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Elezioni siciliane. A Musumeci, il nazionalista, disarcionato … non rimane che Berlusconi

Giusto il 25 scorso avevamo scritto che  la designazione, peraltro non ufficiale, di Musumeci, un politico di natura nazionalistica, quale candidato alla presidenza della Regione Siciliana a capo di una coalizione che si dichiarava “autonomista”, era la dimostrazione che oramai i partiti tradizionali nazionali erano definitivamente arrivati al fondo del baratro.

Scrivemmo, ed oggi possiamo dire l’avevamo detto, che Musumeci dato da tutti certo quale candidato del “grosse koalition”, non era per niente sicuro di essere nominato candidato ufficiale anche se lui parlava già da candidato in pectore …. lasciandosi sfuggire dichiarazioni contrarie allo spirito della coalizione che lo avrebbe dovuto appoggiare.

Non eravamo convinti, conoscendo bene Lombardo e Miccichè, che quel nome, buttato in pasto alla stampa in un pomeriggio di mezza estate siciliana, fosse la mossa finale come è stata definita maldestramente da qualche esperto in materia.

Una coalizione autonomista non può prescindere da un progetto autonomistico e Musumeci era semplicemente il candidato sbagliato perché come da lui stesso sempre ripetuto, è uno dei fondatori del partito nazionalista La Destra, che come ideologia predominante ha il conservatorismo nazionale …

Ora ritorna Miccichè, apparentemente in rotta di collisione con Berlusconi, ma questa è l’unica cosa che ancora nessuno può dare per certa, e si salda l’alleanza con Lombardo.

 “Prendo atto della determinazione dei soggetti politici che mi hanno chiesto di guidare il progetto di autonomia politica della Sicilia e di rappresentanza piena dei suoi interessi territoriali. Pertanto, sciolgo la riserva e mi candido alla Presidenza della Regione siciliana”.

Così ieri Miccichè. Musumeci, che non sembrava la soluzione migliore ritorna nel limbo della fiamma nazionalista e si aggrappa a Berlusconi sperando in un improbabile ripensamento di Miccichè che intanto ha incassato il via  libera da MPA, MPS e Nuovo Polo.

Ma a Miccichè e Lombardo, se veramente pensano ad un progetto autonomistico sincero, manca ancora l’essenza del sicilianismo.

Se saranno capaci di chiamare intorno a loro, con pari dignità, la galassia autonomista, bhè, allora forse si potrebbe parlare di un nuovo Vespro.

Anomalo, ma un Vespro …