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L’euro, la BCE, un po’ di culo, il Sardex e poi … il Sicanex o Sìculo!

Non sono certo di riuscirci, ma proverò a mettere un po’ di ordine, per me stesso innanzitutto, in quello che mi pare di aver capito!
In quello che mi pare di aver capito, lo sottolineo, … non sono né un economista, né un arguto conoscitore della materia. Non escludo, … anzi, sono certo che vi saranno grossolane inesattezze. Non mi dispiacerebbe, quindi, se qualcuno mi desse gli opportuni chiarimenti!
PUNTO UNO: Stati a moneta sovrana
Un qualsiasi Stato che emetta moneta sovrana, indebitato quanto si voglia, difficilmente, molto difficilmente, arriverà alla bancarotta!
Pare che lo stesso Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve americana, abbia un giorno dichiarato … «un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana»!
Gli Stati Uniti hanno un debito pari al 140÷150 percento del PIL!
Il Giappone ha già da un pezzo oltrepassato la soglia del 200 percento!

Non sta tanto meglio il Regno Unito!

Valori che dovrebbero fare impallidire i “miseri” valori raggiunti dalla povera Grecia, … la meravigliosa Grecia del mio viaggio di nozze, una vita fa …, dall’italico ex bel paese, dall’Irlanda, dalla Spagna e via dicendo.
Eppure, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e tanti altri se ne impipano del loro debito, … semplicemente perché posseggono una loro moneta sovrana, ne sono i proprietari e possono emetterne in qualsiasi momento per pagare almeno parte del loro debito e rilanciare la loro economia, … senza fine!
E, nel momento in cui emettono moneta, la prendono in prestito praticamente … da se stessi!

Anche l’italico ex bel paese aveva la sua bella moneta sovrana, quella liretta tanto vituperata che, oggi, farebbe forse tanto comodo. Sostanzialmente, la Banca d’Italia, gestita direttamente dallo Stato e non, come oggi è, di proprietà di banche private, … la Banca d’Italia, dicevo, su indicazioni del governo, emetteva il denaro necessario per la realizzazione di opere pubbliche, per garantire l’assistenza sanitaria o l’erogazione delle pensioni e via discorrendo. Il denaro andava direttamente alle imprese ed ai cittadini, stimolava la produzione ed i consumi e ritornava allo Stato sotto forma di tasse. Lo Stato era, quindi, debitore esclusivamente di se stesso, nulla dovendo a soggetti terzi. Gli immancabili inconvenienti legati all’inflazione, poi, erano comunque controllabili con l’espansione economica e l’aumento della produzione.

Condizioni analoghe immagino vivessero le varie Grecia, Spagna, Irlanda e via dicendo, se è vero, come è vero, che per lo stesso accesso all’euro fu loro imposto il rispetto di stringenti condizioni, … essenziale attestazione, sulla carta, di un ottimo stato economico.
Sottolineo, anche in questo caso, sulla carta, in quanto mi pare sia incontrovertibile che i successivi accadimenti abbiano rappresentato e rappresentino la più clamorosa smentita che si potesse immaginare!

PUNTO DUE: Stati senza moneta sovrana
Cosa accade, invece, a quegli Stati che non abbiano, … che non siano proprietari di una loro moneta sovrana?
Uno sguardo all’area euro!
L’euro NON è di nessuno! È semplicemente “gestito” dalla BCE, la Banca Centrale Europea.

O, meglio, a dare ascolto ad un’autorevole voce sull’argomento, il finlandese Olli Rehn, commissario europeo per gli affari economici e monetari, nonché vicepresidente della commissione europea, … all’emissione, le banconote apparterrebbero all’Eurosistema, ossia all’insieme di BCE e banche centrali nazionali; nella fase della circolazione, invece, al titolare del conto di addebito, a chi accetta di indebitarsi, in poche parole!

E chi accetterebbe di indebitarsi!? …

Qualora uno Stato (ex sovrano!) necessiti di denaro, … non ha che da chiederlo …!!!

