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Agricoltura. Marocco: l’U.E. dà libertà di esportazione … Colpo di grazia per il comparto siciliano

“L’agricoltura siciliana sacrificata a favore degli interessi dei Paesi del Nord Europa, il via libera all’accordo commerciale col Marocco segna l’inizio della fine della nostra agricoltura“.

Il presidente provinciale di Confagricoltura Siracusa, Massimo Franco, denuncia la gravità della scelta comunitaria a discapito del comparto agricolo. Non è bastata la mobilitazione lanciata da Confagricoltura nei confronti del Parlamento europeo per scongiurare l’approvazione dell’accordo bilaterale con il Marocco, che ha ricevuto il via libera dal Parlamento con 369 voti a favore, 225 contrari e 31 astensioni, prevede l’aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero e rappresenta una tappa verso un accordo di libero scambio.

 

“In un momento in cui il mercato è in difficoltà per diversi fattori, dalla crisi economica ad una concorrenza sleale con cui i produttori siciliani devono confrontarsi già da tempo, il fatto di aver abbattuto le barriere doganali col Marocco, nostro diretto concorrente su agrumi e prodotti orticoli, dai pomodori alle zucchine, vuol dire distruggere un’intera fetta dell’economia su cui dovrebbe reggere un Paese. Si permette di far arrivare sui banconi europei prodotti realizzati con un costo del lavoro sulla soglia della schiavitù e con sistemi produttivi pericolosi per la salute dei consumatori. Dal Parlamento europeo è arrivato un pessimo segnale che condannerà tanti imprenditori a chiudere ed a far spazio alle aziende nordafricane”.

Una minoranza significativa di deputati, fra i quali il relatore José Bové (Verdi/ALE, FR0 che ha ritirato il suo nome della relazione dopo la votazione, si è opposta all’approvazione dell’accordo per gli effetti negativi sui piccoli agricoltori europei, per le condizioni precarie di lavoro e ambientali in Marocco e per l’inclusione del territorio del Sahara Occidentale, punto che violerebbe il diritto internazionale.

In una risoluzione adottata sempre giovedì per 398 voti a favore, 175 contrari e 50 astensioni, i deputati chiedono alla Commissione di monitorare con molta attenzione il rispetto delle quote e di rafforzare i controlli alle frontiere per evitare frodi e violazioni dei prezzi di importazione. La risoluzione chiede anche una relazione di valutazione d’impatto dell’accordo sugli agricoltori europei.