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Pensioni INPDAP. Con la gestione unica INPS/INPDAP, ai sindacati e CAF un regalo da 100 milioni di euro … e nuovo balzello per pensionati

Questo è l’ammontare,  probabilmente per difetto, che CAF e sindacati intascheranno dal 2012 per effetto della decisione dell’INPS che ha incorporato nelle sue file la gestione della cassa previdenza per statali (INPDAP), a seguito dell’approvazione della l.    legge 22 dicembre 2011, n.214, pomposamente definita dal professore, salva Italia, di non continuare a fornire l’assistenza fiscale ai pensionati e dipendenti INPDAP.

L’INPDAP come noto, ha sempre fornito al proprio personale e ai circa 4,5 milioni pensionati amministrati, il servizio di assistenza fiscale, o meglio, operava come sostituto ritirando il modello 730 già compilato dai pensionati.

Per questa attività, da quanto abbiamo appreso, l’INPDAP riceveva dallo Stato, 12,5 euro per modello presentato.

A conti fatti, circa 50 milioni di euro l’anno che l’INPS evidentemente ha deciso di non averne bisogno …

Ora, come abbiamo fatto presente alla D.G. Pensioni di INPS, alcuni CAF e sindacati che si spartiranno questa grande torta, aggiungeranno anche l’importo che richiedono al pensionato per il servizio che, secondo INPS, dovrebbe essere gratuito …

Alcuni CAF dell’area Sicilia ci è stato riferito, ma abbiamo anche avuto riscontro diretto, chiedono al pensionato di pagare una quota di iscrizione al sindacato /CAF per avere il servizio …. gratuito !

A Marsala qualcuno ci ha detto con tranquillità :…” certo che è gratuito … ma per i nostri inscritti”, mentre un CAF privato collegato con un movimento politico, ci ha detto che “non si lavora certo gratuitamente..:” 

Tra contributi statali, e incassi derivanti dal pagamento di questa nuova gabella cui bisogna ringraziare il professore che ha salvato l’Italia, si divideranno qualcosa come 100 milioni di euro, cifra per difetto ovviamente.

Abbiamo segnalato all’INPS la cosa, trovandola incoerente anche perché tale servizio ai pensionati INPDAP era gestito con personale che aveva già acquisito notevole professionalità nel campo e non pesava sull’assetto organizzativo e finanziario dell’ente perché lo Stato, come ricordato, corrispondeva circa 12,5 euro per modello trattato.    

All’INPS abbiamo anche chiesto come mai, cancellando questo servizio presso le sedi INPDAP, non ha ritenuto di far trasmettere ai pensionati il loro modello 730 telematicamente, considerato che l’ente ha questa possibilità già operativa per professionisti e CAF …  

INPD, D.G. Pensioni, con nota   del 27 Marzo scorso ci ha risposto:

premesso che la scelta dell’INPS di non effettuare l’assistenza fiscale ai propri sostituiti, compresi i propri dipendenti, è determinata da esigenze organizzative, non essendo questa una attività obbligatoria, ma facoltativa; per quanto concerne la gratuità del servizio si ribadisce quanto riportato nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 14 marzo 2011 (paragrafo 3.2 pag 9):

Il contribuente che presenta una dichiarazione modello 730 debitamente e correttamente compilata in tutti i campi relativi alla documentazione prodotta e a quelli riferiti alle proprie condizioni familiari e comunque rilevanti ai fini fiscali non è tenuto a corrispondere alcun corrispettivo al centro di assistenza fiscale o al professionista abilitato. 

Pertanto ogni comportamento difforme deve essere segnato agli Uffici finanziari che gestiscono ed erogano i compensi ai CAF e ai professionisti abilitati.

La possibilità di trasmissione dei modelli 730 tramite PIN non è mai stata presa in esame per le problematiche relative alla privacy del contribuente che dovrebbe comunicare in modo visibile quei dati, scelta del 5 e 8 per mille, che sono reputati di natura sensibile dal D.Lgs. n. 196 del 2003.

Infatti, mentre al CAF e/o al professionista abilitato viene consegnato il mod.730-1 al sostituto d’imposta viene consegnata una busta chiusa e sigillata che dovrebbe contenere detto documento. Il sostituto d’imposta deve consegnarla ad un intermediario, terzo rispetto al rapporto di sostituzione, che provvede alla trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate.

Il link presente sul sito istituzionale serve per la ricezione delle risultanze contabili dei CAF o professionisti abilitati in quanto l’INPS non rientra nel flusso telematico dell’Agenzia delle Entrate, a causa del numero elevato di risultanze contabili da gestire: oltre cinque milioni e mezzo nel 2011”. 

Nessun commento, solo vorremmo fare osservare all’INPS che permettere ai pensionati di inviare telematicamente il loro 730 attraverso il sito dell’ente non lede alcun diritto alla privacy, e per quanto riguarda la scelta dell’otto per mille può benissimo prevedere l’invio per posta presso l’ufficio centrale preposto. 

Ognuno, con la propria password fornita dall’ente potrebbe inviare il 730 e poi inviare a mezzo posta la busta contenente la scelta del 5 e 8 per mille. 

Si farebbe così un servizio al pensionato, ma al contempo si toglierebbe il balzello a cui sarebbero costretti a sottostare. 

 Troppo semplice?