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Elezioni siciliane. tre candidati tre … Miccichè il maratoneta, Russo l’outsider e Crocetta, il saltatore …

Archiviata ieri sera la XXX Olimpiade, in tono minore rispetto a quelle di Londra, iniziano quelle Siciliane. Una lunga corsa verso il 28 ottobre, data in cui verranno assegnate le medaglie. In questa estate dalle brevissime vacanze, al massimo una settimana, osserviamo come stanno giocando le fasi preliminari i sedicenti candidati alla presidenza della regione.

GIANFRANCO MICCICHE’

Un maratoneta. Da 5 anni coltiva questa ambizione, da quando gli fu chiesto di mettersi da parte per chiudere una alleanza vincente con UDC e MpA.

Il proprio curriculum vanta diversi incarichi di Governo, da sottosegretario ai trasporti nel 1994, vice-ministro al ministero dell’Economia e delle Finanze con delega allo sviluppo del Mezzogiorno ed ai rapporti con l’Unione Europea e con le Regioni nel 2001. Nel 2005 è nominato Ministro del Ministero per lo Sviluppo e la coesione territoriale. Nel 2006 fino al 2008 è stato Presidente dell’ARS. Nel 2008  sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con delega al CIPE. La competenza sulle questioni di sviluppo del mezzogiorno e sui fondi strutturali europei non è teorica essendo impegnato in queste materie nell’azione di governo, ma anche una conoscenza della macchina regionale in virtù della Presidenza dell’ARS ricoperta per due anni.

Adesso da buon maratoneta corre ancora per la Presidenza della Regione, “consigliato” da Berlusconi in persona, scatenando le ire di chi, in un esercizio onirico, aveva messo in conto la propria candidatura (Castiglione, Leontini, Musumeci, Cascio). Uno sponsor locale d’eccezione Stefania Prestigiacomo ( che potrebbe essere una valida riserva in caso d’infortunio). Voto 6.

MASSIMO RUSSO

Uno sprinter che vorrebbe emulare le gesta di Usain Bolt. Novello politico dell’ultima ora, lascia la magistratura inquirente per un posto da (pseudo) tecnico nelle quattro giunte di governo presiedute da Lombardo, attuando la riforma sanitaria che era stata il pozzo di S. Patrizio della Regione Siciliana (assieme alla formazione professionale).

Uomo antipatico al mondo della politica e agli addetti ai lavori, dovrebbe tentare una ipercura di simpatia per essere presentabile al popolo che dovrebbe votarlo. Se gli allenamenti per migliorare lo sprint saranno adeguati potrebbe essere un buon outsider. Anche se questa candidatura appare alquanto velleitaria, se corre da solo, rispetto a formazioni più composite ed attrezzate. Meglio si accontenti dell’argento in questa gara dei 4×100, l’aspirazione all’oro ci sembra molto utopica. Potrebbe essere un buon vice campione olimpico. Voto 5 e 1/2.

ROSARIO CROCETTA

Inizia la gara in modo autarchico e moderno partendo dal moto spontaneo dei social network. Si presenta come l’uomo antisistema, di rottura coi partiti tradizionali e autonomista in difesa del territorio attaccando, tra l’altro, il tentativo di Monti-Casini di commissariare la Sicilia e strizzando l’occhio alla componente  Autonomista di Lombardo per esaltare la sicilianità della propria candidatura. Salvo poi cedere al centralismo democratico di PD e UDC che lo riconoscono come proprio candidato, in un accordo tutto romano, sull’altare degli interessi elettorali di primavera prossimi, in assonanza con Crisafulli e Cardinale, alla faccia del codice etico che lui stesso dice di volere adottare come “Bibbia” per la formazione della coalizione.

Lancia, il giorno prima della designazione, una bordata verso il PD, in cui, secondo Crocetta, in aggiunta alle “cripto-checche mascherate (in vulgaris froci nascosti ndr) in qualche frangia estremista”, coverebbero personaggi “più omofobi” che nell’Udc.

Adesso in un’orgia di istrionismo smentisce mesi di dichiarazioni proprie (vedi anche ns. intervista del 31 luglio). Un campione del salto con l’asta. Meriterebbe la medaglia d’oro in questa specialità. Intanto gli diamo un bel 4 per il camaleontismo estremo.

Adomex