secondo studi nazionali, essendo cronici non hanno possibilità né di peggiorare,  né di migliorare ed a cui viene normalmente prescritta una terapia farmacologia mirata, palestra o piscina). Parliamo del protocollo riabilitativo 6 ed in particolare di quelle “patologie degenerative fisiologiche” ovvero di evoluzione fisiologica degenerativa connessa all’età e per la quale, secondo eminenti specialisti del settore, la terapia fisica non comporta alcun beneficio.

Ormai è oltre un decennio che la Medicina Fisica ha completamento abbandonato i mezzi fisici di riabilitazione ritenuti scarsamente o per nulla efficaci dalla comunità scientifica a favore della  Medicina Riabilitativa

Con l’evoluzione medica, interviene anche l’evoluzione normativa e il governo italiano con il D.P.C.M. 29.11.2001 introduce i LEA (Livelli assistenziali di assistenza) ed esclude all’allegato 2a una serie di prestazioni fisiche elencate in particolare nella lettera F:esercizio assistito in acqua, idromassoterapia, ginnastica vascolare in acqua, diatermia ad onde corte e microonde, agopuntura con moxa revulsivante, ipertermia NAS, massoterapia distrettuale riflessogena, pressoterapia o presso-depressoterapia intermittente, elettroterapia antalgica, ultrasuonoterapia, trazione scheletrica, ionoforesi, laserterapia antalgica, mesoterapia, fotoforesi terapeutica, fotochemioterapia extracorporea, fotoforesi extracorporea.

Tutte le regioni italiane si adeguano ma la Regione Siciliana va contro corrente e, in difformità di quanto previsto dal Ministero della Salute  d’Italia , con il  DA 27.6.02 n. 01062 pubblicato su GURS n. 31 del 5.7.02, fa rientrare dalla finestra tutte le attività escluse dal Servizio Sanitario Nazionale, classificandole come PR 6 (Percorso Riabilitativo 6).

Di conseguenza, rimangono a carico della sanità siciliana, tutte quelle prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza ed erogate in strutture pubbliche (quasi nulla) e in quelle private convenzionate (la quasi totalità).

Un business enorme ed un vorticoso giro di denaro pubblico per centri di fisioterapia che incassano per ogni ciclo di PR almeno trecento euro, più ovviamente il ticket a carico del paziente.

Ove si consideri che un centro medio può arrivare ad erogare 50 prestazioni giornaliere, con punte di cento, i conti sono presto fatti.

E che il business “gentilmente” concesso dalla Regione sia importante ed incontrollato, emerge dai dati che siamo riusciti a reperire con molta difficoltà.

Ad un paziente affetto da “disturbi articolari arti inferiori” sono state erogate ben 14 cicli di fisioterapia. Si è iniziato con il PR1, quindi ancora PR1, poi PR 3, quindi PR6, ed ancora PR 1 per due cicli quindi PR6. Si passa quindi al PR1 abbinato al PR6 ed ancora al PR3 abbinato al PR6 ripetuto ancora con PR6 abbinato al PR3 e per finire due cicli di PR 1.

Risultato? Il paziente dopo 7 mesi di fisioterapia a tutti i livelli, si trova nelle stesse condizioni di quando le ha iniziate. Cammina ancora, a fatica, con il bastone.

Ma se non bastasse per far capire il business senza controllo, ad un paziente di 70 vengono erogate ben otto cicli di fisioterapia. Rispettivamente quattro di PR7 e quattro di PR6. Risultato. Come il precedente. E da quanto siamo riusciti a capire (si tratta di un settore ermetico), non si tratta certo di casi isolati.

A questo punto viene da chiedersi come mai l’efficiente assessore Massimo Russo, l’uomo che ha tagliato la spesa sanitaria riducendo la quantità di prestazioni importanti mantenendo ben in piedi il sistema degli sprechi, della disorganizzazione, della mancanza di professionalità, delle baronie, delle nomine politiche, non si è accorto di questa anomalia tipicamente siciliana che “succhia” milioni di euro per terapie inutile e non riconosciute in Italia?

A chi fanno riferimento i centri di fisioterapia privati e convenzionati in Sicilia? Chi effettua i controllo sulla spesa e sulle prestazioni considerato che gran parte dei budget assegnati per fornire tali prestazioni (PR6) che sono da considerare assolutamente inappropriate  ed inutili se non per la struttura privata che incassa il relativo compenso.?

Come mai l’assessore Russo non è intervenuto in un settore della sanità “disconosciuto” dal Servizio Sanitario Nazionale perché “inutile” e che è motivo di spreco di denaro pubblico a favore di certe lobbies del settore?

E’ per caso un settore off limits?”