Potrebbe partire per il Guatemala già nel prossimo autunno. Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo, avrebbe accettato un incarico che da tempo gli era stato proposto dall’ONU.
Il procuratore non hai nascosto l’apprezzamento per un Paese che ha da sempre dimostrato una profonda stima nei confronti dei giudici antimafia italiani.
Senza dubbio, in Italia si respira un forte clima di tensione verso i magistrati che spesso vengono ostacolati nelle loro indagini, ma a spingere Ingroia verso questa decisione radicale sarebbero ragioni ancor più profonde .
«Io non mi sento in guerra con nessuno, però che sia diventato un bersaglio questo lo avverto anch’io. Non mi appartiene la logica della guerra, in questi anni ho cercato di muovermi sempre seguendo gli insegnamenti di Paolo Borsellino»: questo è quanto egli ha dichiarato al quotidiano La Stampa.
La partenza per il Guatemala sembra essere prevista per il prossimo settembre. “Da tempo le Nazioni Unite mi hanno proposto l’incarico – dice il pm – La proposta la considero una sorta di prosecuzione della mia attività in Italia. In quelle latitudini, per fortuna, i giudici antimafia italiani sono apprezzati anziché denigrati e ostacolati” (fonte Repubblica).
Il magistrato dovrebbe ricoprire un incarico annuale di capo dell’unità di investigazioni e analisi criminale contro l’impunità nel Paese .
Sabrina Gottuso
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