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Marsala. Società comunale “fantasma” licenzia due dipendenti reali … !

Il 30 settembre scorso abbiamo pubblicato un articolo che riferiva della d ecisione del Consiglio Comunale che deliberato lo scioglimento della “Società Unipersonale Lylibeo Marsala”, nata, meglio dire mai giruidicamente costituita, in modo assai strano e dagli interessati (Presidente del CdA e Segretario Generale del Comune,) definita società derivante da trasformazione da quello che fu, meglio dire è ancora, il Consorzio GAL che vedeva la partecipazione di comuni limitrofi e aziende private prima che il Comune di Marsala acquisisse tutte le quote societarie.

Scrivemmo dopo ricerche presso gli Uffici della Camera di Commercio di Trapani, dell’Ufficio del registro e dal Notaio Salvo che ha materialmente redatto l’assemblea straordinaria dove il Comune, allora rappresentato dall’assessore Salvatore Adamo e dal presidente del CdA, avrebbe dato via alla nuova “Lilybeo Marsala unipersonale”, che in realtà questa società neo nata non sarebbe mai nata e come consorzio avrebbe uno statuto non in linea con le norme di legge che regolano tali istituti societari .

Una società “fantasma” perché dalla verifica delle carte risulterebbe mai giuridicamente costituita.

Con una nota a firma del Presidente del CdA Renato Curcio, apparsa subito in palese contraddizione con le carte e con i documenti notarili e le comunicazioni fatte alla Camera di Commercio di Trapani, la società ha contestato le risultanze della nostra inchiesta.

Poiché oggi sappiamo che la società ha inviato le lettere di licenziamento alle uniche due dipendenti, cerchiamo di ripercorrere le tappe per far comprendere come questo atto appare giuridicamente nullo perché nulla e priva di effetto giudico avrebbe la decisione del Consiglio Comunale per difetto di identificazione della società che si voleva sciogliere.

E ciò fa nascere il dubbio che i politici, siano essi deputati, senatori, o consiglieri comunali come in questo caso, spesso non approfondiscano come dovrebbero, tutte le problematiche relative alle questioni messe all’OdG e che votino senza avere “verificato” gli atti.

Nel caso del Consorzio” GAL, oggi definito “Società arl UNIPERSONALE dagli atti presso gli organismi deputati, sembra evidente che non siano state seguite le procedure previste per la trasformazione, e la cosa appare ancora più grave del solito perché interessa il lavoro di due persone, peraltro professionalmente preparate, assunte non per chiamata diretta ma per concorso pubblico, dipende dalla decisione del Consiglio Comunale di sciogliere l’ente strumentale.

Già, ma quale ente, il consorzio a socio unico o la società uni personale mai costituita secondo legge, il Consiglio Comunale avrebbe deliberato la soppressione ?

Poichè nella delibera si parla di “Unipersonale arl”, cosa ben diversa giuridicamente dal Consorzio anche se a socio unico, all’atto pratico non sembra che in questa questione, peraltro grave sotto il profilo giuridico, i consiglieri   abbiano dimostrato consapevolezza degli atti fidando solo di generiche assicurazioni che peraltro sembrano smentite dagli atti notarili.

Innanzi tutto, pensiamo di dover ripeter ancora una volta che venendo a mancare la pluralità dei soci, la società consortile poteva decidere la trasformazione in società unipersonale solo attuando precise procedure di legge oppure rimanere consorzio a socio unico, cosa giuridicamente e fiscalmente ben diversa da una Srl unipersonale.

Secondo quanto ci ha riferito la Società (o presunta società uni personale), “ la società Lilybeo Marsala Srl unipersonale non è una società fantasma, così come riportato nel suddetto articolo, ma è una società regolarmente costituita il 27/10/1998 sotto forma di Società Consortile a responsabilità limitata.

Il 26 settembre 2008 a seguito delle acquisizioni delle partecipazioni sociali, il socio Comune di Marsala fa rilevare di essere divenuto unico socio della Lilybeo Marsala Società Consortile Srl. Tale evento, così come previsto dal Codice Civile, viene depositato ed annotato presso la C.C.I.A.A. di Trapani e, non essendoci intenzione di riformare la pluralità dei soci, viene variata la denominazione da Lilybeo Marsala Società Consortile Srl in LILYBEO MARSALA SRL SOCIETA’  UNIPERSONALE DEL COMUNE DI MARSALA.

