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Elezioni amministrative. In Sicilia “strana” astensione totale dei detenuti . Grasso sembra sottovalutare … ma sbaglia

In Sicilia alle elezioni appena conclusesi nelle carceri non ha votato praticamente nessuno. La cosa è anomala e non sembra potersi ricordare un simile episodio nel passato.

Su 2.693 detenuti solo in cinque hanno votato con il risultato di tre schede valide e due bianche.

Non si riscontrano comunicati ufficiali da parte del Ministero della Giustizia, ma la notizia è ampiamente riportata dal web e commentata, secondo Grandangolo, il giornale di Agrigento, nientemeno che da Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, che avrebbe dichiarato “Sono due le interpretazioni che si possono dare se nelle carceri di Palermo non si è votato: una protesta nei confronti della politica o che nessuno ha dato indicazioni di voto come si faceva una volta”.

Grasso avrebbe continuato “ … ”o è una sorta di protesta nei confronti della politica, oppure ”ci potrebbe essere un’altra motivazione, che e’ positiva, e cioè che nessuno ha dato indicazioni sul voto come si pensava una volta, perchè mancano strutture capaci di farlo”.

Silenzio invece da parte della politica e poca o scarsa attenzione da parte degli organi di stampa.

Eppure, la questione non può essere circoscritta nelle affermazioni attribuite a Grasso che, con il rispetto dovuto alla sua persona ed alla sua carica, ci appaiono alquanto semplicistiche perché lui afferma che non ci sarebbe nessuno a dare le indicazioni. Ma il non voto, o sciopero del voto, perché così si può definire, non può essere solo un caso né tantomeno si può pensare che quasi tremila persone, improvvisamente, decidono, in piena autonomia di non votare.

Il  FNS, Fronte Nazionale Siciliano, Sicilia Indipendente, scrive : “…È proprio da interpretare “positivamente” – se vero, – il fatto (anzi: il “fattaccio”) che i detenuti, nelle carceri siciliane, si sarebbero astenuti totalmente dal voto nei giorni 6 e 7 maggio 2012?
Questa diserzione elettorale, infatti, sarebbe troppo simile ad uno “SCIOPERO ORGANIZZATO”. Appare troppo COMPATTA per essere spontanea e libera! E … per essere una semplice “ASTENSIONE”.
Tanta “COMPATTEZZA” non significherebbe, per caso, che qualche potere “occulto” e forte avrebbe impartito “disposizioni” precise? Perché fare finta di NON notare nulla di strano? IL CONDIZIONALE È D’OBBLIGO. Ma se fosse un fatto realmente accaduto, non potrebbe essere più che lecito sospettare che si sia trattato di obbedienza ad ordini mafiosi o di altro gruppo di potere magari soltanto politico o politicizzato?”

Questo dubbio, considerato che l’organizzazione mafiosa, che sarebbe meglio definire oggi “masso mafia”  da molti definita ormai quasi debellata, e che invece si è ben ramificata nelle istituzioni pubbliche, in quelle finanziarie … anzi, dell’alta finanza, e produttive,   ci appare più che legittimo.