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Marsala. Tassa sui rifiuti … signori consiglieri, Signor Sindaco, solo i luoghi di culto sono esentati

Appena varato, il Regolamento sui rifiuti del Comune di Marsala si presenta in netto contrasto, anzi in netta violazione, delle norme nazionali in materia di tributi.

Da una rapida lettura, oltre ad errori e discriminazioni che si evincono, si evince che tutte le strutture pubbliche, comprese le pertinenze delle chiese, sembrano escluse dalla tassazione sui rifiuti.

Secondo quando  previsto dalla c.d. ”manovra salva Italia”, varata con Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 (coordinato con la Legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214 [1]) recante ”Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”., ogni luogo che produce rifiuti, quindi strutture private, commerciali, industriali e pubbliche (caserme, ospedali, scuole e locali comunali inclusi) è soggetto alla tassazione dei rifiuti secondo la quantità presumibile prodotta. (ndr. art 14 comma 3)

In tal senso la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione con sentenza 4027 del 14 Marzo 2012 con cui prevede che restano fuori dal tributo quelle che in senso stretto possono definirsi luoghi di culto escludendo di fatto le pertinenze ecclesiastiche.

Secondo la Suprema Corte, che conferma quanto già normato con legge dello stato, tutti gli edifici in cui si producono rifiuti sono soggetti alla tassa, nessuno escluso.

Pertanto, riteniamo che l’Amministrazione comunale e il Consiglio Comunale abbiano il dovere di provvedere ad una celere modifica del Regolamento appena approvato per uniformarlo alle leggi dello stato, così come hanno il dovere di correggere quelle anomalie presenti che discriminano i cittadini.

Inutile sottolineare che assoggettare come la legge prevede gli edifici pubblici in questione, comporterà una notevole riduzione dei costi a carico dei cittadini.