In effetti avviene una variazione della denominazione sociale, da società consortile srl a società a responsabilità limitata uni personale”.

Paradossalmente, la precisazione della società (?) ha confermato in pieno  la nostra ricostruzione perché si dice che “In effetti avviene una variazione della denominazione sociale, da società consortile srl a società a responsabilità limitata uni personale”, ma senza indicare i passaggi di legge previsti per tale procedura.

Il 26 settembre 2008 alla Camera di Commercio di Trapani viene comunicato che in quella data il Comune di Marsala acquisisce la quota del Comune di Paceco, ultimo rimasto dei soci iniziali.

Questa comunicazione è dovuta ed è normata dall’art 2362 del Codice Civile,  ma non cambia la posizione giuridica della società che rimane “consorzio” con socio unico e, quindi, soggetto alle norme finanziarie e fiscali che regolano i consorzi.

Il 21 ottobre 2008, a richiesta dell’Organo Amministrativo, l’assemblea dei soci della società a responsabilità limitata con socio unico “Lilybeo Marsala S.R.L.” con sede in Marsala, Via Garibaldi n. 5, si riunisce per la modifica dello statuto sociale”.

Da notare che la società si presenta come SRL a socio unico ma giuridicamente è un “consorzio” a socio unico, e provvede alla “Modifica” dello statuto sociale del consorzio stesso.

Nell’assemblea tenutasi presso il Notaio Salvo di Marsala, all’art. 1 si dichiara che: è costituita una società a responsabilità limitata ad integrale partecipazione pubblica ai sensi dell’art. 2463 del Codice Civile ed ai sensi degli artt. 4,5 e 13 del D.Lgs 18 Agosto 2000 n. 267, denominata LILIYBEO MARSALA S.R.L. SOCIETA’ UNIPERSONALE DEL COMUNE DI MARSALA”.

Appare evidente che dal Notaio Salvo si pensa di far nascere una società dalle ceneri di un consorzio che mai ha deliberato la trasformazione in società uni personale che è cosa ben diversa da consorzio con socio unico.

Secondo quanto scrive la società (?) Lilybeo, “… Lo stesso giornalista parla di una fantomatica trasformazione da società in nome collettivo in società unipersonale a responsabilità limitata; ciò appare strano in quanto la società, così  come risulta dagli atti, non è mai stata una snc, ma una società consortile a responsabilità limitata (quindi srl fin dalla costituzione avvenuta il 27/10/1998)”.

Dalle parole del Presidente, a parte la precisazione di della situazione giuridica di società a responsabilità limitata, pare di capire che non ci sarebbe stata alcuna trasformazione da consorzio a società uni personale. Ma questo contraddice le risultanze dell’assemblea straordinaria presso il Notaio Salvo dove si dice espressamente “è costituita una responsabilità limitata a totale partecipazione del Comune di Marsala.

Apparrebbe chiaro dal Notaio Salvo si sarebbe incorsi in un clamoroso errore dichiarando di costituire una società ex novo che non è, secondo quanto ricostruito anche dal Presidente del CdA, una trasformazione del consorzio.

Quindi, malgrado si sia costituita una società ex novo, non sarebbe mai stata decisa ed attuata la trasformazione del consorzio che tale rimane seppur a socio unico.

Continua la nota affermando che “ […] Nell’articolo si fa riferimento allo Statuto approvato il 21 ottobre 2008 nel quale si legge «è costituita una società unipersonale», in realtà così come previsto dall’attuale normativa vigente, non essendosi ricostituita la pluralità dei soci della esistente società consortile a responsabilità limitata, gli amministratori hanno convocato l’Assemblea Straordinaria per l’adozione del nuovo statuto sociale al fine di adeguarlo alle sopravvenute esigenze societario, e non si è fatto altro che utilizzare la formula di rito «è costituita una società», piuttosto che scrivere «vige e/o è esistente una società»”.

Ciò non significa che quel giorno si sia costituita una nuova società bensì si è provveduto alla redazione nel nuovo statuto sociale, rielaborato ed approvato nell’assemblea straordinaria del 21 ottobre 2008, appositamente convocata prevedendo al primo punto dell’ordine del giorno “l’adozione di un nuovo statuto sociale”.

