- Osservatorio Sicilia - http://www.osservatorio-sicilia.it -

Formazione professionale. Intervista esclusiva con l’assessore Scilabra

(Adomex) Molta letteratura c’è stata da più di un anno sulla Formazione Professionale. Finalmente, adesso, l’assessore Nelli Scilabra ci svela alcune cose mai dette e i suoi progetti in anteprima.

“Il nuovo accreditamento è la vera riforma della formazione regionale – così esordisce Nelli Scilabra- si stabiliscono nuove regole e si irrigidiscono quelle già esistenti, che ad oggi non sono esistite, nel senso che ce ne sono poche e raramente venivano applicate, anche per il sistema della rendicondazione.

Abbiamo inoltre previsto una semplificazione amministrativa in maniera che non si allunghino i tempi come nel passato, tanti cavilli per allungare i tempi, come ad esempio l’anticipazione del DURC, sarà l’amministrazione regionale ad anticipare le somme per il DURC salvo poi riprenderle una volta erogato il finanziamento, per evitare che alla fine paghino i lavoratori come spesso succedeva, nel senso che spesso gli enti pagavano il DURC e non pagavano gli stipendi, giocandoci.

Avevamo fatto in premessa la promessa che questa rivoluzione sarebbe partita della tutela dei lavoratori. In buona sostanza diciamo agli enti, atteso che gestiscono un servizio pubblico, che devono sottostare alle norme di legalità della pubblica amministrazione. Altra novità è la sottoscrizione del patto di integrità ivi compresa l’applicazione della legge 231 che costituisce l’organismo di controllo interno dell’ente con il compito di vigilare efficacemente sul funzionamento di organizzazione e gestione e sull’osservanza di modelli di legalità. Ci siamo accorti, per esempio, che la questione dei locali da adibire alla formazione è uno dei punti cruciali, abbiamo registrato in alcuni casi che non vi erano nemmeno le aule, ma solo un indirizzo civico. Il percorso lo abbiamo ben chiaro e delineato, nessuno ha mai detto che la formazione andava chiusa ma certamente riformata e rivoltata come un calzino. Ci sono tanti soldi in ballo e ci sono altrettanti giovani che cercano occupazione, bene, bisogna rendere le due cose compatibili e utili.

Nel passato erano gli enti in piena autonomia a decidere quali corsi attivare, senza nessuna programmazione. Bisogna invertire il processo. I territori, le provincie, le aziende, di cosa hanno bisogno, partiamo da questo e da lì andiamo a costruire la formazione. Cosa vogliono significare corsi di esperto per l’abbronzatura artificiale, oppure di esperto dell’abito di sposa tradizionale. Quando lo chiesi a qualche presidente degli enti mi rispose che così i ragazzi si divertivano, creando così giovani divertiti ma disoccupati. Questo per fare capire cosa era prima la formazione. Era un sistema clientelare, reso legale un sistema illegale. Vi erano tante cose create per non essere controllati, come il costo standard, così che chi deve controllare non riesce a scindere tra quali sono le spese del personale con le spese di gestione. Stiamo prevedendo i conto correnti dedicati, uno per la gestione e uno per il personale, con controlli mensili per accertare se gli stipendi vengono erogati mensilmente.

Imponendo anche delle percentuali sulle spese di gestione, non è ammissibile che un ente spenda l’80% del finanziamento per la gestione, con costi abnormi a svantaggio del personale. Milioni di euro andati alla gestione, somme incredibili e per giunta non pagano i lavoratori. Gli enti sono incaricati di pubblico servizio, ripeto, maneggiano soldi pubblici, e devono sottostare alle regole della pubblica amministrazione, ed il rapporto deve essere fiduciario, se manca o viene meno questo rapporto sono inesorabilmente fuori. Devo dire che in Sicilia vi sono circa 1.660 enti di formazioni, bastava fare la domanda a cui nessuno rispondeva ed anche in assenza di requisiti accedeva all’accreditamento. Ora con queste nuove regole innalziamo il merito per tutti, liberalizziamo il mercato creiamo concorrenza e alziamo così i requisiti di qualità. Chi si iscrive adesso, il nuovo ente, può fare per i primi due anni solo 1.800 ore e non OIF. Se in questi due anni ha rispettato tutti i parametri, i tassi di efficacia sull’occupabilità, viene promosso all’accreditamento standard, dalla seri B alla serie A, ma anche quelli della serie A possono essere retrocessi nella serie inferiore”.

Determinata a sanare, denunciando le passate storture e continua con le novità: “Abbiamo previsto anche delle convenzione con le aziende, è assurdo che un ente di formazione non progetti con l’azienda. Così che il corso di formazione abbia un senso. Provare a trovare uno sbocco occupazionale. La nuova programmazione ci aiuta in questo essendo improntata all’apprendistato, e nel piano giovani abbiamo previsto ciò. Nel passato si potevano sfruttare 280 milioni l’anno per cercare di ridurre, in questo modo,  anche una minima percentuale di disoccupazione giovanile. E vi svelo in anteprima come ci stiamo muovendo in questa ottica. Abbiamo presentato al Governo Nazionale un progetto, abbiamo individuato delle filiere produttive in base alle caratteristiche delle aziende, dei fabbisogni e della vocazione siciliana.

Le filiere sono quattro, turistica, agroalimentare, nautica e energetica sostenibile. Costituendo uno o due poli per provincia. Dentro il polo ci saranno tutti gli istituti tecnici e professionali, rivolto ai ragazzi del 4°, 5° e un anno post-diploma, per la formazione, a questi istituti scolastici sarà abbinato un ente di formazione, o più dipende dai numeri, virtuoso che si occuperà di potenziare le competenze di questi ragazzi, in più dentro il polo aderiranno le aziende del settore, questa formazione sarà fatta dentro l’ente ma soprattutto dentro le aziende, soprattutto il terzo anno post diploma. In aggiunta stiamo prevedendo delle premialità per le aziende che alla fine di questo corso assumano questi ragazzi, l’imprenditore che segue per anni un ragazzo e lo forma ha tutto l’interesse a tenerselo, perché lo ha formato come lo vuole lui. Stiamo inoltre stanziando 4 milioni di euro per le borse di studio per questi ragazzi i quali potranno anche andare fuori la Sicilia, presso aziende di eccellenza, che convenzioneremo in un accordo di rete, per potersi specializzare ancora meglio. Questo è il sogno. Scuola, Ente di Formazione, Azienda. Un nuovo avviso riguarderà i diplomati o i laureati. Stiamo raccogliendo dati, abbiamo riunito, i sindacati e le associazioni di categoria, università, che tra loro non hanno mai parlato della prospettiva, per costruire un percorso.

Infine affondiamo il dito nell’aspetto più delicato che riguarda il personale, troppo generico per potere trovare spazio nella nuova prospettiva super tecnica o super specialistica.

“Noi ad oggi non abbiamo un numero certo di dipendenti occupati dagli enti nella formazione. Devo anche dire che pur essendoci un blocco delle assunzione sin dal 2008, nessuna lo ha mai rispettato. Ora se io non so quant’è e qual è la platea di cui parliamo non so di cosa parlare. Conto che entro poco tempo abbia contezza dei numeri per poi convocare un tavolo con i sindacati per stabilire cosa fare e quali misure adottare. Premesso che abbiamo un gruzzoletto per la riconversione e/o riqualificazione del personale. Faremo ogni sforzo per utilizzare al meglio tali lavoratori, non è nostra intenzione mandare a casa nessuno”.