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Marsala. Altro che spending review … Al Comune un punto luce pubblico gestito da “privati” costa quasi tre volte che in “House”

L’Amministrazione Carini è passata con molte gioie per i privati, o meglio per chi si è accaparrato servizi e forniture, e tanti dolori per i cittadini. Ora c’è Giulia Adamo e molti si aspettano che le cose cambino o quantomeno migliorino. E’ possibile che cambino ma la condizione principale è il “gruppo” che il sindaco formerà per essergli di supporto nella sua azione amministrativa.

I primi segnali non incoraggiano molto a cominciare dalla giunta che ha nominato. Anche le immediate decisioni circa i dirigenti ci lasciano alquanto perplessi perché come diceva il Principe di Salina … in Sicilia tutto cambia per rimanere tutto come prima, ed alla fine a parte il giro di valzer tra D’Orazio e Patti, cambierà soltanto il fatto che a nomine politiche ci saranno altre nomine … politiche.

A Marsala di sprechi ce ne sono a bizzeffe e solo se si vogliono vedere si può intervenire, ma soprattutto bisognerebbe capire il complesso meccanismo amministrativo, indicare precisi obiettivi ai dirigenti chiamandoli alla verifica “vera” a fine anno.

Noi, con la fine dell’amministrazione Carini, abbiamo cominciato una serie di verifiche sui costi della macchina amministrativa e ci stanno riservando sorprese “allarmanti” che dimostrerebbero come in città tutto quanto è di pertinenza pubblica è un affare per i privati …

Prima però, vorremmo parlare dei dirigenti. Marsala ha solo tre dirigenti vincitori di concorso e sono  6  i nominati per scelta politica. Analizzando attentamente la macchina amministrativa marsalese si evince che la stessa dovrebbe essere suddivisa in tre macro settori (tecnico, amministrativo e logistico) con l’aggiunta di un settore Trasporti e acqua che per la sua complessità ha necessità di un dirigente dedicato.   

Se Giulia Adamo partisse da queste considerazioni, potrebbe già razionalizzare il personale e i tanti “posizione organizzativa” alcuni dei quali organizzano loro stessi, per una migliore gestione dell’ente.

Cominciamo con l’illuminazione pubblica. La città di Marsala ha circa 20 mila punti luce variamente amministrati.

Circa 18 mila sono stati dati in concessione quinquennale dall’amministrazione Carini con un contratto capestro, in termini di costi, per il Comune. Infatti alla Gemmo Spa, il Comune corrisponde annualmente quasi due milione di euro (€ 1.874755,08) per la manutenzione ordinaria e spese per elettrica dei pali di illuminazione pubblica. Costo per punto luce € 104/anno.

A questi vanno aggiunti 1.112 punti luce in concessione alla Società SOLE del gruppo ENEL si dal lontano 1976 al costo annuo di 95.391,62. Con un costo medio per punto luce di € 87,78/anno.

Ed infine, 1.500 punti sono in gestione diretta del Settore Lavori Pubblici con una spesa annua di € 57.000, pari ad un costo per punto di illuminazione di € 38.

Ricapitolando, con la Società GEMMO il costo medio è di euro 104, con la SOLE 87,78 mentre la gestione diretta è di “SOLI” 38 per punto.

Dati ufficiali, desunti da documenti del Comune che ci dicono che se il Comune gestisse l’illuminazione pubblica in “house” avrebbe un costo annuo complessivo di
 € 783.256,00 , cioè circa il 140% in meno di quanto non sopporta con appalti a privati.

La domanda che sovviene spontanea è: è stata una decisione politica dell’amministrazione ,  oppure è stato un progetto dirigenziale accettato dalla giunta municipale senza valutare i costi ?

Quale che sia la risposta, alla fine paga il cittadino ma  sarebbe interessante capire se qui siamo in presenza di una “sana” ed “efficiente” amministrazione oppure, semplicemente … una amministrazione strana ed incomprensibile.

Eppure, siamo a conoscenza del fatto che qualcuno all’interno del Comune ha fatto presente che i costi erano spaventosamente alti …

Alle prossime puntate, con telefonia ed appalti di servizi …