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A Massimo Costa, da parte di una di quelle 35 sigle

In merito all’articolo a firma di Massimo Costa apparso l’8 agosto su LinkSicilia.it (“Costa: l’unione dei siciliani? Può attendere” [1]), L’Altra Sicilia si vede costretta a fare una precisazione: la nostra associazione non ha mai posto alcun veto sulla presenza o sulla candidatura di nessuno, nemmeno di quel Sig. Di Pasquale che avevamo preso ad esempio per un certo modo di fare politica nel nostro comunicato dello scorso 31 luglio.
E per non rischiare ulteriori malintesi, chiariamo subito che non aspiriamo a nessuna candidatura “nostra”.

Sarebbe bastato leggere il pezzo “incriminato” [2] per quello che è, e cioè un comunicato squisitamente politico, per capire come in realtà si stessero ponendo dei legittimi dubbi sulla natura del progetto che si andava delineando.
Dubbi che potevano essere tranquillamente sciolti nella giusta sede (nei fatti L’Altra Sicilia chiedeva di sedersi ad un tavolo per capire meglio dove si stava andando a parare, come chiarito nella parte finale del comunicato stesso).

Potremmo anche chiudere la cosa con queste poche righe, se non apparisse ora netto il rischio di fraintendere a nostra volta le parole di Costa.
Infatti, la frase dell’ex esponente di punta de L’Altra Sicilia (“L’Altra Sicilia […] poneva veti sulla presenza di Di Pasquale”) la potremmo anche leggere come la risposta alle nostre richieste, e cioè come una porta sbattuta in faccia.

Gentile Professore, per noi va benissimo così. D’altronde per come la mette Lei siamo solo una di quelle “circa 35 sigle sparse per la Sicilia”, anche se in fondo siamo sparsi per il mondo e non solo per la Sicilia.

Ed anche se in fondo, dopo averla candidata come sindaco di Palermo sotto la nostra sparsa sigla e senza apparentamenti di comodo (leggi compromessi) che facilitassero dopo un’assenza secolare l’apparizione della bandiera siciliana sulle schede elettorali, ci ricordiamo ancora vividamente la richiesta proveniente da alcuni “quartieri” di Palermo circa l’utilizzo esclusivo del nostro insignificante simbolo in Sicilia.

Caro Professore, come detto in un altro recente comunicato, gli ideali in Sicilia ci sembrano veramente pochi e confusi e gli incidenti di percorso descritti nel Suo articolo di LinkSicilia non ci stupiscono: già qualche anno fa gli stessi incidenti le avevano suggerito di trasformare L’Altra Sicilia in partito politico.

Proprio per questo, in qualunque momento Lei dovesse decidere di prendere in considerazione seriamente i nostri dubbi, noi saremmo sempre a Sua disposizione, umilmente e per come compete ad una di quelle 35 sigle. Ma sparsa ben oltre i confini insulari della Sua Sicilia.

Ufficio stampa
L’ALTRA SICILIA – Bruxelles