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Elezioni siciliane. C’è un arbitro, e quell’arbitro è Raffaele Lombardo

“Da ora ci chiameremo Partito dei Siciliani, prepariamoci ad andare da soli con il Nuovo Polo”. Questo è quanto afferma Lombardo a margine della riunione della direzione del MpA. Ma da solo non andrà. Non è avvezzo a imprese velleitarie e sa benissimo che questa è un’operazione a perdere. Certo, potrebbe rilanciare anche dopo le elezioni, a risultato ottenuto, sa benissimo che se la pattuglia dei “nuovopolisti” avrà una consistenza numerica cospicua avranno bisogno di lui per governare.

Però l’appeal che potrebbe suscitare in una operazione vincente, e questa così non lo è, nei confronti di possibili candidati è una cosa da mettere in conto. La caccia al candidato è aperta e nessuno vorrebbe imbarcarsi in una manovra soccombente, per cui….. memento homo.

In pochi giorni il panorama politico è cambiato. Crocetta da candidato autonomo, autonomista, sicilianista, antisistema, cede al centralismo democratico di PD e UDC. Cede anche al dictat di Casini che ha messo il veto sull’Mpa e a quello del Pd siciliano, l’ala D’Antoni-Crisafulli, che ha deciso di sostenere Crocetta a patto che non faccia nessun accordo con i lombardiani. Ma se una settimana proprio Crocetta fa ai nostri microfoni aveva tracciato una linea diversa. Misteri, ma non tanto, della ragion di stato e della coerenza.

Verrebbe anche da dire, a questo punto anche se lo sosteniamo da anni, che la politica fin qui suggerita e promossa da Giovanni Pistorio sia stata un fallimento sia nel breve che nella prospettiva. Un danno all’azione del governo regionale ed un isolamento attuale. Ma questo non lo diciamo ritenendo il senatore del MpA un simpatico giovane (sic) virgulto che ha ancora tanto da imparare.

Intanto il MpA cambia pelle. La  speranza sta nel fatto che non sia solo un mero fatto estetico e nominale ma abbia anche qualche consistenza, sia endogena, nella conduzione politica e nella formazione della classe dirigente che non può essere sempre la stessa (non basta certo solo la proposizione di Massimo Costa per esaurire il vernissage), sia esterna, nel riposizionamento strategico, visto che gli alleati di ieri (PD), promossi da Pistorio, sembrano adesso demonizzare Lombardo e i suoi “figli”. Occorrerebbe un’autocritica rigorosa che non ci sarà perché bloccata da una insuperabile presunzione genetica. Anche se la storia adesso gli da la pagella.

Ma guardiamo adesso al resto del panorama:

  1. La sinistra ha almeno altri tre candidati, Fava (SEL), Giancarlo Cancelleri (Mov.5stelle), quello dell’IDV come dichiara Orlando, e se non bastassero questi anche qualche sommovimento interno al PD che vorrebbe la Borsellino.
  2. Il Centrodestra non sta meglio con Miccichè, Leontini, Cascio, Musumeci e tutti quelli che vedono frustrate le aspirazioni di leadership come Castiglione, che dà di testa ed azzera la giunta provinciale per avere spazio di contrattazione, un do ut des di posizioni di potere da scambiare pro domo sua, ma anche qui siamo in presenza di un ragazzino, figlio di famiglia, che della presunzione fa il proprio punto d’orgoglio. Non migliora certo la situazione.

Con siffatta situazione l’arbitro potrebbe essere proprio Lombardo. Fa bene ed è intelligente Micciché ad affermare che una formazione politica presente territorialmente ed importante come il MpA, o quello che sarà, non può essere trascurata. Vede lontano, anche perché alla fine del gioco sarà decisivo il gradimento proprio di Lombardo sulla scelta del candidato…vincente.

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