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La balla della sicurezza con le scorte … Uno status symbol e una chiara dimostrazione di paura dello stato

Il caso di Fini, portato alla ribalta da Libero e da Il Giornale, ha fatto esplodere la vergogna delle scorte e  potrebbe dare lo spunto per una seria  riflessione sulla vergognosa bugia di stato che viene propinata al popolo a proposito delle scorte per necessità di sicurezza.

Tutti da tempo sanno, pure i magistrati, che le scorte non servono proprio a nulla se la mafia, o quelli che erano i brigatisti, o qualsiasi altra organizzazione criminale decide di uccidere un esponente politico o un magistrato.

Le morti cruenti di Falcone e Borsellino e degli uomini della loro scorta, il rapimento di aldo Moro con l’uccisione di ben cinque uomini di scorta avvenuto in piena Roma e successivamente dello stesso Moro,  sono a testimoniare quanto inutile siano certe scorte che impiegano oltre 2.000 uomini che potrebbero essere opportunamente utilizzati per esigenze di istituto implementando la presenza delle forze dell’ordine sul territorio.

E’ il sistema di intelligence e di controllo del territorio  che dà sicurezza, cioè, prevenzione non inutili scorte ad personam.

Purtroppo, tutto l’apparato italiano non ha mai saputo, o potuto,  mettere in atto un serio progetto di controllo del territorio e si prevenzione.

A Palermo scorte e scorticine sono una routine con macchine blu e grigie che scorazzano a sirene spiegate per le strade della città incuranti dei pericoli che possono provocare certe acrobazie.

Sempre a Palermo, intere strade sono vietate alla sosta perché in uno dei fabbricati alloggia un magistrato, picchetti di militari sono presenti 24 ore su 24 davanti ad abitazioni di magistrati.

Se mai la mafia, o gruppi eversivi, decissero di uccidere un magistrato o un politico, come dimostrano i casi Falcone, Borsellino, Moro e altri magistrati uccisi, a morire non saranno soltanto gli obiettivi, ma anche gli uomni delle anacronistiche e vergognose scorte. 

Si chiama sicurezza, si legge privilegio feudale che fa comodo a tutti anche se ora qualcuno, vedi Fini, scrive alla Cancellieri per informarla che non vorrebbe (??) più la scorta.

Strano. Bastava scrivere al Ministro Cancelliere dichiarando tranquillamente di non volerla più … invece, si rimette alle decisioni del Ministro !

Qualcuno, per far apparire queste scorte necessarie, richiamano all’omicidio di Biagi e ripetono fino all’ossessione che non era protetto.

Nessuno che scriva la verità dicendo semplicemente che Biagi è morto non perché senza scorta (sarebbero morti anche i militari), ma semplicemente perché qualche organizzazione criminale aveva deciso di ucciderlo e lo stato non è riuscito, come del resto non riesce mai, a tutelarlo.  

Ora finalmente si discute di scorte, ma non per eliminarle, per ridisegnarle … ovvero, si discute per cambiare tutto affinché tutto resti come è adesso.

Resterà il privilegio e allo stesso tempo la chiara dimostrazione di come lo stato italiano abbia paura di quegli ambienti criminali che non riesce a combattere.

E sempre di scorte ricordiamo la visita a Marsala e Trapani di Casini. Parlamentare senza incarichi di governo per cui è stato mobilitato un esercito.  

Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza , polizia municipale e ovviamente, mischiati tra gli intervenuti, gli “angeli bianchi”, ovvero gli uomini della Digos,  erano ben schierati a proteggere Pierferdinando Casini dalla … furia della folla plaudente!

Via Favorita, la strada dove insiste la storica Cantina dove ha avuto luogo la convention UDC, chiusa ermeticamente dalla polizia municipale per far passare il deputato …. Casini.

Tre auto con lampeggianti accesi, due poste all’inizio e alla fine della strada e una terza nel viale “privato” di ingresso a Villa Favorita erano presidiate da almeno due uomini della polizia municipale.

Noi stessi, all’uscita di Villa Favorita siamo stati costretti dal Vigile Urbano che era davanti al cancello, di imboccare la via verso Marsala e non verso Trapani come nostra intenzione.  Saremmo stati di intralcio o avremmo probabilmente arrecato danni alla sicurezza del deputato Casini a cui bisognava garantire l’accesso senza incrociare altre macchine.

Dall’Ufficio del Governo di Trapani, ente “abusivo” in Sicilia in quanto il rappresentante ello stato è il presidente della Regione, ci fecero sapere che tutto ciò era stato attuato in applicazione del protocollo … (??) .

Il protocollo ? Un deputato nazionale organizza a Marsala un meeting di partito e lo stato, assente quando serve, si manifesta in tutta la sua potenza per “farlo” sentire sicuro in terra di Sicilia.

E ci prendono pure per i fondelli …