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Porto di Marsala. Ormai non ci si stupisce più di nulla …

Ci scusiamo con chi ci legge per la complessità del nostro articolo, ma le problematiche evidenziate e le strane situazioni che si stanno manifestando sulla questione del porto ci hanno imposto di essere quanto più precisi riportando analiticamente anche norme di legge.

La questione del porto, man mano che passano i giorni sembra di un vero e proprio affair … con colpi di scena ed incredibili situazioni.

Partiamo da vicino per arrivare lontano. L’Amministrazione comunale venerdì 7 scorso , ha diramato un comunicato con il quale si annunciava “La Giunta Adamo adotta la delibera per la messa in sicurezza con il progetto pubblico..:”.  Sull’oggetto dell’email si legge chiaramente: approvato il progetto definitivo del porto …

Ma poi, nel comunicato si afferma che  “Nella riunione di stamani della Giunta Municipale abbiamo approvato la delibera  per la messa in sicurezza – con il progetto pubblico – del nostro Porto. E’ questo un atto assai importante con il quale diamo il via libera al progetto definitivo di ristrutturazione della struttura portuale redatto dal Genio Civile alle Opere Marittime di Palermo. In questo modo avremo un porto funzionale ed operativo capace di ospitare navi commerciali, da crociera e di essere volano di sviluppo socio-economico della Città. Intanto, ho già comunicato la notizia al Presidente del Consiglio Comunale Enzo Sturiano che mi ha promesso il suo fattivo interessamento perché la delibera possa essere portata, nel più breve tempo possibile, all’attenzione dell’Assise civica di Palazzo VII Aprile”.      

Non si  fa alcun riferimento al Sindaco  ma quella frase “ho già comunicato la notizia al presidente del Consiglio Comunale ….” fa chiaramente intendere che le dichiarazioni sono di Giulia Adamo.

Tutti in città, vuoi perché i media in generale hanno riportato quanto comunicato dall’Amministrazione,sono convinti che la G.M. ha approvato il progetto e trasmesso gli atti al C.C. 

Niente di tutto questo. La cosa è apparsa subito semplice propaganda anche in considerazione che la procedura per l’esecuzione delle opere di interesse statale e regionale non prevede alcuna responsabilità o “delibera” di giunta in quanto su proposta dell’Assessorato Regionale di riferimento, è il Consiglio Comunale che eventualmente si dovrebbe esprime, ma, solo nei casi in cui non vi sia coincidenza con le previsioni degli strumenti urbanisti.

 Secondo quanto si legge nelle delibera di G.M. n. 354 del 7 dicembre 2012, “… tale intervento, in variante al vigente strumento urbanistico, è compatibile con l’assetto territoriale vigente integrandosi con viabilità e con le opere di urbanizzazione esistente”. 

Se le cose stanno così allora non si capisce questa operazione della Giunta comunale, anche se la precisazione “in variante” fa intendere che dovrà essere discussa ed eventualmente approvata una variante urbanistica al Piano Generale Portuale dopo una autorizzazione del competente assessorato per l’attivazione della procedura di cui alla legge 65/81. 

La Giunta in realtà ha solo deliberato di “sottoporre” al Consiglio Comunale per la relativa “eventuale” approvazione … il progetto ricevuto dal RUP del Genio Civile Opere Marittime.

Già, ma quale progetto ? E con quale autorità il RUP trasmette alla Giunta Municipale il progetto della messa in sicurezza del porto di Marsala quando il committente è la Regione Siciliana ? 

Secondo la procedura, una volta adottato dalla Regione il progetto viene da questa inviato al Comune per il passaggio (se previsto) in C.C..

Secondo quanto prescritto nella l.r 21/98, l’eventuale passaggio al Consiglio Comunale per il parere è previsto solo nel caso in cui venga autorizzata la procedura di cui alla l.r. 65/81 riferita nella delibera di proposta della G.M.. 

L’art. 5 infatti cita” …  L’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente può  autorizzare con le procedure di cui all’articolo 7 della  legge regionale 11 aprile 1981, n. 65 e successive modifiche   ed integrazioni la realizzazione di opere marittime portuali  volte al completamento di strutture esistenti alla data di  entrata in vigore della presente legge, anche se non di  interesse statale o regionale e realizzate in assenza di  piano regolatore dei porti”.

