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Marsala. Acqua senza analisi di legge e scopriamo che secondo la Corte di Giustizia europea, il depuratore non è a norma …

Giulia Adamo  ha, nei primissimi mesi di sindacatura, ha dato l’ impressione  di un rinnovamento generale dell’amministrazione della città. Interventi in verità che sono apparsi più propaganda elettorale anche se ormai le elezioni sono passata da tempo, assolutamente non risolutivi e per certi aspetti, anche peggiorativi della gestione Carini.

Molti elettori della Adamo già esprimono forti critiche e non è raro sentire dire da più di qualcuno, di essere deluso di averla votata.

Tra le cose che interessano la città e la salute dei cittadini ci sono due cose che sembrano, come la questione Aimeri Ambiente, quasi un tabù, l’acqua, e quindi la salute pubblica, e l’abusivismo costiero.

L’acqua che viene erogata dal servizio idrico integrato (?)fino ad oggi, a ben 11 anni dalla legge nazionale di riferimento, non risulta essere analizzata conformemente alla direttive sanitarie.

Il sindaco Carini prima, il direttore dell’ASP di Trapani, l’assessore alla sanità regionale, Russo, e perfino il Ministro per la Salute, Balduzzi, ed ora Giulia Adamo a cui abbiamo chiesto cosa intendesse fare per tutela la salute pubblica, non hanno dato alcuna risposta e nessun concreto intervento atto a risolvere il problema è stato mai fatto,  … quasi che il dlgvo 31/2011 non esistesse.

Nessuno finora ha dato risposte. Quasi che intervenire sulla questione acqua tocchi interessi inconfessabili.

Ma quali possono essere questi interessi in una città piena di serre ?

Ora scopriamo che Marsala che si vanta di avere un depuratore delle acque reflue urbane di ultima generazione, è tra le città che secondo la Corte di Giustizia Europa non è in egola con le norme Ue sulla raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue urbane e per non aver rispettato i tempi per la messa a norma degli impianti. (testo integrale della sentenza) http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:62010CJ0565:IT:HTML [1]

Secondo quanto scaturisce dalla sentenza, la normativa violata è la direttiva 271 del 1991 ( …..!!!) , la quale ha introdotto severe norme a tutela dell’ambiente, il termine ultimo per la messa a norma è stato fissato al  31 dicembre 2000, affinché  le reti fognarie e le acque reflue urbane venissero sottoposte, prima dello scarico, a trattamento biologico di depurazione.

Nessun commento da parte dell’Amministrazione Adamo sulla questione.

Aanche se è lo stato italiano ad essere condannato è chiaro che l’amministrazione di Marsala non ha mai sentito, nei decenni, la necessità di adeguarsi alle nromative.

Nessuna nuova, ovviamente, anche  sulla salubrità e potabilità dell’acqua …

E pensare che Giulia Adamo ha “inventato” il dirigente per le grandi opere … quando a Marsala di grandi opere non se ne sono mai viste …         

Di grandi incompiute e di sprechi miliardari si … e tanti anche.  

E si pensa ad aumentare le tasse …