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Marsala. Sulla TASI grande dimostrazione di “responsabilità” della “maggioranza” … assente

Bruttissima pagina politica ieri al Consiglio Comunale dove si è deciso con i soliti giochetti della politica spoliticata inconcludente, le aliquote della TASI e del regolamento della I.U.C., la nuova Imposta Unica Comunale introdotta dalla Legge di Stabilità 2014 che ingloba tasse e tributi dovuti in relazione alla Casa (IMU) e alla produzione di rifiuti (ex Tares).

Presenti al momento del voto, quattordici consiglieri su TRENTA e il voto favorevole sulla nuova imposta comunale è stata approvata con il voto favorevole di 11 consiglieri su 14 presenti in aula. Altri sedici che avrebbero potuto chiedere ed ottenere un minor carico fiscale per i cittadini, non c’erano o sono usciti, pilatescamente dall’aula.

Hanno votato a favore all’aliquota all’1,5 per mille per la prima casa: Sturiano, Fici, Salvatore Accardi, Cordaro, Martinico, Ingrassia, Putaggio, Rodriquez, Eleonora Milazzo, Umile e Galfano. Ha votato contro Coppola i consiglieri De Maria e Russo si sono astenuti.

Astensione pilatesca perché quando si parla di tasse ognuno deve dire la sua e metterci la faccia, non è più tempo di Ponzio Pilato.

O voti a favore oppure sei contrario. L’astensione può andar bene al Senato dove vale voto contrario …

Secondo quando riferitoci da alcuni consiglieri, il PD era orientato a chiedere un’aliquota dello 0,8 x mille, ma alla fine sembra, dalle votazioni, aver cambiato idea.

Il regolamento I.U.C., è stato approvato con 12 voti favorevoli (Sturiano, Fici, Salvatore Accardi, Cordaro, Martinico, De Maria, Ingrassia, Putaggio, Rodriquez, Eleonora Milazzo, Umile e Galfano). Astenuti Coppola e Russo.

Preoccupato il Commissario Straordinario Giovanni Bologna che ha dichiarato: “Prendo atto e rispetto la decisione dei consiglieri comunali di Palazzo VII Aprile. Da commissario straordinario della città di Marsala, sono però preoccupato che  l’abbassamento dell’aliquota dal 2,5 per mille (come proposto dall’amministrazione) all’1,5 per mille, poi deliberata a seguito dell’emendamento presentato, possa produrre, con circa due milioni di entrate in meno, effetti negativi sul bilancio, impedendoci di potere assicurare i normali e regolari servizi comunali, sino ad oggi forniti in maniera ottimale. Ciò senza tener conto dell’eventuale possibile sforamento del cosiddetto Patto di stabilità che avrebbe conseguenze negative per la gestione del Comune nel corso del 2015”.

Preoccupato per i conti, giusto, ma nessuno si preoccupa o sembra preoccuparsi del fatto che sprechi e storture al Comune rimangono e comportano costi che sembra siano veri e propri “tabù”.

E’ sempre più un problema di mantenimento del bacino di voti.