- Osservatorio Sicilia - http://www.osservatorio-sicilia.it -

Porto di Marsala. Uno scandalo “tenuto” di basso profilo ed ignorato dalla politica

L’inchiesta di Giacomo Di Girolamo, direttore di Marsala.it sul porto di Marsala, ha aperto inquietanti squarci sulla metodologia adottata in certi casi per piccoli e grandi progetti  pubblici. L’inchiesta ha messo in luce un fatto clamoroso di falsi documentali utilizzati da funzionari pubblici per fini ancora tutti da chiarire, ma tutto viene tenuto di basso profilo e praticamente ignorato dalla politica che di solito è molto ciarliera.

Il tutto prende l’avvio dal progetto del nuovo porto turistico redatto dalla Società MYR e risultato prescelto dopo l’iter procedurale previsto dalle norme di legge.

Ma in campagna elettorale irrompe Giulia Adamo annunciando il finanziamento di 50 milioni di euro per la messa in sicurezza del bacino portuale marsalese da parte della Regione Siciliana.

Giulia Adamo. che ha nel progetto del porto pubblico il suo punto programmatico più importante, non ha mai nascosto la sua avversione al porto privato. Ma lo stop al progetto appare un non sense giuridico perché in Italia vige il principio della continuità amministrativa e pertanto Giulia Adamo non può bloccare il progetto, pena una causa per danni che presumibilmente sarà  molto pesante, ove si consideri che il progetto MYR ha superato la fase di ammissibilità ed è stato  rimodulato proprio sulla scorta delle prescrizioni tecniche imposte dalla precedente amministrazione nell’ultima conferenza dei servizi del 5 aprile 2011 che ne ha sancito l’ammissibilità.

Comunque, per dare forza alle sue dichiarazioni e quindi confermare che esistono i 50 milioni di euro, Giulia Adamo pubblica sul suo blog elettorale, copia di una lettera del Ministero delle Infrastrutture (Prot. 0001358/2’-02/2012) che in realtà è un normale nulla osta all’inserimento dell’idea progettuale nella sezione programmatica dell’APQ.

Quindi nessun progetto esecutivo e nessun finanziamento stanziato, perché, andando a leggere le note che riguardano l’APQ, nella sezione “programmatica”  viene precisato che vengono inseriti “ interventi coerenti con gli obiettivi e criteri dell’accordo ma che non dispongono delle condizioni tecnico-finanziarie per essere immediatamente attivate”.
Insomma, una specie di piano triennale delle promesse e dei sogni.

Comunque sia, secondo quanto reso noto dall’Adamo durante la sua campagna elettorale, l’Ing. Viviano, capo ufficio del Genio Civile Opere Marittime, è la persona incaricata di redigere il progetto di messa in sicurezza.

Lo stesso ingegnere Viviano, capo ufficio del Genio Civile OO.MM di Palermo incaricato ad esprimere parere di fattibilità del porto privato in conferenza di servizi.

Appare chiaro un conflitto di interessi, eppure, da quanto risulta, è ancora oggi progettista del porto pubblico e “giudicatore”  di quello privato.

Questa anomala situazione e lo scandalo della mappatura dei fondali allegata al progetto pubblico risultata “difforme” da quella ufficiale,  dove viene confermata l’esistenza di una vasta prateria di poseidonia che insiste nell’area di previsto intervento del porto pubblico, mentre quella allegata al progetto pubblico di fatto l’avrebbe fatta scomparire, fa sorgere troppe domande.

Non tediamo i nostri lettori riscrivendo ciò che con dovizia di particolari ha scritto Giacomo Di Girolamo nella sua inchiesta, riprendiamo solo dal punto in cui si “scopre” che la mappatura della biocenosi allegata al progetto “pubblico”, differisce dall’originale redatto dalla Società Prisma Srl.

In particolare, come si evince dalla nota della Regione Siciliana, Assessorato delle Infrastrutture, questa mappatura, pur riportando la stessa copertina, evidenzia una annotazione “variante 1”.

Ma, mentre la mappatura ufficiale in possesso della Regione Siciliana riportava la presenza della vasta prateria di poseidonia (alga protetta da norme nazionali ed europee) in quella allegata al progetto pubblico invece, di tale alga non se ne rileva la presenza.

L’inchiesta di Giacomo Di Girolamo, quindi,  ha messo in luce un clamoroso quanto “enorme scandalo” i cui contorni e anche i risvolti, appaiono imprevedibili perché è difficile credere che le difformità riscontrate dalla Regione Siciliana alla mappatura, possano essere state messe in atto da un singolo, anche perché il singolo (ma chi ?) quale interesse poteva avere ?
E poi chi poteva essere in grado di tanta professionalità e possibilità di manovra ?
Quali interessi ruotavano intorno a 50 milioni di euro?
Oppure confidava in coperture ?

Forse questa persona o queste persone, contavano su sul fatto che nessuno verificasse correttamente la documentazione e quindi non verificasse la rispondenza delle mappature.

Ma da quanto ci risulta, il RUP del Genio Civile di Trapani, ing. Mollica, appena ricevuto il progetto ha rilevato subito che qualcosa non quadrava e lo ha rimandato indietro alla Regione Siciliana che da parte sua ha cercato di chiarire il fattaccio senza risultato e quindi deciso di informare la Magistratura. .

Troppe sono le domande per non ipotizzare che c’é più di qualcuno che possa aver avuto interesse a ciò.

Ma sono domande a cui sarà la Magistratura a dare una risposta anche perché l’assessorato Regionale della Infrastrutture e della Mobilità non sembra essere riuscito a venire a capo della questione. Infatti   dopo aver convocato una riunione con tutti gli attori, incredibilmente, secondo la nota 75451 inviata all’ing. Capo Genio Civile OO.MM, al reggente di Trapani,  al RUP Salvatore Mollica, alla ditta Prisma Srl, alla Procura della Repubblica di Trapani e alla Società MYR, scrive che gli esiti di tale riunione “a seguito di confronti e ampie discussioni, non hanno sostanzialmente sortito effetti produttivi”.

Ma ciò che fanno clamore l’assordante silenzio della politica ed in generale gli organi di informazioni regionali …., e le dichiarazioni  del sindaco di Marsala Giulia Adamo che fino ad oggi non sembra aver  speso una parola sullo scandalo.

Pietro Viviano, come riporta Marsala.it, sarebbe un uomo vicino a Giulia Adamo, è stato suo consigliere quando Giulia era presidente di Provincia a Trapani.

Ma basta questo per non chiedere a gran voce chiarezza e l’individuazione dei responsabili del fattaccio ?

Di certo, la questione non si chiuderà con il classico bicchiere di vino accompagnato da tarallucci.

Abbiamo contattato il MIR, Ministero per le Infrastrutture,  e da quanto ci risulta … a Roma “nulla sanno”. Strano che di uno scandalo del genere il Ministero da cui dipende comunque l’ufficio del Genio Civile (con tutte le eccezione dello Statuto regionale), non sia stato informato.

Un’ultima domanda: nel corso del Consiglio Comunale “aperto” tenutosi il 12 marzo scorso, si è parlato della questione del porto e in quella data si è saputo che il dott. Vincenzo Falgares, Direttore Generale del Dipartimento Trasporti della Regione Siciliana, con nota dell’8 marzo 2012, avrebbe informato l’ex Presidente del Consiglio Comunale, Alagna, sul reale stato della questione. Non sarebbe il caso che Alagna rendesse noto alla cittadinanza quanto comunicato da Falgares ?