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Abusivismo costiero … per necessità! La denuncia de L’Altra Sicilia già nel 2000

logo_laltrasicilia [1]Correva l’anno 2000, ovvero, l’anno 5760  della “creazione del mondo” ….

Il riferimento biblico non è casuale perché la questione dell’abusivismo costiero in Sicilia è “biblico” , ma mentre la Bibbia ci racconta della nascita del mondo, l’abusivismo costiero nell’Isola ci racconta e ci presenta una vergognosa situazione sociale opportunamente sfruttata ed incentivata da una classe politica regionale indecente.

Come non ricordare le dichairazioni di importanti esponenti politici locali che quasi a giustificare, anzi a giustificare l’abusivismo, parlare di “valvola di sfogo” per l’economia asfittica.

L’edilizia abusiva e soprattutto costiera, aveva i suoi angeli custodi: i politici.

Scriveva l’Altra Sicilia che “l’Abusivismo di necessità é il termine adottato da alcuni responsabili dell’attuale governo regionale per giustificare una serie di provvedimenti che rischiano di gettare gravi sospetti sulla classe politica attualmente al governo della Regione e sul patrimonio paesaggistico architetturale che costituisce il tesoro dell’ Isola.

Noi dell’associazione “L’Altra Sicilia”, insieme a tutti i siciliani che vivono all’estero, che apparteniamo a quella schiera (numerosa, purtroppo)cui l’inettitudine delle classi dirigenti ha imposto con la partenza, la scelta forzata di abbandonare la terra in cui siamo nati per andare a cercare quello che i nostri politicanti non hanno saputo né voluto offrirci; e a quella schiera di emigrati per forza quindi che, cresciuti tenendosi dentro quel lieve fastidio, vero e proprio « male oscuro » che ci dà la nostalgia di luoghi e di gente, ma soprattutto che ci fa osservare l’Isola da lontano, con gli occhi dell’amore e del disincanto, dobbiamo oggi storcere il naso e porci delle domande.

Alla luce quindi del dibattito che si sta sviluppando in tutta la stampa nazionale circa la necessità di procedere al condono degli abusivismi edilizi che hanno fatto scempio dell’Isola, noi de L’Altra Sicilia proponiamo una procedura che, almeno, possa semplificare le cose: Invitiamo le autorità regionali e la magistratura a procedere senza indugio ad una verifica globale delle migliaia di case abusive. Se in questa verifica risultasse che queste case sono effettivamente case di prima necessità – che però non si costruiscono certo in riva al mare – le autorita’ regionali intervengano pure con il condono.

Se cosi’ non fosse, “L’Altra Sicilia” invita le autorita’ regionali a denunciare alla magistratura i proprietari per falsa dichiarazione, facendo entrare immediatamente in azione le ruspe, sollecitando, nello stesso tempo, la magistratura a prendere provvedimenti per quelle autorita’ locali che nulla hanno fatto, chiudendo gli occhi e lasciando fare.

“L’Altra Sicilia” poi si domanda inquieta il perché della recrudescenza degli incendi dolosi che hanno distrutto migliaia di ettari di macchia mediterranea e di boschi, specialmente le aree coperte da vincolo paesaggistico e ambientale e avanza il sospetto che questi incendiari, che la stampa chiama generalmente mafiosi, altri non siano che i poveri sicari di gruppi di speculatori al di sopra di ogni sospetto, che poi interverranno col cemento e con l’edilizia selvaggia nelle aree che il fuoco ha liberato dagli alberi e dalle foreste.

Ma l’uomo continua imperterrito nella sua opera di distruzione della natura, natura che non perdona e un giorno, come l’attualità ci ha drammaticamente dimostrato a Sarno ieri e a Soverato ancora oggi, farà rivivere all’uomo – purtroppo spesso non a quelli che l’hanno avvilita, martorizzata, scempiata – dolori già vissuti”.