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E dopo il punteruolo rosso ecco il Drosophyla Suzukii Matsumura“il giapponese” che attacca la frutta

Drosophila suzukii Matsumura [1] Ha gli occhi a mandorla l’ultimo insetto nocivo della frutta approdato in Sicilia. Il nome scientifico di questa new entry in Italia (il primo avvistamento a Trento) è Drosophyla Suzukii Matsumura, dal nome del  giapponese Suzukii Matsumura che lo scoprì nel 1931,  a cui noi dell’Osservatorio abbiamo dato il nome “il giapponese”. Le prime avanguardie nell’Isola sono state  scoperte  dai tecnici delle SOAT e dell’Osservatorio per le Malattie delle Piante in provincia di Catania, precisamente nei comuni di Mascali e Giarre.

A differenza di altre specie della stessa famiglia di insetti, questo insetto patogeno originario del sud est asistico, attacca esclusivamente i frutti sani in via di maturazione. La femmina vi depone le uova determinandone la conseguente distruzione. Nell’arco della sua esistenza l’insetto è in grado di riprodursi per diverse generazioni.

Al momento – secondo quanto riferisce Confagricoltura Sicilia – non esistono in Italia prodotti fitosanitari registrati per difendere le colture da questi  attacchi nocivi.

La Regione Lazio ha adottato alcune misure fitosanitarie di primo intervento quali:

– l’organizzazione di monitoraggi;
– l’individuazione puntuale degli areali di diffusione e delle zone a rischio;
– la rimozione fisica dagli impianti infestati di tutti i frutti maturi invasi;
– la distruzione o l’interramento dei frutti attaccati;
– l’utilizzazione di trappole esca con insetticidi.

Prove preliminari condotte negli U.S.A sembrano indicare una buona efficacia per i principi attivi malathion e z-cypermethrina. Spinosad (impiegato sia in trattamenti aerei che come esca) e piretrine hanno dimostrato una discreta efficacia ma scarsa persistenza d’azione.  Sono necessari interventi ripetuti, specialmente in presenza di forti infestazioni, da concentrare nel periodo della maturazione dei frutti (dall’ invaiatura in poi). È di fondamentale importanza alternare i principi attivi, allo scopo di scongiurare fenomeni di resistenza nelle popolazioni ed estendere i trattamenti su vaste aree.

Il riferimento è alla Bactrocera invadens, una mosca che oltre alla frutta attacca e  danneggia anche le piante. Scoperta per la prima volta in Kenia nel 2003, si è rapidamente diffusa in tutti  gli stati limitrofi fino a giungere nella provincia settentrionale del Sudafrica, il principale paese africano esportatore di frutta.

“E’ ancora attuale – conclude il Presidente Diana – l’allarme per il nuovo ceppo del virus della tristezza già comparso in Europa e che rischia di arrivare presto anche in Sicilia. Questo ceppo è in grado di superare la resistenza dei portainnesti che a partire dal 2004 si stanno utilizzando per  fermare la prima avanzata del virus. Occorre quindi mettere immediatamente in campo una rete speciale di protezione per difendere il patrimonio frutticolo siciliano con il ricorso alle barriere fitosanitarie, l’unico strumento utilizzabile e che ha consentito alle nuove potenze emergenti di aumentare i loro indici di sviluppo.”