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Amministrative: il grido di Giulia Adamo: “Stop alle scelte verticistiche” … ma correva l’anno 2009 !

Già, correva l’anno 2009 e si discuteva sulle candidature a sindaco per le città di Mazara del Vallo e Sciacca.

Era il tempo in cui tutti affermavano che dovevano essere i cittadini a decidere e non i vertici regionali.

Giulia Adamo, candidato sindaco a Marsala,  eletta all’ARS nelle liste di Forza Italia e a quel tempo nel transitata nel gruppo misto, e ora all’UDC,  affermò solennemente che   “Siamo stanchi delle scelte verticistiche che non tengono conto delle indicazioni dei cittadini,  ed è per questo che chiediamo un confronto sui temi e sui problemi delle città interessate alle amministrative del 6 e 7 Giugno. Questo sicuramente avviene perché i deputati abituati ad essere “nominati” si dimenticano che i sindaci devono essere votati dal popolo e perciò devono essere loro espressione e graditi al popolo stesso. La designazione da Roma non è espressione di quella democrazia che dovrebbe contraddistinguere la nostra azione politica e di certo non è un percorso nitido e trasparente che possa portare ad una nostra condivisione.

Continuava l’Adamo “noi facciamo parte di un gruppo politico che si è sempre distinto per aver puntato alla base, ai cittadini e che porta avanti la voce del popolo e ci batteremo affinché sia il sindaco di Sciacca che quello di Mazara del Vallo  venga scelto  con questo criterio.”

Scrivemmo allora che era difficile non condividere quel grido di democrazia, ma il problema è che le scelte se non vengono fatte da Roma, vengono fatte nelle segreterie palermitane o dai deputati “eccellenti”.

Eravamo nel 2009, e la condanna di Giulia Adamo era forte … condivisibile.

Nel 2012 però, Giulia Adamo è candidata sindaco a Marsala ma a noi non risulta che questa candidatura sia figlia di scelte fatte dal popolo. 

Ma questa è la politica. Passano il tempo e i politici dimenticano, ma il popolo no …!

Anche quest’anno, alla  fine, non è la base, cioè il popolo che indica e sceglie il proprio sindaco, ma i partiti che impongono il candidato “nominato” e,  per dabbedaggine del popolo stesso, eletti.