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Etica e trasparenza. L’ARS ha deciso: condannati ed inquisiti continueranno ad essere nominati ed eletti …

(Adomex) Il procuratore aggiunto Antonio Ingroia qualche tempo addietro: “Il Parlamento siciliano è lo specchio fedele di una società e di una classe dirigente profondamente inquinata, soprattutto ai piani alti, dalle collusioni con il sistema mafioso. Purtroppo non è una novità, né una sorpresa”.Parole molto dure nei confronti dei rappresentanti del Popolo Siciliano che siedono a Sala D’Ercole, aspre, da scontro istituzionale, che allora definimmo improprie e inappropriate, malgrado l’alto numero di inquisiti ufficiali (soggetti oggetto di provvedimenti giudiziari) e nascosti, per la segretezza delle indagini ancora in corso o in corso di provvedimenti.

Ricordiamo che in quell’occasione anche molteplici voci provenienti dagli scranni dell’ARS si levarono.

Primo fra tutti Leontini che rispose: “O si è trattata di un’affermazione che è andata al di là delle intenzioni, o dobbiamo forse anche investire la Commissione antimafia per fare luce su quanto detto da Ingroia”.

Ma l’esito della votazione dell’emendamento proposto dal Presidente della Commissione Antimafia On. Lillo Speziale che avrebbe impedito la nomina di inquisiti da parte della regione Siciliana e le modalità della bocciatura dello stesso, a questo punto ci fa riflettere. Era un emendamento, quello di Lillo Speziale che avrebbe introdotto il divieto per sindaci, presidenti di Provincia e del presidente della Regione di effettuare nomine o assegnare incarichi di consulenze nella pubblica amministrazione, in enti e società partecipate a soggetti sottoposti a rinvio a giudizio o che hanno subito condanne per mafia, corruzione o associazione a delinquere, corruttori e pregiudicati di vario tipo. “Troppe volte sono stati nominati in enti pubblici soggetti rinviati a giudizio per reati gravi contro la pubblica amministrazione –ricorda Speziale- e purtroppo ci sono esempi di questo tipo anche all’interno del Parlamento regionale e nazionale».

Questo non è piaciuto a 39 deputati siciliani che lo hanno bocciato a scrutinio segreto, mentre per la legge c.d. blocca nomine, votata nella stessa sessione, tale modalità di voto non è stata richiesta.

Quindi a prescindere dai 39 deputati regionali che hanno bocciato il provvedimento proposto e che risultano ignoti in quanto coperti, non dalla vergogna, bensì dalla segretezza del voto, dovremmo andare a ricercare chi e perché ha proposto tale modalità di votazione, per coprire i sudici parlamentari che hanno bocciato la proposta favorendo così le eventuali nomine di farabutti, tali o presunti e non farsi additare in tal modo al pubblico ludibrio?

Stava per essere ammesso a voto palese l’emendamento Speziale che tutto il PD appoggiava, quando improvvisamente su richiesta di alcuni deputati di vari partiti arriva la richiesta, ottenuta con l’avallo della Presidenza dell’ARS, del voto segreto.

La proposta della segretezza, pro domo sua, parte dal vice presidente dell’Antimafia (IRONIA DELLA SORTE) Rudy Maira del Pid, indagato a Caltanissetta in un’inchiesta su appalti pilotati, che ha sostenuto addirittura l’incostituzionalità della norma (FORSE IN UNO STATO DELINQUENZIALE COME LO INTERPRETA LUI), “che ha il solo scopo – ha detto Maira – di guadagnarsi qualche pagina di giornale. E magari fare additare chi non è d’accordo (MA NO) come componente di una ‘casta (INVECE COM’E’ ?)’, specie in questo periodo di grande diffidenza per la politica (CHE A QUESTO PUNTO MI PARE CORRETTA)”.

Che faccia di bronzo. Noi sosteniamo che sarebbe meglio guadagnarsi qualche pagina di giornale per una proposta di un provvedimento etico che invece per qualche notizia criminis, che ne pensi Rudy.

San Girolamo, sentendo ciò, avrebbe affermato: dum excusare credis, accusas (“mentre credi di scusarti, ti accusi”), non affannarsi a giustificare il tuo operato senza che sia richiesto, può infatti venir recepito come un atteggiamento sospetto, un indizio del fatto che si abbia qualcosa da nascondere. E tu caro Rudy Maira qualcosa da nascondere non ce l’hai? Non c’è rossore né pudore nemmeno nel PdL che compatto ha votato per bocciare il provvedimento, immaginiamo se avessero permesso il taglio di nomine per gli “amici”.

Chi si associa a Maira nella richiesta? Riccardo Minardo (Mpa), arrestato e poi scarcerato per associazione per delinquere, truffa aggravata e malversazione ai danni dello Stato, Salvino CaputoFabio Mancuso (Pdl), il primo condannato in appello ad un anno e cinque mesi di carcere per tentato abuso di ufficio, il secondo arrestato su ordine del gip di Roma per associazione per delinquere, finanziamento illecito ai partiti e bancarotta fraudolenta. E Giovanni Greco (Mps) e altri. Ottima compagnia.

“Sarebbe stato un atto di stima al lavoro che quotidianamente fa la magistratura per smantellare le relazioni fra mafia e politica. – dichiara Pino Apprendi- Mi riferisco soprattutto a chi non ha manifestato il proprio pensiero nascondendosi dietro il voto segreto e questo, un giorno dopo l’anniversario del ventennale delle stragi non ci fa onore”.

Una parte del Parlamento si è nascosta dietro il voto segreto per impedire l’approvazione di una norma di buonsenso –dice Cracolici Capogruppo del PD- che avrebbe fatto solo bene alla nostra isola. Credo sia giusto che chiunque riceva un incarico fiduciario da un sindaco, da un presidente della provincia o dal presidente della Regione, sia al di sopra di ogni sospetto – ha concluso – chi viene nominato deve avere quei requisiti a garanzia delle istituzioni». Al rammarico del Pd si aggiunge quello di Futuro e libertà. Il suo capogruppo all’assemblea regionale, Livio Marrocco, ha espresso insoddisfazione per la bocciatura della proposta, «un’occasione persa da parte dell’Ars» nel dare «una risposta concreta alla gran voglia di legalità che giunge dagli elettori.

Ma una novità in tal senso, come ben sostiene Ingroia, ancora non c’è, on.le Presidente Speziale.