Ovviamente, dovrà “acquistarlo” sui mercati finanziari, emettendo titoli che alla scadenza andranno pagati, … che andranno REALMENTE pagati!
Sulla base delle esigenze delle singole banche centrali, è la BCE che stabilisce quanto denaro va stampato e, poi, dato in prestito alle banche commerciali, a tassi vantaggiosi (recentemente, pare, all’1 percento!). Le banche commerciali, a loro volta e sempre che lo ritengano opportuno e conveniente, innanzitutto nel loro precipuo (se non esclusivo!) interesse, … le banche commerciali potranno utilizzare questo denaro per acquistare ben più profittevoli titoli del debito pubblico!

A cittadini ed imprese non rimarrebbe che sperare nella loro benevolenza e generosità …!

I singoli Stati, dal canto loro, non più “proprietari” di una loro moneta sovrana, vedrebbero aumentare i loro debiti (VERI!), ad ogni nuova richiesta di emissione di denaro contante!

Ribadisco, non sono esattamente certo della piena correttezza di quanto sopra riportato. Ma, se anche solo in parte lo fosse, vi sarebbe da rabbrividire!

Qualche anno addietro, gli spagnoli affermarono orgogliosamente che la loro economia aveva superato quella italiana e che, a breve, avrebbero avuto a tiro quella francese!

Come è finita? 100 miliardi di prestiti, disoccupazione al 25 percento, tagli alla spesa sociale, privatizzazioni selvagge, aumento dell’età pensionabile, … speculazioni finanziarie (da parte delle grandi banche d’affari?) e via discorrendo …

Dopo la Grecia, … la Spagna! Chissà che, a seguire, …

Per inciso, nell’italico ex bel paese, la richiesta di denaro contante è ben più alta che altrove (vedi Germania), dove più diffuso è, invece, l’utilizzo di carte di credito e di altri strumenti di pagamento virtuale, … questi ultimi a costi pressoché nulli!

E, come detto, maggiore è la richiesta di denaro contante, maggiore è l’indebitamento di uno Stato.

PUNTO TRE: la Sardegna ed il Sardex!
Dalla fantasia, dall’intuito di alcuni giovani sardi, dalla loro capacità anche di studiare gli esempi del passato, … è nato il Sardex!

Vale un euro, ne girano già più di un milione … e si trova solo in Sardegna, utilizzata esclusivamente per transazioni ed acquisti online!

Una sorta di “camera di compensazione di crediti e debiti”, da utilizzare, senza l’applicazione di alcun interesse, nello scambio di beni o servizi! Ed anche una specie di finanza etica e solidaristica, dove gli altri aderenti vengono in aiuto di chi è in difficoltà, dandogli fiducia e sostegno! Praticamente, le imprese stesse si danno credito tra loro!

A fronte del pagamento di un canone annuo di iscrizione, già alcune centinaia di aziende garantiscono NON già l’accumulo di capitale, quanto la circolazione di valuta negli scambi commerciali!

L’esempio, il modello storico di riferimento è il Wir, circuito svizzero sorto nel 1934, immediatamente dopo la grande depressione economica del 1929. Oggi conta circa 70 mila aderenti!

PUNTO QUATTRO: ed in Sicilia?
Pare che l’esperimento del Sardex sia destinato ad espandersi clamorosamente.

Se non è una bufala, in Sicilia sembra sia già più che un embrione il Sicanex!
A parte gli ironici commenti di qualche intelligentone di lassù, che suggerirebbe di ribattezzarlo con un più mafioseggiante Sicariex …, personalmente propenderei per un altro nome, a noi più familiare, … magari Siculo.
Certo, … mi rendo conto che le sue ultime lettere potrebbero dare il fianco a qualche colorito sfottò, … ma, per come siamo messi, credo proprio che … un po’ di culo non guasterebbe …!

 Sikeloi