 Ed allora per meglio chiarire ai nostri lettori, riportiamo cosa dice  Dipartimento Regionale Urbanistica della Regione Siciliana in una lettera inviata il 10 luglio 2012 n.prt. 15154 al Genio Civile di Trapani. 

In riferimento … si fa presente che l’autorizzazione richiesta (quindi qualcuno ha richiesto l’autorizzazione che non sarebbe stata ancora concessa) ai sensi dell’art. 5 della l.r. 21/98 con le procedure di cui all’art 7 della l.r. 65/81, richiede “preventivamente”  l’attivazione della procedura specificata nella circolare 7 agosto 2003 l.r. 2/9/98 art 5 …”.

 Allo stato attuale non risulta che l’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente abbia mai rilasciato autorizzazione alla procedura di cui alla legge 65/81 e da qui nascono perplessità anche perché, è bene ricordarlo, il progetto è stato trasmesso dall’Assessorato regionale alla Procura della Repubblica di Trapani per la nota vicenda della mappatura “difforme” riscontrata nel progetto pubblico rispetto a quella in possesso dell’Assessorato e quindi apparrebbe incomprensibile che lo stesso abbia potuto procedere nell’iter in presenza di una inchiesta della Magistratura. 

Incomprensibile quindi, e si potrebbe definire inutile, il passo della G.M.. 

In ogni caso l’ing. Mollica, RUP del progetto, secondo quanto risulta dagli atti, invia al Comune di Marsala, in data 10/10/2012 con prot. 357778 copia del progetto per “gli adempimenti e le competenze di codesta A.C. …”. 

Questa trasmissione, ma ancora più alcuni passi dei contenuti della stessa, fanno sorgere più di qualche perplessità. Nella lettera infatti si legge: … “ E’ utile sottolineare che in ordine alle scelte progettuali, con la predetta nota (f.n. 22578 del 21.09.2012 dell’ing. Viviano, ndr) , viene riferito “”che della mappatura della biocenosi della Prisma (qualunque essa sia quella rappresentativa dello studio effettivo della biocenosi esistente nell’area di indagine) non si è tenuto conto in alcun modo in sede di progetto nella consapevolezza di demandare al successivo giudizio di compatibilità ambientale da parte delle Autorità preposte l’adozione e l’entità di eventuali interventi di compensazione per essere intervenuti sulla posidonia (rigogliosa o degradata che sia …” 

E continua Mollica, allegando alla lettera il documento CSE 10 09RT revisione 1) … “ ciò posto appare necessario comunque rappresentare che in tutti gli eleborati progettuali (tav 04-2 – planimetrie di progetto con l’individuazione della biocenosi) e ello Studio di Impatto Ambientale (par 4.5.2.2) nonché nella planimetrie riportate nella nota 22578 del 21.09.21, le zone con la dizione “posidonia morta e/o degradata” devono intendersi,  viste le risultante delle indagini prodotte dalla ditta Prisma come zone in cui insiste la Posidonia senza altra specifica caratterizzazione

Senza specifica caratterizzazione? 

Come mai prima, cioè quando ha rilevato la difformità delle mappature e rimandato tutto in Regione l’ing. Mollica, non ha, o non avrebbe,  sollevato questo problema. 

Ma a ciò si aggiungono le affermazioni dell’ing. Viviano contenute tra le altre, nella sua relazione del 21.09.2012, inviata all’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità della R.S e, fra gli altri, al Sindaco di Marsala, e che gettano ancora dubbi su tutto l’iter procedurale. 

Viviano a pag. 5 afferma “quanto sopra riferito ad onore del vero ed evidenzia un comportamento approssimativo, poco attendibile e confusionario della Soc. Prisma che ancora oggi non riesce a fare completa chiarezza sull’effettiva e corretta documentazione dei rilievi effettuati e prodotti..” 

