- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

Il Fronte Nazionale Siciliano “riapre” i termini della “questione siciliana”

Nella ricorrenza del 68° anniversario dell’emanazione dello Statuto Speciale di Autonomia per la Regione Siciliana, gli indipendentisti di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU ribadiscono che la giornata del 15 Maggio dovrebbe essere considerata come una giornata di LUTTO.

Ma anche di RIFLESSIONE, di ANALISI STORICO-POLITICA.

E, soprattutto di PROTESTA  da parte del Popolo Siciliano. Ciò per le condizioni disastrose nelle quali oggi vive il Popolo Siciliano.

I sessantotto anni, trascorsi miseramente, e le amare esperienze vissute dimostrano, peraltro, che già nel 1946 l’Autonomia Siciliana e la stessa “Regione” fossero state “concepite” come “espedienti” alternativi alla INDIPENDENZA della Sicilia, che in quel momento era reclamata dalla stragrande maggioranza del Popolo Siciliano.

Aggiungiamo che il Popoli Siciliano era in piena rivolta. Ed era dotato di un Esercito Volontario per l’indipendenza della Sicilia (E.V.I.S.), che già aveva compiuto importanti azioni di guerriglia.

Da qui nacque quel “PACTUM” per una speciale autonomia, fra i rappresentati del Popolo Siciliano in armi ed il Governo Italiano al completo nella pienezza dei propri poteri. Dal “PACTUM” scaturì lo Statuto Speciale di Autonomia per la REGIONE SICILIANA. Il cui ARTICOLATO sarebbe stato, subito dopo, formalmente redatto dagli Organi istituzionali, del momento ed emanato, poi, con il REGIO Decreto Legislativo N° 455 del 15 Maggio 1946. Quel decreto legislativo sottoscritto dal Re d’Italia, Umberto II di Savoia, e da tutti i Componenti del Governo Italiano (De Gasperi era il Primo Ministro) e dai Presidenti f. f. della Camera e del Senato.

Le ostilità, da parte dei Separatisti Siciliani furono immediatamente sospese e l’AMNISTIA fu estesa agli ex-guerriglieri dell’ EVIS. Insmma: l’ASCIA di GUERRA, da parte dei Siciliani, fu seppellita.

Erano stati in buona fede i protagonisti di quell’accordo? Ne dubitiamo.

Tanto più che il predetto STATUTO non fu mai applicato INTEGRALMENTE. Ed i contenuti ne furono SFACCIATAMENTE manipolati e travisati. Alcuni articoli furono addirittura soppressi. Il tutto in violazione dei diritti fondamentali del Popolo Siciliano, dello Statuto e della Costituzione Italiana, della quale ultima lo Statuto era ed è parte integrante. Il “PACTUM” fu così tradito e disatteso UNILATERALMENTE.

Oggi la situazione è peggiorata, in quanto i militanti dell’ANTISICILIA e le forze politiche dominanti vogliono addirittura smembrare in tre o quattro “regionicchie” il territorio siciliano; vogliono abolire lo Statuto ed anche la stessa Regione Siciliana. Il tutto con la complicità degli ASCARI locali. Va anche detto che la “Regione” e la “politica politicata”, in tutti questi anni, sono stati fondamentalmente al servizio degli interessi estranei alla Sicilia e soprattutto al servizio degli interessi del Nord – Italia. Ed hanno mantenuto la Sicilia in condizioni “coloniali”. La Sicilia è sostanzialmente un SERBATOIO di voti di scambio ed un grande mercato di consumo. Disoccupazione, miseria, emigrazione, corruzione, clientelismo, lottizzazione, alienazione culturale, ASCARISMO, ANTISICILIANISMO esasperato ed INGERENZE MAFIOSE sono state le conseguenze delle scelte politiche ancora in corso. Ciò mentre, su basi moderne, è di nuovo “spuntato” lo spettro dell’EMIGRAZIONE giovanile e non. Certamente non bisogna generalizzare, occorre che siano fatte salve le poche, lodevoli, eccezioni che pure vi sono state e vi sono. Ma che, purtroppo, non mutano le caratteristiche della realtà nella quale siamo costretti a vivere.

Quest’anno la ricorrenza dell’Autonomia ed anche la “vigilia” delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo sono state “ALLIETATE” dalla notizia secondo la quale l’articolo 37 dello Statuto verrà finalmente applicato con la conseguenza positiva che nelle CASSE REGIONALI entreranno (… salvo sorprese) diversi milioni di EURO. E’, questa, una battaglia che, da parte indipendentista, è sempre stata portata avanti. Speriamo in bene, quindi.

Non dimentichiamo, però, che l’evento di cui sopra CONFERMA che nei precedenti 67 anni, al Popolo Siciliano sono state sottratte risorse finanziarie che, fatte le dovute considerazioni, sarebbero 67 volte superiori a quelle che spettano alla Sicilia per il solo anno 2014. Appunto! Nessuno è legittimato a rinunziale a tale credito. Anzi: qualcuno dovrebbe rispondere di tanta omissione.

Si potrebbero fare tante altre denunzie e contestazioni. Anche sul modo di spendere il denaro pubblico. Il guaio maggiore è, però, che continua a mancare una vera strategia siciliana per l’economia siciliana. Anzi manca del tutto una politica economica al servizio degli interessi del Popolo Siciliano.

Niente festeggiamenti dunque per una Regione che è diventata sempre più   A-SICILIANA se non ANTISICILIANA.

Ma tutti questi fattacci antichi e recenti non devono indurci a gettare la spugna. Devono piuttosto spingerci a lottare con maggiore energia per la libertà, per l’indipendenza, per il progresso e per il riscatto del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana.

Non dimentichiamo inoltre che il tradimento del PACTUM del 1946 riapre, in ogni senso ed in ogni direzione, i termini della “QUESTIONE SICILIANA”. Ed è quello che l’FNS “Sicilia Indipendente” ritiene doveroso gridare ai quattro venti.