E qui siamo veramente al paradosso. In un atto pubblico si “preferisce” scrivere una frase anziché un’altra volendo significare tutt’altra cosa …  come se nel diritto italiano ognuno potesse scrivere a proprio piacimento le norme.

E poi, se l’assemblea, come si afferma ha provveduto alla modifica dello statuto quindi rimanendo giuridicamente e d di fatto consorzio, come si giustifica la divisione degli utili espressamente vietata nelle società consortili?

Quanto alla Camera di Commercio di Trapani, ci preme ricorda come questa ci ha fatto sapere che hanno ricevuto “solo” comunicazioni telematiche relative all’acquisizione di quote (26 settembre 2006) e della adozione di un nuovo statuto (?) decisa il 21.10.2008, ciò confermerebbe che la società arl Unipersonale Lilybeo per la CCIA non esiste.

Non risulta mai inviato l’atto costitutivo di una società unipersonale srl denominata Lilybeo Marsala. Quindi, paradossalmente, il Comune dice di avere una società uni personale, che è cosa ben diversa di un consorzio a socio unico,  mentre alla Camera di Commercio hanno registrato un consorzio e una comunicazione di socio unico.

Avevamo chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di chiarire cosa mai avessero deliberato. Non abbiamo mai ricevuto alcuna comunicazione ma dagli atti del Consiglio Comunale rileviamo che in data 30 settembre 2013, giorno della decisione di scioglimento della società uni personale srl, il Consiglio ha chiesto al Segretario Generale di chiarire la questione.

Il dr. Triolo ha dichiarato, riportiamo il testo trascritto: “… rimase soggetto unico (il Consorzio) e quindi fu trasformato, ovviamente, nell’attuale soggetto con socio unico, che si chiama società con socio Unico Lilybeo Marsala…

Ebbene, queste dichiarazioni fanno capire che si operò, o meglio si dice che si operò una trasformazione, ma nella realtà nessun passaggio di legge risulta essere stato adottato.

Questi i passaggi che sarebbero dovuti essere effettuati:

1) un’assemblea straordinaria dei soci (anche se unico) per delibera la trasformazione con delibera da adottare a maggioranza assoluta con atto pubblico e segnalazione al Registro delle imprese. (noi sappiamo che dal Notaio Salvo si parla di “costituzione” di società uni personale che è cosa ben diversa dalla decisione di procedere alla trasformazione)

2)  la redazione della relazione giurata di stima redatta da un esperto o da una società di revisione iscritti al Registro dei revisori, a norma dell’art 2465 cod. civ.; e deve determinare il capitale della società risultante dalla trasforma­zione partendo dalla valutazione delle attività e delle passività.

Gli effetti della trasformazione avvengono dopo 60 giorni dalla registrazione dell’atto (di trasformazione) nel Registro delle imprese, a condizione che i creditori abbiano dato il loro assenso alla trasformazione o che, tra questi, siano stati pagati coloro che non l’hanno dato.

Quindi procedere con una assemblea straordinaria per la modifica dello statuto.

Di questi passaggi fondamentali ed ineludibili non vi è traccia nei documenti ufficiali.

In mancanza di tali procedure quale società il Consiglio Comunale ha deliberato di sciogliere ?

Il Consorzio Unipersonale oppure la Società Unipersonale ?

Non sarebbe il caso a questo punto che il Consiglio Comunale “congeli” la decisione per procedere ad una attenta analisi delle carte e prendere successivamente le decisioni sul soggetto “giuridicamente” esistente ?

Al di là di tutto questto che pensiamo sia grave, c’è una aspetto di questa vicenda che lascia perplessi per la facilità con cui si prendono decisioni senza valutare attentamente tutto ciò che è parte del problema, e cioè, la questione relativa al personale.

Ogni  istituzione che si rispetti non può non pensare di risolvere la questione del rispetto dei diritti dei dipendenti.

Al di là del problema circa la regolarità delle procedure e della decisione del Consiglio, l’aspetto umano non può essere disatteso dal Consiglio Comunale e dalla stessa Amministrazione.