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Ponte sullo stretto. Da Monti, una presa in giro “tecnica” . Brindano le lobbies del nord

Una solenne presa in giro per gli italiani la decisione del Consiglio dei Ministri di “mantenere” artificiosamente in vita per altri due anni il progetto ponte.

Monti, prende “tecnicamente” in giro i cittadini e si china agli interessi delle lobbies .  

Il super presidente del Consiglio dei Minisrti, l’uomo che non doveva guardare in faccia a nessuno ma solo fare gli interessi degli …. Italiani,  tiene in vita “a tempo” il progetto del ponte sullo stretto.

Una decisione che viene dopo che il progetto del ponte è stato eliminato dalla lista delle infrastrutture prioritarie anche dall’Unione Europea.

Incredibile poi la nota di Palazzo Chigi che parla di possibilità di effettuare lavori cantierabili ma che presentino funzionalità autonoma (ndr. Al ponte … !). 

Eppure, il 30 settembre 2012  Corrado Clini,  ministro dell’Ambiente ha dichiarato: “Non esiste l’intenzione di riaprire le procedure per il ponte sullo stretto di Messina, anzi al contrario, il governo vuole chiudere il prima possibile le procedure aperte anni fa dai precedenti governi, e per farlo deve seguire l’iter di legge.

IIl 10 ottobre 2012 il governo Monti, nella legge di stabilità, ha stanziato 300 milioni per il pagamento delle penali per la non realizzazione del progetto

Il 31 ottobre, la grande giravolta … si proroga il progetto e Palazzo Chigi fa tre passi indietro e  non riesce a giustificare una decisione illogica ed assurda che può essere solo figlia di pressioni, forti e decise, della lobby del ponte.

Scrive infatti il governo , “la decisione è motivata dalla necessità di contenimento della spesa pubblica, vista anche la sfavorevole congiuntura economica internazionale, ed è in linea con la proposta della Commissione europea dell’ottobre 2011 di non includere più questo progetto nelle linee strategiche sui corridoi trans-europei. Solo tali opere, infatti, possono godere del co-finanziamento comunitario. Qualora in questo periodo di tempo non si giungesse a una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile, scatterà la revoca ex lege dell’efficacia di tutti i contratti in corso tra la concessionaria Stretto di Messina spa e il contraente generale, con il pagamento delle sole spese effettuate e con una maggiorazione limitata al 10%”.

Questa nuova procedura  dovrà essere accettata dal contraente generale tramite la sottoscrizione di un atto aggiuntivo al contratto vigente. In ogni caso, durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalità autonoma e siano già compresi nel progetto generale”.

Alla fine quindi, anche il “salvatore” della Patria s’è chinato agli interessi delle lobbies che hanno tutto l’interesse di mantenere in piedi la Società del Ponte anche se sanno che il ponte non si costruirà mai, prima per mancanza dei finanziamenti visto che l’Europa ha chiuso la questione ponte e che i privati fino ad oggi non si sono mai fatti sentire considerato che non c’è remunerabilità (dovrebbero passare circa centomila mezzi al giorno per il pay back …) , e poi, perché oggettivamente questa struttura è “pensabile”, ma non sembra proprio realizzabile.