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Elezioni regionali. Ticket Lagalla – Musumeci … ma che mi…ia è ? Musumeci cadrà nel trappolone?

Quando qualcuno, leggi la politica, non ha più niente da dire e la sua credibilità è crollata non ai minimi storici ma a zero, ecco che ci si rivolge all’estero cercando di trovare terminologie amene per cercare di attirare almeno l’attenzione della gente.

Fino ad oggi questi spot americanizzati che non sono valsi in verità a molto per chi li ha utilizzati, Veltroni docet…!, ma oggi anche la deludente casta politica siciliana si affaccia negli USA ed ecco che ti arriva il “ticket” La Galla – Musumeci … !

Ma che cosìè il ticket in politica ? In Italia una solenne presa per i fondelli, sia per chi viene abbinato al candidato presidente, che per gli elettori che some il “vice” saranno buggerati.

Già perché il sistema del ticket che fa parte delle procedure elettive negli USA, vuol dire che il candidato   Presidenza sceglie un vice presidente (in America spesso il  vice è una persona in antitesi del candidato presidente) che fa una campagna elettorale parallela a quella del candidato presidente. Spesso il candidato per la vice presidenza si muove e punta la sua campagna elettorale in aree dove il candidato presidente è più debole.

Ma questa è una situazione che in Italia non solo non funziona,ma appare come una solenne presa in giro, per il candidato vice e per gli elettori.

Musumeci vice ? Di La Galla ? Poco credibile e poi, chi li voterà ?

Il prossimo presidente della Regione Siciliana sarà una figura che nascerà da compromessi ed accordi sottobanco con Raffaele Lombardo, che si voglia o no, a fare da figura catalizzatrice.

Musumeci presidente ?  Tutto è possibile, ma Musumeci, a dispetto dei sondaggisti ha poche possibilità di successo.

Secondo quanto riporta QT Sicilia che afferma di aver “sgraffignato sulla scrivania di un potente” una copia di sondaggi sul gradimento dei siciliani sulla “Sfida Simulata Governatore Sicilia”, i vari candidati svettava proprio Nello Musumeci con un valore centrale del 23% (forbice dal 20 al 26) seguito da Rosario Crocetta col 23% (forbice dal 19 al 25), gli altri si perdevano con numeri ad una sola cifra.

Due osservazioni. Questo potente deve essere molto accorto, ma questa è quasi una regola, di diritto costituzionale se non sa che in Italia non esistono “governatori” ma presidenti di regione.

Secondo, i dati dei sondaggi sono indicativi della pochezza politica dei candidati e confermano, ancora una volta, che alla fine, il nuovo presidente della Regione Siciliana, sarà eletto con  voti dei partiti.

Un candidato con un gradimento medio del 20/25% non è un candidato presidente, ma un candidato dei partiti che lo eleggeranno con i loro voti feudali e poi lo terranno ben stretto nelle loro mani.

Le capriole politiche di questi ultimi giorni specie del “sempre” candidato Miccichè lasciano presagire giorni di intensi colloqui “coperti” per decidere cosa fare.

Ma il dato più interessante era sugli schieramenti a supporto del candidato che manifestava il gradimento dei siciliani verso le forze autonomiste, federaliste e sicilianiste.

Quale inciuci saranno conclusi è difficile a dirsi oggi. Ma di conversioni ad “U” ce ne saranno tante e diavoli saranno alleati con i demoni (ormai di angeli non ce ne sono più)  e malgrado le apparenze, tutte le decisioni saranno prese ancora una volta da Roma, ma questa volta con Lombardo a dirigere l’orchestra.

Comunque andranno le cose, chi perderà saranno, ancora una volta,  i siciliani che vedranno il perpetuarsi di governicchi nati da inciuci e compromessi di bassa politica forieri di assistenzialismo, nepotismo e “allegre amministrazioni”.

Insomma, come sempre … in culo ai siciliani che però saranno artefici dei loro mali.

Scusate la volgarità ma stavolta proprio ci vuole …

I siciliani masochisti ?  No, semplicemente opportunisti, individualisti … e poco propensi a cambiare il sistema “feudale” siciliano.