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Il grande imbroglio italico …

Leggevo, ieri, le amare riflessioni dell’amico Crispino Abella sull’essere, sul sentirsi italiani o siciliani. A parte il dover essere un bravo ingegnere, “il migliore al mondo”, come lo definisce affettuosamente il buon Pippo Scianò, mi ha colpito la sua conoscenza delle vicende storiche, la sua capacità di cogliere sfumature a tema anche nella realtà attuale, la sua compostezza ed eleganza nei toni.Ed è stato forse proprio l’insieme a farmi riconsiderare concetti già trattati.
Pazienza, vorrà dire che il il post dei post, le mie riflessioni (forse le mie speranze) sul (non-)senso della vita, aspetteranno ancora! Di fondo, la trama è già pronta, … è tutta nella mia testa! Anche se so a priori che piacerà a pochi.
Primo, perché pochi sono i lettori di questo blog!
Secondo, perché mi sono accorto che, nelle cose che mi stanno particolarmente a cuore, … un po’ mi perdo. Quello che, devo riconoscerlo, sta succedendo anche adesso!

Per quasi un decennio, negli anni novanta, lavorai in un laboratorio nelle adiacenze di Via Ugo La Malfa, prolungamento di Via del Plebiscito.
Si intende, per plebiscito, l’interrogazione diretta di un Popolo, chiamato a manifestare la propria volontà su questioni d’importanza nazionale.
Il 21 ottobre 1860, un plebiscito sancì l’annessione dell’ex Regno delle Due Sicilie al Piemonte.
Parlandosi di plebiscito, immagino che a deciderlo fu il Popolo!
In Sicilia, su un totale di 2.232.000 abitanti circa, gli iscritti nelle liste elettorali erano ben … 575.000, poco più del 25 per cento! Di questi, i votanti furono 432.720, con 432.053 favorevoli all’annessione e solamente 667 contrari!
Le solite malelingue parlano di brogli, di intimidazioni, di voto non segreto!
Praticamente, … un grande imbroglio. Le solite malelingue
Poi, se in questo paese, in cui c’è stata data la sorte di nascere e di vivere, si parla ancora, a distanza di oltre sessant’anni, di brogli nel referendum che portò alla scelta della forma repubblicana, … qualche dubbio può anche fare capolino!

Di certo, il signor Gerolamo Bixio, per gli amici Nino, ci è stato dipinto e presentato come un grande eroe, capace di spezzare le reni a quei quattro, … anzi, cinque, delinquenti rivoltosi di Bronte, … tali NICOLO’ LOMBARDO, acclamato sindaco dalla popolazione e ritenuto a capo della rivolta stessa, … NUNZIO CIRALDO FRAIUNCO, demente, incapace d’intendere e di volere, a cui nessuno del plotone d’esecuzione ebbe il coraggio di sparare, … NUNZIO LONGI LONGHITANO, … NUNZIO NUNNO SPITALERI, … NUNZIO SAMPERI!
D’altra parte, doveva averne ben ragione, il nostro eroe, se così egli scriveva alla moglie Adelaide … «Che paesi! Si potrebbero chiamare dei veri porcili! Questo insomma è un paese che bisognerebbe distruggere o almeno spopolare e mandarli in Africa a farli civili»!
Peccato che successive ricostruzioni storiche abbiano appurato la loro innocenza!
Oggi, anche Bronte, come la gran parte delle città siciliane, ha la sua bella Via Nino Bixio!

E, ancora, ci hanno fatto sapere di quegli scellerati terroristi di Castellammare del Golfo, … MARIANA CROCIATA, cieca, analfabeta, 30 anni, … MARCO RANDISI, bracciante agricolo, storpio, analfabeta, 45 anni, … BENEDETTO PALERMO, sacerdote, 46 anni, … ANGELA CATALANO, contadina, zoppa, analfabeta, 50 anni, … ANGELA CALAMIA, disabile, analfabeta, 70 anni, … ANTONINO CORONA, disabile, 70 anni … e poi lei, la capobanda, ANGELA ROMANO, 9 anni!

Poi, fortunatamente, ci hanno fatto dimenticare ciò che era meglio dimenticassimo …
… di come la bandiera siciliana, nata dal patto stipulato il 3 aprile 1282 tra le città di Palermo (il giallo) e di Corleone (il rosso), abbia appena compiuto 730 anni, per quanto li porti benissimo …
… che il parlamento siciliano risale al 1129 …
… che la storia della Sicilia è fatta di 686 anni di indipendenza, dal 1130 al 1816 …
… che la costituzione del 1812 è stata l’unica, vera costituzione di uno stato preunitario …
… e di come quella del 1848, che all’articolo 2 recita “La Sicilia sarà sempre Stato indipendente”, sia portata ad esempio di costituzione progressista e liberale, almeno per l’epoca …
… di come risalga a quasi due secoli fa la costruzione, a Palermo, del primo cimitero in Europa senza distinzione tra classi sociali …
… che il Sicilia, della Società Sicula Transatlantica del palermitano Salvatore De Pace, fu il primo piroscafo ad effettuare la traversata dal Mediterraneo verso l’America …
… di come in Sicilia siano stati edificati i primi orfanotrofi, ospizi, collegi, conservatori, strutture di assistenza e formazione …
… di come in Sicilia si riscontrasse uno tra i più bassi tassi di mortalità infantile, a fronte di una percentuale di medici per abitanti tra le più alte …
… di come, prima dell’unità d’Italia, la Sicilia non conoscesse emigrazione …

… e ci hanno nascosto ciò che era meglio ci nascondessero …
… di come la Sicilia vanti primati in fatto di disoccupazione, con un tasso poco sotto il 15 percento, oltre 6 punti sopra la media nazionale italiana …
… di come la Sicilia “goda” della più alta diffusione di cancro al colon …
… di come il tasso di malattie neonatali, nel triangolo industriale siracusano, sia tra i più alti in assoluto …

Io vivo sull’altopiano, … ma il mio sogno sarebbe sporgermi dalla sommità di un’alta vetta, affacciata su una stretta vallata, e poter urlare … «IMBROGLIOOONIIIIII» …, in modo da poter udire una eco lontana, … quasi rivolta a noi siciliani di oggi, «…OGLIOOONIIIIII», «…OOONIIIIII», «…ONIIIIII» …!

Sikeloi