E continua a pag. 7 ritenendo che “ i dati SSS raccolti dalla PRISMA e restituiti solamente sottoforma di elaborato con una scala minima di 1:2000 non permettono un’indagine di dettaglio. Nel complesso i dati raccolti, appaiono alquanto grossolani e con una risoluzione tale da non poter permettere di discriminare con chiarezza le morfologie presente sui fondali, come invece fatto dalla ditta PRISMA (figure 3.4)…” 

Comportamento poco attendibile, confusionario e dati grossolani ? Sembrano una sonora bocciatura dell’operato della Società Prisma alla quale non risulta siano stati mossi tali rilievi dall’Assessorato competente che ha disposto la mappatura del porto. 

Viene spontanea una domanda. Come mai prima che venisse fuori la “difformità” della mappatura sul progetto redatto dal Viviano, lo stesso non sembra aver rilevato questo comportamento poco attendibile, confusionario della Primsa e questi dati da lui definiti grossolani? 

E, dopo aver bocciato la Soc. Prisma, il 7/11/2012, incredibilmente, l’ing. Viviano, si fa parte diligente ed “acquisisce”, secondo quanto asserisce la G.M. nella strana delibera, un preventivo di spesa della Soc. Biosurvey srl (Spinoff  accademico dell’Università di Palermo, cioè società di capitale che ha per scopo lo sviluppo e l’utilizzazione imprenditoriale di nuovi prodotti e servizi derivanti da attività di ricerca svolta all’interno dell’Università a cui, nel caso di specie non partecipa come socio) per una nuova ricerca e classificazione della posidonia nei fondali del porto, per l’importo di  14.500,00 euro oltre il 21% di IVA, che poi trasmette al Comune di Marsala che, altro fatto incredibile, la fa sua e delibera il finanziamento a carico dell’Amministrazione …

Riepilogando, l’ing. Viviano “boccia” di fatto la Soc. Prisma che ha effettuato la ricerca commissionata dalla Regione Siciliana definendola poco attendibile, confusionaria e i cui dati sono grossolani, poi presenta al Comune il preventivo di una società, probabilmente da lui selezionata, che dovrebbe effettuare una nuova ricerca e classificazione della posidonia nei fondali. 

Il Comune, sembra senza porre alcuna obiezione, acquisisce il preventivo, delibera la spesa in un momento economico di grave crisi e con un bilancio che ha sforato il patto di stabilità, impegna circa 20 mila euro che alla fine potrebbero rivelarsi spesi inutilmente per una ricerca che il committente del porto, la Regione, potrebbe non considerare utilizzabile anche in considerazione della metodologia della selezione. 

E c’è da ricordare che il progetto “giace” presso la Procura della Repubblica di Trapani …

Tutto ciò appare semplicemente incredibile. 

Infine, una curiosità. La Capitaneria di Porto di Marsala nella lettera inviata all’Assessorato regionale delle Infrastrutture (lett. 11/07/2012) parla di criticità quali il tratto denominato banchina curvilinea (i cui lavori sono bloccati da un decennio ndr)  e del prolungamento banchina curvilinea i cui primi tre settori sono interdetti,  e della diga foranea del molo di ponente.

La Giunta Comunale parla di prolungamento del molo di sopraflutto per 390 m. (lanterna rossa),  costruzione del molo di sottoflutto per m. 596 radicato sul molo di levante esistente (ex lanterna verde), costruzione a ridosso del molo di sottoflutto di un ampio piazzale per circa 68.000 mq. Per le attività commerciali e formazione di nuove anchine per 543 m., escavazione dei fondali all’imboccatura fino a 7,00 m. . I materiali provenienti dallo scavo saranno utilizzati per la formazione del piazzale, esecuzione degli impianti antincendio, trattamenti delle acque di prima pioggia (che oggi non ha neanche il cantiere navale, ndr) illuminazione, e arredi di banchine costituite da bitte, parabordi, anelloni e scalette. 

Senza dimenticare che l’intervento propone una diversa zonizzazione anche su aree esterne allo stesso (porto ndr) …

Chi scrive non è un lupo di mare e nemmeno un ingegnere, ma cosa c’entrano in un progetto di messa in sicurezza un piazzale da 68.000 mq, gli spropositati allungamenti dei moli … e, una diversa zonizzazione delle area esterne al porto, e, infine, l’escavazione dei fondali …?

Detto ciò va precisato che allo stato nessun finanziamento regionale, nazionale od europeo, risulta essere stato stanziato né tantomeno ipotizzato.

Alla prossima …