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Comune Marsala. La nave affonda … e dirigenti a fare carte false per continuare la “festa”

images14 [1]“Il Titanic sta affondando” ha rimarcato Michele Gandolfo durante i lavori del Consiglio Comunale del giorno 29 Aprile scorso , aggiungendo che “molti dirigenti, al Comune, sono spesso costretti a fare carte false perché la festa continui e possano ancora essere sperperati soldi, ad esempio, per opere inutili e per spettacoli e feste di dubbia utilità e valenza”.

tutto ciò avviene dopo quasi tre ore e mezzo di infuocato dibattito in aula sulla delibera di debito fuori bilancio nei confronti della Ditta “Acea Energia SpA” per il 2012 per consumo energetico prima del venir meno del numero legale, alle ore 21,30, per l’uscita dall’aula, al momento della votazione, dello stesso  consigliere Michele Gandolfo che si è visto respingere la pregiudiziale di richiedere la presenza dell’assessore ai Lavori Pubblici, Musillami. , e Francesca Angileri, Michele De Maria e Vanessa Titone.

Dei trenta consiglieri eletti, 16 presenti si sono presentati all’appello e con l’uscita dei quattro consiglieri di opposizione (?), sono rimasti con il presidente Sturiano solo 11 consiglieri.

Nel corso del dibattito, presenti in aula l’assessore al bilancio Antonio Provenzano ed i dirigenti Luigi Palmeri (Lavori Pubblici), Gianfranco D’Orazio (Settore Grandi Opere) e Nicola Fiocca (Ragioneria), sono più volte intervenuti, non risparmiando dure accuse ai dirigenti del Comune e all’Amministrazione Comunale, oltre al presidente Enzo Sturiano, i consiglieri Michele Gandolfo, Di Girolamo, Michele De Maria, Arturo Galfano, Nicola Fici, Antonio Augugliaro, Walter Alagna ed Enzo Russo.

Tutti hanno sottolineato, sia pure sotto diverse sfaccettature, che “dalla delibera di debito fuori bilancio relativa alla Ditta “Acea” (per un importo complessivo di quasi un milione e 300 mila euro, ma altre arriveranno presto in aula sempre per debiti fuori bilancio riguardanti consumo di energia di elettrica per altri tre milioni di euro) viene fuori quello che è il modo di amministrare la Città. E cioè che l’amministrazione comunale, pur sapendo dal febbraio 2012, di avere un debito certo e interamente dovuto di un milione di euro circa nei confronti della Acea Energia, non lo paga, forse per non appesantire il bilancio comunale e potere invece fare altre spese non necessarie; mentre nel frattempo tra interessi per ritardato pagamento e successivi accordi transattivi il debito in questione è lievitato salendo a quasi un milione e 300 mila euro, se verrà pagato senza ulteriori ritardi.

Alcuni consiglieri, velatamente (per dovere di maggioranza ?) critici hanno  auspicato “che d’ora in poi, visto che la situazione economica delle casse del Comune, si va aggravando sempre più e che non è più possibile tartassare con gli aumenti della Tares i cittadini marsalesi e chiesto che tutti gli atti dei dirigenti dei vari settori riguardanti voci di bilancio ed impegni di spesa devono essere portati a conoscenza del consiglio Comunale che potrà avere via via contezza di quello che è l’andamento della gestione economica, senza poi essere invece costretto all’ultimo momento ad esaminare ed approvare il bilancio di previsione, magari portato in aula soltanto a novembre, come avvenuto lo scorso anno”.

Una voce critica fuori dal coro Russo, che ricorda ai consiglieri il loro ruolo  nel contesto politico amministrativo : “la legge stabilisce che il Consiglio è organo di controllo di indirizzo politico-amministrativo e che i consiglieri devono fare fino in fondo il loro dovere visto che nessuno d’ora in poi può impedire loro, convocando periodicamente in aula i dirigenti del Comune, di verificare di volta in volta le singole uscite di bilancio”.

Critico verso l’Amministrazione il consigliere Walter Alagna s’è chiesto nel suo intervento a cosa sono servite le iniziative del Consiglio per chiedere all’Amministrazione Adamo di adeguarsi allo spirito dello spending review, aggiungendo che il sindaco ha il dovere di venire in aula per chiarire come si è arrivati ad accumulare tanti debiti fuori bilancio per l’energia elettrica da mettere in pericolo la stabilità di bilancio.

La questione relative ai debiti fuori bilancio dell’Amministrazione comunale di Marsala è coperta da una fitta coltre di nebbia. Nessuno sa oggi a quanto ammonta il totale dei debiti fuori bilancio. L’osservatorio Sicilia ha più volte chiesto di avere dati in merito ma la risposta è stata sempre “non è possibile sapere a quanto ammontano questi debiti”.

Voci insistenti nell’ambiente quantificano il totale dei debiti  fuori bilancio a circa 6 milioni di euro, ma tale cifra può essere in difetto o sovradimensionato. Certo è che fino a quando l’Amministrazione non chiarirà la questione, ma soprattutto non fara trasparenza pubblicando non solo i creditori, ma anche l’importo del debito “fuori bilancio”, il mondo dei debiti fuori bilancio del Comune resta avvolto in un mistero.

Sempre secondo voci di “corridoio”, alcuni debiti risalirebbero a diversi anni fa e comunque tra questi c’è ancora l’importo di 250 mila euro per la manifestazione “WINE SICILY”   del 2009. Il che è tutto dire  …