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USCLAC/UNCDiM: sulla tragedia Costa Concordia, organi di stampa strumentalizzano dichiarazioni dei sindacati di categoria

A molti giorni dalla tragedia del Giglio le segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL hanno deciso di pronunciarsi non sull’incidente, ma per criticare quanto riportato dalla stampa dopo la conferenza stampa organizzata da USCLAC/UNCDiM a Genova in data 27 gennaio. E lo hanno fatto in maniera pretestuosa e senza considerare neppure la precisazione che i nostri sindacati avevano successivamente rilasciato, evidenziando come un’ora e mezza di conferenza stampa fosse stata ridotta a poche frasi estrapolate dal contesto e strumentalizzate a fini giornalistici.

Ad uso quindi anche delle suddette tre sigle sindacali, favorevoli evidentemente allo scandalistico e scandaloso approccio che la stampa italiana ha riservato e riserva alla tragedia del Giglio, torniamo a precisare che la difesa del nostro associato non coincide con la negazione del suo errore e delle sue responsabilità, laddove la magistratura li accerterà, ma risponde ai doveri previsti e dalla legge e dallo statuto di USCLAC .

Quello che non accettiamo, torniamo a sottolineare, è che a seguito di una tragedia venga sminuito il ruolo di tutta la marineria italiana. La nostra, inoltre, non è una vertenza sindacale a difesa dell’operato di un iscritto, bensì un’azione a difesa della sua dignità e del nome suo e della sua famiglia, utilizzato ormai come sinonimo di codardia dalla stampa e persino dal Ministro del Lavoro. Il nome di una persona già gravata dal rimorso per le vittime, per il naufragio e per la fine di una vita di mare, anche di sacrifici,  condotta fino a poche settimane fa in modo professionale ed impeccabile.