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Catania: AMT presto vetture ferme. E se i cittadini usassero le auto blu del sindaco ?

Niente paura. Se nelle prossime settimane, a cavallo con la fine delle ferie e la fine del torpore estivo, non vedrete più un autobus circolare per le vie di Catania sappiate che non è il sortilegio di un nuovo Houdini.

L’argomento mezzi pubblici, nella nostra città, è stato sempre un tema sottovalutato e mai trattato con la stessa importanza riservata nelle città settentrionali. Generalmente, ma ciò non vale a Catania massacrata da dodici anni di amministrazione di centrodestra, pensare che vi siano tanti cittadini, studenti, anziani o semplici utenti che vogliano un servizio di trasporto pubblico efficiente sembra essere argomento meritevole di sviluppo da parte di qualsivoglia amministrazione politica. 

La situazione all’Amt (Azienda Metropolitana Trasporti, in seguito alla sua trasformazione in Spa nell’agosto 2011) è davvero critica. Poche vetture in giro, mancanza costante di carburante, attese senza fine alla fermata e mezzi che, in confronto ai treni merci che trasportano bestiame, poca è davvero la differenza rispetto a come sono ammassati i numerosi passeggeri.

I sindacati su questo argomento esprimono viva preoccupazione, in quanto i quindici milioni di euro che la società avanza dalla Regione Sicilia non sono proprio bruscolini se si vogliono mettere sul piatto i debiti dell’Amt e l’ultimo stipendio non ancora percepito dai dipendenti.

«Senza i 15 milioni di euro che la Regione deve all’azienda – spiega Mauro Torrisi, segretario generale Fit Cisl Catania – si sta inevitabilmente arrivando al collasso. I lavoratori non hanno ancora percepito le retribuzioni del mese scorso, il numero degli autobus in servizio diminuisce giornalmente per la mancanza di gasolio, per non parlare della grande esposizione debitoria dell’azienda nei confronti di terzi. Col perdurare di questo stato davvero si rischia la sospensione del servizio! Naturalmente, tutto a discapito e a danno sia dei lavoratori, che giornalmente con professionalità svolgono il loro dovere in condizioni drammatiche, sia nei confronti delle classi più deboli della cittadinanza».

Per Torrisi, «non è tempo di inutili e sterili polemiche, ci sono in pericolo 850 famiglie e il sacrosanto diritto dei cittadini catanesi alla mobilità. Occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità e faccia la propria parte. A tal proposito la Fit Cisl di Catania chiederà sin da subito la convocazione di un tavolo fra l’assessorato regionale all’Economia, ai Trasporti, il sindaco di Catania e il presidente dell’Amt SpA per il futuro e il rilancio dell’azienda»

«Se non si pone fine al più presto a questa situazione penosa e dannosa per i lavoratori, per l’azienda e per i cittadini – conclude Torrisi – saranno messe in campo tutte le iniziative per sensibilizzate l’opinione pubblica e la classe politica, per la salvaguardia dei posti di lavoro e per il futuro dell’azienda».

Numeri che dovrebbero far rabbrividire la regione Sicilia ma anche la gestione allegra di una società che ha sempre mostrato falle da decenni a questa parte.

Secondo indiscrezioni, su questi 15 mln di euro, ne saranno probabilmente anticipati una tranche di 6, ma senza chiedere altro ancora.

Alla Regione si pensa adesso alle elezioni, e se i cittadini camminano a piedi è affar loro e non della politica siciliana.

Per ciò che concerne ritardi e autobus stracolmi, penso che possiamo interpretare in questo articolo il sogno di ogni cittadino: vedere un politico dell’attuale giunta Stancanelli o il nostro sindaco in persona fare una lunga attesa alla fermata, con buste della spesa a carico, e poi ricevere spintoni e i cattivi odori dentro un autobus affollatissimo. Che ne dite? non sarebbe un’esperienza maggiormente “formativa” rispetto ai soliti viaggi in auto blu?

Mirko Tomasino